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#Venezia70, Miss Violence – La recensione del cupo film greco in Concorso

Di Valentina Torlaschi

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L’orrore abita in una casa pulita e perfetta della Grecia dove un viscido padre-padrone detta le sue regole di sopruso. Dopo il marciume racchiuso nelle quattro mura della villetta a schiera di una bella, solo in apparenza, famiglia tedesca in La moglie del poliziotto, il Festival di Venezia presenta un altro film cupo e durissimo che fotografa sempre la violenza domestica: Miss Violence. Ma come per la pellicola di Philip Gröning, anche quella di Alexandros Avranas non riesce suscitare lo shock voluto.

Lo schifo e le violenze che vengono raccontate in Miss Violence sono oggettivamente insostenibili, eppure la visione del film più che indignare, suscitare ribrezzo o rabbia, finisce per risultare indifferente. Al massimo, annoia. Lo spettatore, almeno lo spettatore-giornalista-frequentatore di festival, è ormai anestetizzato a film del genere. Sì, perché il “film da festival” è ormai un genere vero e proprio alla stregua dell’horror o del thriller. E come ogni genere, anche il “film da festival” ha le sue regole (di tematica e stile) e i suoi orizzonti d’attesa che il lettore-fruitore ha piacere a ritrovare ma soprattutto a veder esser messi in discussione.

Ma con Miss Violence ciò non accade. La tematica è l’ormai classica violenza domestica, l’orrore che si nasconde all’interno delle case dietro la facciata di una famiglia perfetta è felice; lo stile, e forse questo è il problema più grosso, è il solito realismo freddo e crudo. A parte qualche ricercatezza di composizione del quadro non convenzionale (come le riprese frontali sul divano dove la zona aurea è occupata non tanto dai visi ma dalla zona genitale; oppure certi dettagli estranianti sulle maniglie delle porte), la regia non osa, non ha coraggio di sperimentare. Ci si nasconde dietro la storia-shock, ma anche shock risulta programmatico. Studiato a tavolino. E quindi prevedibile, innocuo. Peccato, perché la scena iniziale in cui, nel giorno del suo 11° compleanno, una bambina si suicida buttandosi giù dal balcone era di un certo impatto. Da lì in poi, invece, è tutto già visto.

Anche quest’anno ScreenWEEK è al Lido per seguire la 70. Mostra del Cinema di Venezia. Continuate a seguirci per tutti gli aggiornamenti dal Festival.

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