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Lo Hobbit – La Warner ha voluto distogliere l’attenzione dei critici dal formato 48 fps, per indirizzarla sul film

Lo Hobbit – La Warner ha voluto distogliere l’attenzione dei critici dal formato 48 fps, per indirizzarla sul film

Di Marlen Vazzoler

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La Warner ha deciso di aumentare il numero dei cinema che mostreranno Lo Hobbit: La desolazione di Smaug, nel formato a 48 fps, passando dai 450 cinema di Un Viaggio Inaspettato, a 750 strutture in America, mentre all’estero la crescita è decisamente più alta, siamo passati dai 1669 del primo film a quasi 2500 cinema. Stranamente la WB non ha quasi per niente pubblicizzato questa mossa, a causa delle reazioni negative ricevute l’anno scorso, quando il 48 fps è arrivato per la prima volta nelle sale.
Il capo della distribuzione domestica, Dan Fellman ha spiegato a The Wrap:

“Il problema, con il film precedente, è stata la troppa attenzione al formato e non al film, da parte della stampa. Questa volta abbiamo voluto sminuire il formato e puntare sul film”.

Non c’è da stupirsi quindi, che le proiezioni stampa sono state tutte realizzate nel formato classico, il 24 fps, in questo modo il 48 fps non ha influenzato nessuna recensione.
Nonostante tutto Jackson rimane convinto che il miglior modo per vedere il film rimane il 48 fps. Il filmaker ha commentato la scelta di mostrare il film nel formato normale ai critici:

“Ho avuto parte in quella decisione. Abbiamo avvertito l’anno scorso, che in un certo modo [l’fps] aveva spostato l’attenzione. La gente stava recensendo sia il frame rate che il film. Ho avvertito la dominazione della tecnologia.
Ho passato molto tempo nella stanza per la gradazione del colore, a cercare di capire come non far avere ai 48 frame, la sensazione di quando si guarda un video. Alcune delle critiche ai 48 frame non avevano niente a che fare con il frame rate di per sé, che è solamente più rilassante per gli occhi, perché riduce lo sfocamento del movimento. Aveva anche a che fare con il fatto che sembrava di vedere la TV, come una soap opera”.

Le motivazioni sono perfettamente comprensibili, ma c’è da dire che se il formato non fosse stato così criticato, chissà se avremmo avuto in La desolazione di Smaug tutta questa attenzione al 48 fps, da parte di Jackson.

legolas-smaug

Nel secondo film viene dato molto spazio alle indagini di Gandalf sulla crescita del male, accennata in Un viaggio inaspettato. Sono diverse le storie parallele a cui veniamo introdotti, che verranno riprese nel terzo e ultimo capitolo di Lo Hobbit, usate per gettare i collegamenti con Il Signore degli Anelli. Ma le sotto-trame non sono l’unico punto di collegamento tra le due franchise, la presenza di personaggi come Frodo, il Bilbo di Ian Holm, e Galadriel svolgono questa funzione, ma soprattutto Legolas.
Evangeline Lilly ha spiegato che questo film si collega a La compagnia dell’Anello, proprio grazie a Legolas:

“Peter, Fran  e Philippa hanno collegato brillantemente l’ultimo film di Lo Hobbit con il primo film del Signore degli Anelli attraverso un personaggio, Legolas”.

Ma perché Jackson ha deciso di usare l’elfo silvano come punto di collegamento, visto che originariamente non era presente nel libro di Tolkien?

“La gente chiede sempre del personaggio di Tauriel di Evangeline e perché abbiamo sentito il bisogno di crearla. Ma nel romanzo Lo Hobbit, [i nani] vengono catturati dagli elfi e fuggono nelle botti. Ed è una parte memorabile del libro, ma il re degli Elfi non viene nemmeno nominato. Non ha un nome. È stato solo più tardi che Tolkien ha deciso che doveva essere Thranduil e che doveva avere un figlio. Quando Il Signore degli Anelli è stato scritto 18-19 anni dopo, ha creato il personaggio del figlio del re.
Quindi c’è il materiale, ma non si può avere una scena in un film, che è memorabile, con una sola persona nei panni di un Elfo. Volevamo tre personaggi elfici ma per creare dei personaggi che hanno dei conflitti tra di loro e hanno agende diverse. Thranduil, Legolas e Tauriel sono tutti su diverse traiettorie, e questo rende molto più interessante la mia capacità e quella di Fran di raccontare la narrazione attraverso i loro occhi”.

Non ci saremmo di certo aspettati l’uso di Legolas come punto di collegamento, solo una volta visto il film, potremmo renderci conto se è stata una buona scelta o meno.
Concludiamo con due infografici dedicati a Smaug:

infografico-smaug

nel secondo Movoto ha fatto un estimazione della tana del drago:

Hot Property: Smaug's Lair for Sale

Lo Hobbit: La desolazione di Smaug uscirà nelle sale italiane il 12 dicembre 2013. Per rimanere aggiornati sulla produzione seguite le news dal blog. Vi ricordiamo che qui trovate la pagina facebook italiana del film.

Fonti The Wrap, HitFix, /Film, financesonline, Movoto

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