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Lucca 2013 – Yonezou Nekota ci rivela che le era stato proposto di realizzare l’anime di Mousou Elektel

Di Marlen Vazzoler

Yonezou-Nekota-TSUYOGARI

Gli amanti del genere yaoi (vedi nota a fondo pagina, ndr.) conoscono molto bene la mangaka Yonezou Nekota, ospite della Magic Press all’edizione 2013 di Lucca Comics and Games. La carriera di questa autrice comincia agli inizi degli anni 2000, con la produzione di dojinshi (vedi nota, ndr.) yaoi aventi come protagonisti alcuni personaggi della serie Il principe del tennis.
La Nekota muove i primi passi nel mondo del professionismo pubblicando delle storie brevi, per la Biblos (i cui titoli, dopo la bancarotta del 2006, sono stati acquistati dalla Libre Shuppan, ndr.) che nel 2003 raccoglie e pubblica nel volume auto-conclusivo Tsuyogari, presentato in anteprima al Romics. L’ambiente narrato in queste storie verrà poi ripreso, come alcuni di questi personaggi, in una delle serie più famose prodotte fino a questo momento, Trattami con dolcezza (Hidoku Shinaide, ndr.), ancora in corso di pubblicazione in Giappone. Durante la conferenza che la maestra ha tenuto a Lucca, l’editor della Libre ha annunciato che il quarto volume della serie verrà pubblicato in Giappone, a dicembre.
Ma è nel 2004 che la Nekota comincia sulla rivista BexBoy, a pubblicare la sua prima a puntate, Kami-sama no Ude no Naka, da cui ha tratto lo spin-off Michiru Heya (anche questo ancora in corso di pubblicazione, ndr.), che racconta le storie dei ragazzi di un dormitorio che frequentano un collegio maschile cattolico. La maestra ha confermato che appena avrà del tempo libero si dedicherà alla produzione di un nuovo volume di Michiru Heya, inoltre ha svelato che la pubblicazione del manga Miwaku Shikake – Amai Wana, non si è conclusa al terzo capitolo come in molti avevano temuto. La serie è solamente in pausa, e riprenderà non appena avrà più tempo a sua disposizione.
La Nekota ha ammesso che la sua carriera come mangaka è nata dalla lettura di Proteggi la mia terra, ed ha confessato che il suo personaggio preferito era Issei. Ha spiegato che Kizuna è stato il suo primo manga yaoi e che la sua autrice, Kazuma Kodaka, è stata la sua maestra.
Nella sessione di domande con i fan, riportata nella sua interezza dal blog The other side of the Mirror, sono stati trattati anche due temi spinosi, quello delle scan e la Legge 156 (vedi nota, ndr.). Per quanto riguarda il fenomeno delle scan, la Nekota ha dichiarato:

“Sono contenta che in questo modo le mie opere siano conosciute in varie parti del mondo, ma confido anche nel fatto che una volta pubblicate, i fans acquistino tali opere, anche per sostenere l’autore stesso. Purtroppo in Giappone, molti mangaka non così famosi, hanno dovuto smettere di disegnare per mancanza di fondi proprio a causa delle scan”.

Per quanto riguarda la Legge 156, invece la maestra ha dichiarato:

“Quando hanno approvato la legge, all’inizio ero scioccata, avevo paura che questa legge non mi avrebbe più permesso di disegnare quello che volevo. Successivamente mi sono concentrata nel trovare un modo per aggirarla, in modo da poter esprimere quello che volevo trasmettendolo anche in altri modi”.

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Ed ora passiamo alla nostra intervista:


In uno dei post che hai pubblicato su twitter, vediamo la foto di alcuni cosplayer di Il principe del tennis, con Kaido e Inui e Fuji e Tezuka, le tue coppie preferite nelle tue dojinshi di Il principe del tennis. Erano delle tue fan queste cosplayer, che erano passate a conoscerti?

Si sono delle fan che sono venute ieri a farsi fare l’autografo.

