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Il quinto potere – Bill Condon incolpa Julian Assange per il disastroso risultato al botteghino

Pubblicato il 05 novembre 2013 di Marlen Vazzoler

Nessuno si sarebbe aspettato un tale disastro al box office per il film Il quinto potere, la pellicola di Bill Condon che racconta la storia di Julian Assange. Le carte in tavola erano tutte promettenti, ma nel suo debutto al Festival di Toronto, il film aveva ricevuto delle reazioni miste, seguite, con l’approssimarsi dell’uscita in sala, di spietate recensioni da parte dei critici. Anche se le opinioni dei critici hanno un certo peso nell’influenza della presenza del pubblico in sala, sappiamo per esperienza che non sempre un buon incasso al botteghino è sinonimo di un ‘buon voto’ da parte della stampa, ma nessuno poteva immaginarsi un incasso di 1,7 milioni di dollari nel primo fine settimana e di appena 6 milioni di dollari in tutto il mondo, dall’uscita del film nelle sale.
Il capo della distribuzione della Disney, Dave Hollis, ha spiegato a Variety:

“Siamo certamente delusi dai risultati e stiamo ancora cercando di capire il perché”.

Ma secondo il regista Bill Condon, la colpa di questo flop va ricondotta allo stesso Assange:

“Eravamo tutti così emozionati [attorno alla data di uscita] perché è stato da poco nei notiziari, ma potrebbe essere vero il contrario, che semplicemente ha logorato la sua accoglienza e che ci sia qualcosa su Assange. Credo che ci sia qualcosa in lui che non suggerisce un intrattenimento serale.
È così interessante, perché quando qualcosa non è all’altezza delle aspettative, allora davvero inizi a giudicare col senno di poi se era una piccola cosa [che ti sei perso], ma quando qualcosa è una grande disfatta come questa – voglio dire veramente è stata dimostrata la grande mancanza del pubblico – è una sorta di estremo. Ti fa guardare a un quadro più ampio”.

Sebbene non mi trovo per niente d’accordo col regista, in merito a queste dichiarazioni, sembra evidente che non ha capito qual’è il problema della pellicola, quando confronta questo film con Breaking Dawn, tirando in causa il fandom.

“È fantastico, soprattutto alla luce di questo ultimo film, avere un film che le persone stavano aspettando e da cui non stavano fuggendo”.

Se Condon facesse un esame sulla sua direzione del film, forse si renderebbe conto di aver creato qualcosa di così confuso e poco interessante, che nemmeno i fan di Cumberbatch hanno voluto sostenere. È pur vero che l’attore britannico al momento ha avuto successo in film con un cast d’insieme di tutto rispetto e che questa e la sua prima prova nel reggere una pellicola da solo, ma se guardiamo i suoi precedenti lavori, potremmo definire Il quinto potere come uno dei suoi peggiori progetti. Per vedere se Cumberbatch ha la forza di sostenere da solo un film, dovremmo aspettare The Imitation Game e The Lost City of Z.

Fonti EW, EW