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Die Hardest – Nello script di Trebilcook un ritorno alle origini della saga con Bruce Willis!

Die Hardest – Nello script di Trebilcook un ritorno alle origini della saga con Bruce Willis!

Di Marlen Vazzoler

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Le avventure di John McClane sono diventate sempre più assurde, col proseguire della franchise di Die Hard, ma forse potrebbe esserci un cambio di tendenza nel prossimo capitolo della serie, Die Hard 6 conosciuto anche con il titolo provvisorio Die Hardest.
Lo sceneggiatore Ben Trebilcook sta correntemente lavorando ad una possibile sceneggiatura, ed ha fornito qualche dettaglio su quello che ha in serbo per McClane in una lunga intervista con What Culture.

“Che cosa posso dire? OK, senza dare troppi spoiler, posso dire che McClane è invitato a Tokyo dalla Nakatomi Corporation per essere encomiato per il suo coraggio e i suoi sforzi nel salvataggio di 36 vite, durante la celebrazione del 30° anniversario della crisi degli ostaggi alla Nakatomi. Non è Black Rain. Forse ha un leggero tono di Sol Levante. Non è nemmeno una storia a doppio atto tutta pappa e ciccia. McClane ha iniziato da solo e dovrebbe finire per conto suo. Naturalmente ha avuto arie forme di assistenza, che lo hanno aiutato nelle sue imprese, ma non è Arma letale o un film di Jackie Chan”.

In questo ultimo capitolo, lo scrittore riporta con i piedi per terra, il personaggio di McClane, tenendo sempre in considerazione il suo passato e quelli che possiamo definire dei momenti classici in alcuni film:

“McClane è un pistolero. Ora è in pensione, è uno stremato, stanco cowboy, finito e a pezzi. Tutto quello che ha passato deve essere preso in considerazione. Sì, è un film, ma non è invincibile. Non è mai stato Bond. Questo è quello che ha reso così attraente per me, il personaggio di Bruce. Si è ferito. Vedo il primo [film] come un dramma con elementi d’azione. Ha preso il suo tempo per impostare la storia e a svelare grandi personaggi. Credo di averlo recepito, così come quelli che io chiamo ‘i momenti con il tubo’. Come quando McClane, nel primo Die Hard salta fuori l’edificio con un idrante, prima che ci sia l’esplosione; nel secondo, si eietta dall’aereo quando è circondato da granate e nel terzo, viene lanciato fuori dal tunnel, in aria con un getto d’acqua. Ho quel ‘momento con il tubo’, così come quella scena da brividi ‘dove toglie il vetro dai piedi’. Ogni volta mi colpisce. Inseguito dai cattivi, li affronta e muore o si ritira, a piedi nudi, attraverso i vetri rotti? Poi toglie dei piccoli frammenti dai suoi piedi tagliati”.

Trebilcook fornisce qualche altro dettaglio sull’impostazione della storia in Giappone:

“La mia storia, essendo ambientata in Giappone, ovviamente, la Nakatomi un ruolo estremamente significativo, in un modo che… beh, è John McClane in Giappone e se avete qualsiasi film giapponese, o almeno sapete qualcosa sulla loro cultura, sapete che c’è molta potenzialità che possa essere fuori di testa. Non è Ichi The Killer, ma è pazzesco e reale quanto può esserlo in questi reami. È violento, ma non in modo esagerato, né inutilmente, alla Loony Tunes come in Olympus. È ben studiato, fedele alla franchise, ma dando possibilmente al pubblico un rinfrescante pugno in faccia, che gli farà dire ‘Wow. Non me l’aspettavo’”.

Una delle sorprese che lo scrittore ha in mente, è il ritorno di Zeus Carver interpretato da Samuel L. Jackson nel terzo film.

“Alcuni fan giapponesi su Twitter hanno fatto due conti quando ho caricato una foto di una Katana con dei kanji che riportavano la scritta ‘Zeus’. Sì, ho scritto Zeus Carver per Samuel L Jackson.
Come ho detto prima, non è uno script pappa e ciccia, ma non lo posso ignorare. Zeus ha interpretato un ruolo importante nella vita di McClane. Ne hanno passate molte insieme. Sarebbero, senza dubbio, ancora in contatto. Un tizio che conosco, Stel [Pavlou], ha scritto ‘51st State‘ (aka Formula 51) con Sam. Gli ho detto l’idea e lui ha detto che a Sam probabilmente piacerebbe avere una spada in un film, questo è il modo in cui potrebbe corteggiare. Diciamo che ha un atmosfera più simile a Better Tomorrow 2”.

Non è detto che questa sarà la storia che vedremo al cinema, Trebilcook ha scritto la storia per un altro produttore di Un buon giorno per morire e non per Willis e il produttore Alex Young. Inoltre il film non è ufficialmente in sviluppo alla Fox, anche se ha lo scrittore ha firmato un accordo di non divulgazione e lo studio ha preso in considerazione lo script:

“Ci sono ancora molti ostacoli da superare e due di questi si chiamano Bruce Willis e Alex Young. I produttori potrebbero tornare indietro e trovare qualche altro materiale su cui basare il prossimo, come hanno fatto con il primo e il secondo [film, entrambi basati su dei romanzi]”.

Fonte What Culture

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