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#Venezia70, La jalousie – Dalla mostra, la recensione del nuovo film dei Garrel, padre e figlio

Di emanuele.r

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Qualcuno ricorderà un paio di anni fa l’accoglienza rabbiosa che la Mostra del Cinema di Venezia diede Un été brulant di Philippe Garrel. Lo stesso regista torna in concorso con La jalousie, film sentimentale e intimo, quasi biografico, accolto appena un po’ meglio, ma in realtà molto vicino alle cose migliori del regista francese.
Un trentenne vive in affitto, con una donna, in un miniappartamento ammobiliato. Stanno vivendo una storia d’amore. L’uomo ha una figlia nata da una relazione con un’altra donna. Naturalmente vede la figlia, la cui madre vive da sola. L’uomo, che fa l’attore di teatro è molto povero. E ora è follemente innamorato della nuova compagna, anche lei attrice, ma senza lavoro.

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Scritto da Marc Cholodenko e Caroline Derouas, La jalousie è un piccolo film sentimentale, che tocca con cautela il melodramma e il dramma familiare che racconta in chiave contemporaneo la vita del nonno di Garrel regista, interpretato dal figlio Louis, e la sua tormentata storia con la moglie e a sua futura amante.
Diviso in due capitoli (Ho badato agli angeli e Fuoco alle polveri), La jalousie non racconta la gelosia in senso stretto, come semplice sentimento o evento all’interno della relazione, ma ne mette in scene le sfumature, i balletti, i sensi di possesso o libertà che corrodono un rapporto, che lo caratterizzano durante o dopo. Un film che racconta le piccole ma decisive questioni del cuore, i gesti e sentimenti minimi dell’amore che poi sono quelli che lo formano e lo fa con una forma volutamente antica, inspessendo la grana dell’immagine come fosse di 40 anni fa.

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Garrel ritrova così la leggerezza d’ispirazione, di tocco, la fluidità dei movimenti e di regia, il gioco con la musica che avevano baciato i bellissimi Non sento più la chitarra e Gli amori immaginari. E gli attori: Louis Garrel è sempre più alter ego generazionale del padre, Anna Mouglalis è la quintessenza della seduzione e la piccola figlia di Garrel un portento espressivo che da sola illumina il film. Un piccolo gioiello, quasi minimo come la sua durata, ma preziosissimo.

Anche quest’anno ScreenWEEK è al Lido per seguire la 70. Mostra del Cinema di Venezia. Continuate a seguirci per tutti gli aggiornamenti dal Festival.

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