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Twilight – Secondo una nuova causa legale i film sono razzisti e perversi

Twilight – Secondo una nuova causa legale i film sono razzisti e perversi

Di Marlen Vazzoler

twiharder

Molto si è detto di Twilight e della rispettiva franchise prodotta dalla Summit e dalla Lionsgate, ma mai ci saremmo sognati che la franchise venisse citata per aver rappresentato degli stereotipi razzisti e dei personaggi sessualmente depravati.
Lunedì scorso è stata depositata una causa legale da parte della Between the Lines Productions contro la Lionsgate Entertainment e la Summit Entertainment, perché queste ultime due compagnie hanno tentato di affossare TwiHarder – la parodia filmica di Twilight – con delle minacce legali e un ordine, senza fondamento, in cui si intimava di desistere nell’uscita del film. Questa è la seconda volta che la Between the Lines cita la Lionsgate e la Summit, per il presunto sabotaggio di TwiHarder, precedentemente avevano richiesto 500 milioni di dollari, ma alla fine la denuncia era stata volontariamente ritirata nello steso giorno in cui era stata presentata.

Ma questa volta sembra che la compagnia sia decisa ad andare avanti, inoltre per motivi ancora sconosciuti, nella denuncia è stato sottolineato come i film di Twilight abbiamo presentato degli stereotipi razzisti e dei personaggi sessualmente depravati. Si può leggere:

“[Sono presenti degli] stereotipi monodimensionali dei nativi americani e della cultura indigena attraverso la raffigurazione del personaggio di Jacob Black come un ‘nobile selvaggio’, ‘guerriero assetato di sangue’ e predatore sessuale’. [Inoltre viene posta] molta enfatizzazione sulla gerarchia socio-politica e sul potere economico basato sul colore della pelle piuttosto che sul tenore di uno o dell’altro personaggio o sui suoi conseguimenti”.

Viene inoltre aggiunto che i film sono incentrati:

“Attorno al rapporto libidinoso e nella conseguente relazione sessuale tra la diciassettenne Bella Swan e il personaggio maschile, Edward Cullen, che è più vecchio di lei di quasi cent’anni”.

In attesa di sapere come la Lionsgate e la Summit risponderanno alla causa, possiamo nel frattempo eleggerla come la causa legale più insulsa del 2013. Spesso e volentieri ci è capitato di parlare di alcune lezioni legali riguardanti il mondo del cinema, ma le argomentazioni di questa causa sonodavvero assurde.
Avreste voluto vedere il film, o siete contenti che è stato bloccato? Secondo voi la causa andrà avanti?

Fonte The Wrap

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