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Frozen – Intervista ad Alessandro Jacomini “Ecco come ho illuminato il castello di Elsa”

Frozen – Intervista ad Alessandro Jacomini “Ecco come ho illuminato il castello di Elsa”

Di Leotruman

Frozen Final Poster Italia 01

Frozen – Il Regno di Ghiaccio, il 53° cartoon 3D targato Disney, diretto da Jennifer Lee (regista e sceneggiatrice che vanta tra gli ultimi successi quello di Ralph Spaccatutto) e Chris Buck, è sbarcato oggi in oltre 500 sale italiane.

Il film è stato accolto in modo entusiastico dalla critica, e non è solo storia ad essere incredibile ma anche la sua realizzazione: un vero e proprio capolavoro di tecnica. Gli animatori e tutti i collaboratori dei Walt Disney Animation Studios hanno lavorato per anni alla pellicola, e tra le centinaia di nomi coinvolti c’è anche il nostro Alessandro Jacomini.

Nato e cresciuto in Italia, Alessandro si è trasferito poi negli Stati Uniti finendo proprio per entrare a lavorare nella casa di Topolino come Lighting Supervisor, supervisore dell’illuminazione artificiale di alcune sequenze della pellicola.

In cosa consiste il suo lavoro e come è stato creato il magnifico castello di Elsa, protagonista chiave della canzone “All’alba sorgerò“? Ecco la nostra intervista:

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Ci puoi spiegare nel dettaglio in cosa consiste la tua professione, ora che il mondo dell’animazione è diventato così complicato rispetto al passato?

Sono un lighting supervisor, vale a dire che mi sono occupato della supervisione di alcune sequenze del film dal punto di vista dell’illuminazione. Tra le varie mansioni ci sono i modellatori, chi lavora all’aspetto dei personaggi e degli oggetti inanimati, e gli animatori. Una volta che tutti gli elementi sono stati composti arrivo io e i miei collaboratori, che ci occupiamo della resa visiva finale. Se la scena è ambientata all’interno con una luce, che arriva da un camino e contemporaneamente da una finestra, devi far sì che la luce sembri realmente arrivare da queste sorgenti per rendere tutto il più realistico possibile. Questo è l’aspetto più superficiale, mentre c’è un aspetto più profondo che è legato all’emotività della scena: in relazione al tono emotivo della scena, che sia drammatica o comica, devi cercare di aiutare l’espressione di questo mood. In una scena drammatica si deve aumentare il contrasto tra luci ed ombre, per aumentare il senso di mistero e tensione. Se una sequenza è romantica, si cerca di rendere i personaggi al massimo della fotogenia. Lo scopo del lighting supervisor è far sì che una scena rispetti le condizioni di luci che fanno parte della storia e dal punto di vista artistico, come fa ad esempio la colonna sonora, cerca di accompagnare e sottolineare alcuni aspetti della scena grazie al colore, la posizione e l’intensità delle luci.

Nelle sequenze che hai supervisionato, il tuo ruolo è quindi pari a quello di un direttore della fotografia in una pellicola live action o devi seguire le indicazioni di qualcun altro?

Esatto. Esiste un artistic leadership che è composto da un art director, un production designer e da un direttore della fotografia. Il mio rapporto è di collaborazione con loro. Molto spesso l’art director disegna un bozzetto per far capire come vuole che l’illuminazione venga realizzata, con i vari livelli di saturazione e altre informazioni. Non avviene in tutte le scene, in particolare in alcune sequenze, e tu cerchi di utilizzare questi riferimenti come obiettivo per la resa visiva. È un rapporto di collaborazione, ed è un continuo rimbalzare di idee. È un mondo estremamente creativo e aperto, dove collaboro con queste leadership artistiche e cerco di seguire la storia e la visione dei registi.

Alessandro Jacomini

Uno dei protagonisti del film è il ghiaccio. Il modo in cui filtra la luce è incredibile, e in 3D è memorabile. Qual è stata la vera sfida di Frozen?

Dal punto di vista personale mi sono occupato in particolare di questo, dell’aspetto della neve e del ghiaccio. In particolare ho supervisionato la creazione e quasi tutte le sequenze della creazione del palazzo di ghiaccio di Elsa. È stato l’aspetto più complesso, anche perché l’esperienza dello studio non era ancora a questi livelli e in particolare su questa scala. Mai si era dovuto lavorare su neve e ghiaccio con un tale livello di complessità! Abbiamo dovuto cercare di capire l’aspetto fisico e ottico, e per questo siamo andati a visitare in Quebec un hotel di ghiaccio e abbiamo fatto una vera e propria opera di scouting. È stato un perfetto laboratorio per capire il ghiaccio, come si comporta in relazione alla luce e molto altro! Abbiamo poi utilizzato anche dei laboratori fotografici per capire come illuminare il ghiaccio rispettando le leggi fisiche. Noi dovevamo essere in grado di essere non solo fotorealistici, ma anche di controllare artisticametne la rifrazione, la diffusione della luce su neve e ghiaccio. Dovevamo essere in grado anche di controllare come un personaggio sarebbe apparso dietro una lastra di ghiaccio, il suo fotorealismo (è ancora riconoscibile?). Realizzare quelle scene è stato un bellissimo viaggio, in particolare quella dove Elsa canta “All’Alba Sorgerò” ha richiesto praticamente un tempo pari allo sviluppo e alla creazione del film, e quindi anni.

elsa watchmen frozen

Una curiosità. Su internet lo sceneggiatore Drew Pierce ha visto nella fortezza di Elsa un omaggio alla fortezza del Dr. Manhattan di Watchmen. Visto che hai lavorato a stretto contatto con i designer, ci sai dire qualcosa di più?

Non mi risulta! Però il bello di questo tipo di riferimenti, è che confermano che hai toccato degli elementi di appeal che sono universali. Ognuno ci vede un riferimento legato al proprio vissuto, alla propria esperienza. I riferimenti sono stati i più svariati, però questo è stato puro frutto dell’ingegno del production designer, dell’art director e del suo assistente: sono tra i talenti più di spicco dell’art direction a livello mondiale, e ho avuto davvero una fortuna incredibile a poter lavorare fianco a fianco con loro. Dei veri e propri geni!

Frozen – Il Regno di Ghiaccio esce oggi nelle sale italiane (anche in 3D). Nel cast vocale della versione originale ci sono Kristen Bell e Idina Menzel.  Qui trovate la pagina facebook italiana del film.

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