A proposito di Il principe del tennis, per questa serie hai creato il maggior numero di dojinshi, rispetto a titoli come Naruto, D-Grayman, Katemayo hitman reborn, Death note… Cosa ti ha attirato di questo manga, da spingerti a disegnare delle dojinshi?

Prima ho cominciato a fare dojinshi con la coppia Fuji e Tezuka, perché sono la coppia che ho preferito fin dall’inizio. Poi mi è piaciuta la coppia formata da Kaido e Inui, ed ho cominciato a realizzare dojinshi anche su di loro. Questo è il motivo per cui ne ho realizzate molte, perché sono passata da una coppia all’altra e questo ha allungato la produzione di dojinshi di Il principe del tennis. Un altro motivo forse, è perché delle varie storie che ho disegnato fino a questo momento, c’è da tener conto che Inui è il mio personaggio preferito.

yonezou-nekota-kagami

Sempre su twitter hai postato un disegno di Hunter x Hunter (Gon e Killua) e uno di Kuroko no basket (Kagami). Ti piacerebbe disegnare delle doujinshi su queste opere?

In teoria mi piacerebbe, però in questo momento sono impegnata con il lavoro e se mi mettessi a disegnare le dojinshi di queste opere, lavorerei solamente a quelle e non avrei più tempo per il resto. Perché quando comincio qualcosa, mi concentro solo su quello, e non riuscirei più a portare avanti il lavoro. Dato che sono molto impegnata con il lavoro, faccio solo la lettrice.

C’è qualche fandom, o qualche coppia di queste dojinshi che preferisci?

Inui mi piaceva come protagonista delle storie yaoi. Mi piace la coppia Kagami Kuroko, ma mi piace Kagami come tipo, è la prima volta che mi capita, che mi piace proprio come personaggio, come ragazzo.

Stai seguendo la seconda serie che sta andando in onda in Giappone?

Si lo seguo, ma mi piace vederlo tutto in una volta, quindi lo sto registrando. Vedo dieci episodi alla volta.

Cosa pensi delle musiche di Kuroko no basket?

Mi piacciono un sacco, sono belle.

Delle serie andate in onda questa estate e quelle attualmente in onda, ce né qualcuna che ha stuzzicato maggiormente la tua immaginazione?

Free! mi è piaciuto, però ho preso una sbandata per Shingeki no Kyojin (L’attacco dei giganti, ndr.). L’ho guardato un sacco di volte. Non vedo l’ora di vedere la prossima serie animata.

C’è qualche manga, non per forza del genere yaoi, che stai leggendo e che ti piace?

Quello che seguo con più attenzione è I Am a Hero, e non vedo l’ora di leggere il prossimo numero.

Hai approfittato della manifestazione per poter incontrare l’autore, Kengo Hanazawa?

Si, mi sono fatta fare l’autografo, ero contentissima.

Nell’incontro con i fan hai ammesso che Proteggi la mia terra e in particolare il personaggio di Issei, ti hanno spinta a intraprendere questa carriera. Ma se ben ricordo non ha mai creato una dojinshi su quest’opera. Come mai?

No, perché ero molto piccola quando è successa questa cosa. Stavo frequentando la quarta elementare. Però considero quell’opera come la mia bibbia.

E cosa ti piace così tanto del personaggio di Issei?

Mi piace tutto di lui, sia l’aspetto, sia quella debolezza che lo contraddistingue, le sopracciglia.. Mi piace tutto, lo adoro.

Possiamo dire che la pettinatura di Issei, viene in qualche modo ripresa in alcune tue opere?

Forse ce né qualcuna che li somiglia, magari non l’ho fatto coscientemente. Forse Fumi di Mousou Elektel ha un carattere per certi versi simile a quello di Issei, diciamo quel suo modo di essere debole. Quella potrebbe essere stata un’influenza di Issei, come personaggio.

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Siamo stati molto felici di sapere che Miwaku Shikake non è concluso, ma in pausa. Hai intenzione di realizzare un volumetto, oppure una storia più lunga?

