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Ted 2 – La Universal non si è ancora assicurata i diritti di distribuzione del film

Di Marlen Vazzoler

ted

L’amministratore delegato della NBC Universal Steve Burke aveva dichiarato la scorsa estate che la compagnia non vedeva l’ora di vedere Ted 2, visti gli ottimi incassi di Ted al botteghino mondiale (568 milioni, ndr.), ma la compagnia non ha prodotto il film, l’ha solamente distribuito e anche se lo studio ha annunciato l’uscita del sequel per il luglio del 2015, non ha ancora concluso le negoziazioni per la distribuzione del film. Se le trattative non andranno in porto, Ted 2 potrebbe essere distribuito da un altro studio!

Negli ultimi anni ha cominciato a diffondersi la tendenza della produzione di film finanziati per la maggior parte da compagnie indipendenti e non dalle major. Se prendiamo in considerazione gli 81 film con un budget superiore ai 30 milioni di dollari, distribuiti fino adesso dai grandi studio, 19 di questi titoli sono stati finanziati per la maggior parte o interamente da compagnie che non fanno parte di queste aziende. Considerando che 4 anni fa, erano 11 su 95, i film che si trovavano in questa situazione, non si può negare la crescita di questa prassi. È vero che questo sistema riduce alle major l’esposizione a film rischiosi ma al contempo riduce il potenziale in caso di successi a sorpresa, anche questi in aumento negli ultimi tempi.

Le compagnie indipendenti dunque, non finanziano più solamente film a basso budget, ma sono una presenza regolare nelle produzioni con un budget di oltre 100 milioni di dollari, come Elysium e The Wolf of Wall Street di Scorsese. E registi come MacFarlane, Neill Blomkamp e David Ayer stanno già lavorando al loro secondo film prodotto da una compagnia indipendente. Ayer ha spiegato:

“È molto difficile fare le storie che un filmaker vuole raccontare con la sua voce, negli studio. Per questo motivo questo nuovo paradigma di finanziamento indipendente a un livello più alto è emozionante”.

Anche se vengono prodotti al di fuori dei più tradizionali sistemi hollywoodiani, molti di questi film vengono distribuiti dagli studio, le uniche compagnie in grado di mettere sul mercato e a distribuire un film in tutto il mondo. Ma nella maggior parte dei casi, gli indipendenti hanno comprato lo script, firmato gli accordi con gli artisti e messo insieme il budget. Il CEO della New Regency, una compagnia indipendente, ha ammesso che gli studio hanno ridotto le loro produzioni e che molti filmaker si presentano alle loro porte.

Gli senior esecutive degli studio confidano che vorrebbero fare più film di questo genere, alla Captain Phillips per intenderci (il film è prodotto da uno studio, ndr.), che sono più in linea con i loro gusti personali, ma hanno difficoltà nel giustificarli dal punto di vista finanziario. Questo non significa che questi progetti sono privi di rischi, prima di Ted la Media Rights Capital ha avuto due flop: The Box e 30 Minutes or Less. Anche la Emmett/Furla Film e la Envision Entertainment si sono trovati tra le mani un flop, con Broken City.

Ma torniamo a Ted. La MRC ha finanziato il primo film per 50 milioni di dollari ed ha poi venduto i diritti di distribuzione alla Universal. Nel caso di Ted 2, le cui riprese cominceranno il prossimo giugno, la MRC ha chiuso i propri accordi con il regista Seth MacFarlane e il protagonista Mark Wahlberg. Per Ted la Universal aveva pagato un cifra per i diritti globali, tenendosi la maggior parte dei profitti, ma per il sequel la MRC sembra sia interessata a mantenere una fetta più grande sugli incassi. A questo punto la Universal o un altro studio potrebbero ottenere una quota minore o inesistente, e in quel caso i loro incassi deriverebbero da una percentuale del 15% sugli incassi, per la distribuzione e il marketing.

Fonte The Wall Street Journal

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