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Believe – J.J. Abrams spiega che lo show non sarà simile a Touch o a Il tocco di un angelo

Di Marlen Vazzoler

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Ieri è stato il turno di J.J. Abrams e Alfonso Cuaron di salire sul palco della Television Critics Association (TCA) per presentare Believe, lo show che debutterà questo marzo sulla NBC.

“Più di venti anni fa ho incontrato Alfonso Cuaron ed ho disperatamente voluto lavorare con lui da allora. Sono stato un grande fan dei film che ha fatto. Fino a quando Alfonso ha chiamato, in un momento magico, dicendo ‘Ho un’idea per uno show televisivo’ e quando mi ha proposto l’idea, ho sentito che avrei dovuta vederla in televisione. Era un’opportunità troppo grande, troppo emozionante da lasciar correre” .

Curaron spiega che l’idea – di una bambina con dei poteri esp che instaura un rapporto di padre e figlia con un ex galeotto che cerca di proteggerla da una figura nefasta – gli era venuta in mente mentre stava lavorando a Gravity.

“Avevo una finestra, mentre aspettavo il processo senza fine degli effetti visivi e volevo fare qualcosa, ma non avevo il tempo per dirigere un altro film. Prima di tutto ho voluto fare qualcosa in cui le persone non galleggiavano e poi da lì tutto è converso”.

Abrams ha prontamente risposto al collega

“Alfonso hai visto quella clip? Stava galleggiando!”

riferendosi a un momento del trailer.
Alla domanda se lo show seguirà più la strada procedurale o quella serializzata, Abrams ha spiegato che sarà un mix di entrambe, una caratteristica che accomuna anche gli ultimi due show di Abrams, Fringe e Person of Interest, anche se questi due con il passere del tempo hanno cominciato a raccontare una storia più serializzata.

“Ci saranno degli elementi procedurali, ogni settimana ci sarà qualcuno che incontra Bo che lei aiuterà. Ma ci saranno anche dei grandi elementi mitologici che verranno scoperti”.

Visto i suoi impegni, Cuaron ha diretto solo il primo episodio, co-sceneggiato assieme a Abrams. Il ruolo come showrunner è poi passato a Jonas Pate, il regista del secondo episodio, dopo l’uscita di scena dei precedenti due showrunner Dave Erickson e Mark Friedman. Abrams spiega che nonostante Erickson e Friedman siano delle persone creative e meravigliose non erano adatte per questo show, ed ha sottolineato che queste transizioni iniziali non sono così inusuali nel mondo della televisione. Sulla scelta di Pate come showrunner, Abrams ha spiegato:

“Chiunque possa farlo, chi riesce a dimostrare l’abilità e il desiderio, è colui che lo può fare. Questo non è uno show fatto con lo stampo per i biscotti dove conosci esattamente la persona che fa questo genere di show – non è un tipico procedurale, non è un tipico poliziesco – è una cosa davvero unica”.

Tutto è dipeso nel trovare la giusta voce creativa, continua il produttore, per accordarla con quanto Cuaron ha stabilito.
Per Cuaron la troupe ha fatto un gran lavoro nel scegliere gli elementi artistici che permettono di usare quell’approccio cinematografico a cui stava mirando.

“Non è solo l’approccio cinematografico, ma anche il centro emotivo dello show. Anche se ci sono degli elementi sovrannaturali, alla fin fine è la storia di una famiglia”.

Abrams ha aggiunto che Believe sarà molto diverso da Touch.

“Ci troviamo in quello strano posto dove i critici stanno paragonando Believe ad altri show di genere”.

Ha poi aggiunto che spera che in futuro Believe diventerà uno show che verrà usato come punto di paragone per tutti i nuovi show, e quando gli è stato chiesto come ha intenzione di bilanciare la stucchevolezza degli show con dei bambini ha spiegato:

“La stucchevolezza è il nostro credo, c’è un lato spirituale dello show ma non siamo Il tocco di un angelo”.

Fonti THR, Deadline, IGN

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