Dato che il seme di Miwaku Shikake è un okama (in italiano potremmo tradurlo con checca, ndr), è un personaggio che non è molto presente negli yaoi, quindi ho fatto questo manga come un esperimento. Per questo motivo l’abbiamo pubblicato su rivista, per vedere come sarebbe stato accolto. Ho ricevuto molte richieste, soprattutto dall’estero, di continuare. Quindi adesso stiamo vedendo come realizzarlo.
Visto che le richieste sono state molte, c’è la possibilità che venga prodotto più di un volume. Ancora non lo sappiamo perché ci basiamo molto sulle richieste dei lettori. Di solito quando una serie è amata, si tende a proseguirla, e a me piacerebbe fare più di un volume, vedremo come va, perché dipenderà dalla rivista, anche se esiste questa possibilità.

In passato hai pubblicato un artbook, in cui hai raccolto sopratutto delle illustrazioni delle tue doujinshi. A quando un artbook contenente le opere pubblicate sulle riviste ufficiali?

Mi piacerebbe farlo uscire, ma in questo momento non è ancora previsto, perché sono ancora poche le immagini a disposizione per realizzare un intero artbook. Ma un giorno mi piacerebbe farlo.

In conferenza abbiamo parlato della tua passione per le mutande da uomo. Durante una sessione d’autografi hai ricevuto da dei fan delle mutande in regalo. Questo regalo come si piazza tra quelli più strani/inattesi che hai ricevuto dai tuoi fan?

Più o meno al terzo/quarto posto, perché in realtà mi capita spesso che mi regalino delle mutante. Quello più strano che mi hanno regalato era una sorta di borsellino fatto a forma di mutande, fatto a matriosca, al cui interno c’erano altre mutande. È stato il regalo di una mia fan giapponese. Quindi mi capita di ricevere anche queste cose strane. Per questo motivo, le semplici mutande da uomo non sono molto alte in classifica, ma dato che queste avevano anche le immagini, sia disegnate che stampate, allora si trovano al terzo posto.

E al secondo posto?

Un guanto a forma di mutande.

Sempre su twitter hai postato la foto di una spilla di un paio di mutande con la faccia. Ma con tutti questi regali a forma di mutande che ti hanno fatto fino a questo momento, cosa manca secondo te all’appello?

I regali dei fan superano la mia immaginazione, ma c’è una cosa che invece di ricevere in regalo, vorrei fare io. Il fazzolettino per pulire gli occhiali a forma di mutande, con il vellutino che si usa solitamente per pulire gli occhiali. Lo vorrei fare, però è costoso quindi è difficile. Però mi piacerebbe molto fare questo gadget.
Normalmente il tessuto è solitamente ritagliato, invece in questo caso devi cucirlo e farlo a forma di mutande. Quindi diventa costoso.

Hai incontrato molti fan maschi? Di cosa avete parlato?

Ne sono venuti abbastanza.
(La traduttrice spiega che la Nekota è rimasta un po’ stranita, dalla maggior presenza di fan maschi rispetto al Giappone. La traduttrice ha spiegato alla maestra che la maggior parte di questi fan italiani erano ragazzi gay, anche se alcuni erano etero, ndr.).
Gli avrei voluto fare molte domande, chiedergli ‘Come mai li leggete? Cosa vi piace? Cosa vi fa più esultare?’. Però ho avuto un po’ di imbarazzo nel chiederglielo, quindi se volete farmelo sapere, a me farebbe piacere sapere cosa piace ai ragazzi che leggono i miei yaoi.

In Kamisama no Ude no Naka, da cui hai tratto lo spin-off di Michiru Heya, hai ambientato la storia in una scuola cattolica. Come è nata questa idea?

In Giappone non ci sono dei credo religiosi molto forti, un senso della fede molto forte, molto rigido. Quindi dato che volevo creare quest’immagine di rottura dei tabù, d’immoralità, ho scelto di ambientarlo in una scuola cattolica, perché il cattolicesimo mi dava un’idea di fede più profonda, più rigida. Di conseguenza era più facile poter andare contro i dettami religiosi e morali.

Quindi per questo motivo abbiamo ben due studenti, Emilio e Raphael, che hanno delle storie con dei preti.

