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Lucca 2013 – Miki Yoshikawa ci parla dei suoi progetti per il futuro, di Hiro Mashima e delle sue opere

Di Marlen Vazzoler

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Concluso l’incontro con la stampa, che potete leggere qui, siamo riusciti a intervistare personalmente la maestra Miki Yoshikawa, autrice di Yankee-kun & Megane-chan attualmente in corso di pubblicazione in Italia, grazie alla Star Comics, e di Yamada-kun e le 7 streghe che arriverà nel nostro paese nel marzo del prossimo anno, sempre per la medesima casa editrice.

Sappiamo che hai lavorato come assistente di Hiro Mashima-san in Rave. Per quanto tempo hai lavorato come sua assistente?

Ho lavorato alla parte finale di Rave, fino al secondo volume di Fairy Tail di Hiro Mashima. Quindi ho lavorato [per lui] per tre anni e mezzo.

Quanto frequentemente ti recavi presso il suo studio?

Lavoravo il mercoledì, il giovedì e il venerdì. Di solito finivo il sabato, però se c’erano molte cose da fare a volte andavo anche la domenica.

Quindi hai lavorato solo coma assistente di Mashima e non anche per altri mangaka?

Si.

Quali erano i tuoi compiti?

Anche tra gli assistenti c’è chi disegna bene e chi disegna un po’ meno bene. Inizialmente lavoravo principalmente allo sfondo. Però Mashima ha apprezzato molto la mia bravura nel disegnare i vestiti, le ragazze, le borse e i vari oggetti, che disegnavo molto bene, perché visivamente li disegnavo dal punto di vista di una ragazza. Mettevo i retini e nella fase finale, pulivo con la gomma i segni della matita e con il correttore toglievo le linee in più. Quando mancava qualcuno lo coprivo e collaboravamo molto insieme. Nessuno aveva un compito preciso.

Tramite Twitter, vedo che sei molto spesso in contatto con Mashima. Da quando hai debuttato come mangaka, ti è mai capitato di chiedergli consigli, oppure ti sei sempre appoggiata al tuo editor?

Per quanto riguarda il contenuto dell’opera, Hiro Mashima non è mai stato coinvolto. Però prima di debuttare come professionista, ho ricevuto un fax da Hiro Mashima, nel quale c’era un disegno di Natsu e un baloon nel quale c’era scritto ‘Kiai da!!’, che vuol dire forza, coraggio.

Cosa provi ad essere pubblicata nella stessa rivista che pubblica Fairy Tail?

Per me Hiro Mashima è sempre il mio maestro, e quando leggo Fairy Tail, lo leggo dal punto di vista dei lettori. Non penso al fatto che lavoriamo sulla stessa rivista e non lo considero un rivale.

Com’è nata l’idea del cross-over tra Fairy Tail e Yankee-kun to Megane-chan?

Hiro Mashima pensa che io abbia proposto questo progetto, ma non lo avrei mai proposto. Secondo me l’idea è venuta al caporedattore della rivista.

Ti piacerebbe farne un altro, ma questa volta con i personaggi di Yamada-kun?

Non so se posso dirlo, ma si lo faremo.

In passato hai dichiarato che è stata molto difficile la pubblicazione di Yankee-kun no Megane-chan, a causa dei ritmi di pubblicazione settimanale a cui non eri abituata e in particolare nella realizzazione del name. Oggigiorno questi elementi ti mettono ancora in difficoltà?

Rispetto a quando avevo appena cominciato, adesso mi trovo un po’ meglio, però li trovo ancora molto difficili.

Non hai rivelato il segreto di Hana, perché altrimenti il manga di Yankee-kun non sarebbe più stato a stampo scolastico. Dopo la conclusione dell’opera, non hai mai voluto rivelare questo mistero ai tuoi lettori. Pensi che un giorno scriverai mai quella storia?

Attualmente non ho in mente di farlo. Non so se accadrà, per adesso non ho pensato a niente, però…

Prima di cominciare la pubblicazione di Yamada-kun avevi lavorato a un altro manga, la storia breve Mao no Kyoushitsu, ce ne puoi parlare?