Si è per questo. Anche se non è possibile, ed è proibito, s’innamorano…

Pensa che un manga come questo potrebbe incontrare delle difficoltà, nella sua pubblicazione, in un paese cattolico come l’Italia?

Non ho idea di come potrebbe essere accolto nel caso lo volessero pubblicare. Mi piacerebbe conoscere le opinioni dei lettori, per sapere come potrebbero rispondere a questa ambientazione. Non so se potrebbe dare o meno fastidio.

Uno dei personaggi di questo manga, Shio, ha la stigmate. Come è nata questa idea?

In Giappone capita di vedere dei programmi di approfondimento, ad esempio sulla stigmate. Sul fatto che siano un fenomeno reale, miracoloso, oppure se siamo alla presenza di un fenomeno psicologico. Vedendo questo tipo di trasmissioni, l’ho trovato un tema interessante e da lì ho preso ispirazione, ed ho inserito la stigmate.

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Alla fine del terzo volume di Mousou Elektel, Satonaka approfitta della casa stregata per mettere in pratica i suoi allenamenti su Sakura. Possiamo aspettarci in futuro uno sviluppo su questi due personaggi?

Ho ricevuto molte richieste per questa coppia. C’è molta gente che vorrebbe leggere la loro storia. Il problema è che Satonaka è ultra sadico, come personaggio. E quindi se loro s’innamorassero, se ci fosse una storia d’amore tra loro due, il ruolo di Satonaka quale potrebbe essere?
Ci sono fan che vorrebbe vederlo diventare più debole all’interno della coppia e altri fan invece che vogliono il contrario. ‘Non vogliamo che diventi più debole, vogliamo che continui ad avere il suo ruolo di sadico’. Quindi in questo momento non so come fare, non so che direzione far prendere a questo personaggio. Se mantenere la sua personalità sadica o se farlo cambiare all’interno della storia, perché nel momento in cui s’innamora, questo gioco di ruoli potrebbe cambiare. Ci sto pensando.
Se riuscirò a trovare l’idea giusta, mi piacerebbe farlo.

In alcune scene del manga, vediamo Satonaka dilettarsi nella tecnica dello shibari, si è documentata?

Certo, mi sono documentata.

In futuro vedremo altri cross-over tra Elektel e Trattami con dolcezza? O fra altre opere?

A me piace il poter collegare serie diverse e se ci sarà l’occasione, lo farò anche in futuro.

Nelle dojinshi di Yasashiku Shinaide, Nemu è molto più aperto nei suoi sentimenti nei confronti di Maya. Questa apertura nel loro rapporto, dipende da una maggiore libertà nella scrittura?

Il manga, di per sé, ha un lato più erotico, più piccante. Invece nelle dojinshi volevo mettere il lato più sentimentale, più romantico. Si facevano più coccole, erano più teneri. E quindi per questo c’è stato un po’ il cambiamento di carattere di Nemugasa.

In quale periodo della storia del manga, sono ambientate queste dojinshi?

Come punto della storia, ci troviamo già quando sono diventati un po’ più intimi e quindi non è all’inizio. Il rapporto si è già un po’ evoluto. Siamo più o meno verso il secondo volume, prima del terzo.

Alcune storie, come Otona Keikenchi sono state continuate all’interno di Mousou Elektel. Possiamo aspettarci anche altre storie di Megane Cafe Glass, all’interno di altre serie?

Per ora no, non ho pensato a questa possibilità.

A ottobre, in Giappone è cominciata la trasmissione dell’anime Meganebu, dove tutti i protagonisti indossano gli occhiali? La conosci? Ti interessa l’idea di un anime come questo, visto che hai scritto un manga con una situazione simile?

La conosco ma purtroppo non sono riuscita a vederla. Mi piace il tema e mi piacerebbe vederla.

Hai detto che la sensei Kodaka è stata tua maestra. Può spiegarci esattamente in che senso?