Mao no Kyoushitsu era un manga commissionato dal caporedattore di un’altra rivista, che mi aveva chiesto di disegnare una storia breve. Ma avevo già in mente di serializzare Yamada-kun. Volevo pubblicare una storia come Yamada-kun, ma con un bambino, e mentre stavo lavorando al name, mi è venuta in mente la storia di Mao no Kyoushitsu, in cui mi piaceva l’idea di ambientare la storia in una scuola elementare. Alla fine ho preparato entrambi i titoli, li ho fatti vedere ai redattori, che mi hanno detto che andavano bene entrambi.
Però mi è stato detto che se non pubblicavo come storia breve Mao no Kyoushitsu, in quel momento, non avrei mai avuto l’occasione di pubblicarlo. Non è mai stata prevista la pubblicazione di una serie.

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Mao no Kyoushitsu, in cui avremmo avuto una protagonista femminile, alla fine è stato pubblicato come storia breve. Ma in futuro potresti disegnare un manga con una protagonista femminile e non maschile?

Mi piacerebbe disegnare un manga con una protagonista femminile, però per come scrivo io, non potrebbe mai realizzare uno shojo manga.

E rimanendo nel genere shonen, ma con una protagonista femminile?

Sarà difficile.

Durante la pubblicazione di Yamada-kun, c’è stata una certa contemporaneità tra quello che accadeva nel manga, e quello che avveniva nel mondo reale. Ad esempio, quando da noi era San Valentino, lo era anche nel manga. So che avevi intenzione di finire la storia in marzo, ma alla fine l’ultimo capitolo è stato pubblicato in maggio…

Si nel manga, quando accadeva un evento come San Valentino, lo disegnavo. Volevo farlo finire a marzo in concomitanza con la fine della vita scolastica, ma non sono rientrata nei tempi.

Dato che il drama di Yamada-kun si è concluso prima della fine del manga, ti hanno chiesto dei consigli su come andare avanti con la storia? Oppure è stata un’idea originale degli sceneggiatori?

Mi hanno fatto leggere lo script, ed ho dato l’ok per il finale del drama.

L’hai visto? Ti è piaciuto?

L’ho guardato, l’ho seguito ogni settimana.

Nell’ultimo episodio del drama di Yamada-kun Rika Saionji esprime involontariamente un desiderio, chiedendo un paio di mutandine. Quella scena mi ha ricordato il desiderio di Olong in Dragon Ball…

Rika è sempre senza mutande (perché non vuole che rimangano i segni lasciati dallo slip sul suo corpo, ndr.)… Ma [questa scena] non mi aveva fatto pensare a Dragon Ball.

Nel caso di Yankee-kun l’azione si svolge nell’arco di tre anni. Nel caso di Yamada-kun hai già programmato l’arco narrativo della storia?

Yankee-kun è stato pubblicato per quattro anni e mezzo. Non so ancora quanto sarà lungo Yamada-kun, ma spero di superare la lunghezza di Yankee-kun.

Il video promozionale di Yamada-kun rilasciato questa estate dalla Liden Films ha ottenuto grande successo tra i fan del manga, che vorrebbero vedere un anime basato su questa serie. C’è qualche discussione in atto per una possibile serie animata?

Quella produzione era molto bella, mi piacerebbe vedere la serie animata.

Quando ha frequentato le medie c’erano molti teppisti, anche tra i suoi conoscenti. Uno dei tuoi manga preferiti è Great Teacher Onizuka (racconta di un ex teppista che diventa un’insegnate, ndr.), e queste influenze le vediamo nei suoi manga, dove in entrambi, compaiono difatti dei teppisti. Pensi che l’ambientazione scolastica e i teppisti saranno un marchio delle tue produzioni future? O no?

Sicuramente GTO mi ha influenzato, per quanto riguarda il disegno di storie con ancora dei teppisti, non lo so. Oramai in Giappone sono diminuiti molto e sono fuori moda, e forse non compariranno nella mia prossima opera.

Ci puoi raccontare di cosa parlava il manga con cui hai debuttato?

Era sempre di ambientazione scolastica. Quello che ha avuto più riscontro in quell’opera sono stati i cinque personaggi, che sono stati molto apprezzati.

QUI, potete leggere la nostra intervista al fondatore del gruppo di spadaccini giapponesi, Kamui

QUI, l’intervista alla cantante j-pop Mika Kobayashi

QUI, l’incontro con la stampa di Miki Yoshikawa

Da No Time to Die a Ghostbusters, ecco le nuove date dei film 2021 (in costante aggiornamento)

Cinema chiusi fino al 30 aprile, QUI gli ultimi aggiornamenti.


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