A un anno dal mio debutto, sono andata a una festa organizzata dalla Libre, dove ho incontrato la Kodaka (entrambe lavorano per la stessa casa editrice, ndr.). Ci hanno presentate e lì l’ho conosciuta e da allora siamo entrate in buoni rapporti. Ci incontriamo due/tre volte l’anno, beviamo e mangiamo insieme, mi faccio dare i consigli sugli yaoi e mi faccio raccontare dalla Kodaka delle storie, degli episodi particolari.

Ultimamente diverse serie yaoi sono diventate degli anime, penso alle opere di Shinjiku Nakamura, o a Love stage di Eiki Eiki e Taishi Zaou, recentemente annunciato. Ti piacerebbe vedere un anime tratto anche da una delle tue opere? Quale pensi che potrebbe avere più chance?

A dire la verità c’era stata un’offerta per Mousou Elektel, però c’erano stati dei problemi, perché mi avevano chiesto di disegnare diversi schizzi, servivano dei primi piani anche abbastanza grandi. Era dunque necessario fare molti disegni. Poi c’erano stati dei problemi, perché ci sono comunque dei costi che per i BL sono difficili da affrontare, a livello di anime, ovviamente. E poi c’erano i miei impegni.
Purtroppo era un lavoro che avrebbe richiesto molto impegno, anche da parte mia, nel realizzare questi disegni preparatori per l’anime, e quindi sono stata costretta a rifiutarlo. Però mi piacerebbe che sia per Mousou Elektel che per Trattami con dolcezza, venisse realizzata una serie animata. Purtroppo in questa occasione non è andata bene…

In conferenza hai ammesso di aver parlato con la maestra Yamane, prima del tuo viaggio in Europa, perché spaventata dalle fan europee. A fine mese a Tolosa, Youneda Kou sarà ospite di una grande manifestazione in Francia. Se la maestra Youneda le chiedesse un opinione sui fan europei, cosa le diresti?

Ero stata invitata anch’io ma non ci posso più andare. Non saprei perché alla fine le reazioni cambiano da un paese all’altro. Prima di venire avevo parlato con Yamato Nase che era andata in America e aveva detto che i fan americani erano molto entusiasti, erano molto animati. Quindi mi aspettavo un accoglienza un po’ più chiassosa, invece ho visto che i fan italiani sono molto tranquilli, mi chiedono solo la firma, non mi hanno fatto chissà quali richieste, chissà quali domande. Li ho trovati molto carini, tranquilli, educati. Non conosco i fan francesi, ma se dovessi dire la mia opinione su quelli italiani, è questa.

Note:
Il termine Yaoi, o Boys’ Love (BL nella versione abbreviata, ndr.) viene usato per indicare la produzione di manga indirizzati a un pubblico femminile, realizzati per la maggior parte da autrici donne. Le storie narrano delle storie romantiche ed erotiche aventi per protagonisti dei personaggi maschili.
Dojinshi, viene usato per indicare delle produzioni auto prodotte, che normalmente vengono vendute all’interno dei circoli privati, delle convention o i siti web degli stessi autori. La manifestazione più famosa a livello mondiale è il Comiket che si tiene in estate e in inverno a Tokyo.
Legge 156. Applicata solamente nell’area di Tokyo, è stata ideata per restringere ai minori di 18 anni, l’accesso a opere che contengono materiale che può essere considerato nocivo. Questa legge permette al governo di censurare e di bloccare la pubblicazione di anime, manga, videogiochi che: sono sessualmente troppo stimolanti per i minori; hanno dei contenuti troppo violenti, sadici; possono istigare a compiere atti criminali con combattimenti, l’uso di armi, e la violenza; possono istigare al suicidio. A questo aggiungiamo qualsiasi tipo di opera che contenga atti sessuali o riferimenti a tali, che violerebbero la legge, oppure la presenza di incesti. Le opere che hanno questi contenuti rischiano di essere trattate alla pari di quelle destinate ad un pubblico adulto, ovvero ai VM18.
La legge non viene applicata a opere live action, come film, foto e simili, che hanno questi contenuti.

Immagini Yonezou Nekota, The other side of the Mirror

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