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#Venezia70, Child of God – James Franco racconta il suo nuovo film da regista

Di Valentina Torlaschi

James Franco Venezia Child of God

Si sa, James Franco non dorme mai. La battuta (neanche troppo lontana dalla realtà a giudicare dalla sua filmografia nonché dalle lauree acquisite e libri scritti…) è stata pronunciata anche oggi in conferenza stampa al Lido dove la star ha presentato in Concorso la sua nuova fatica registica: Child of God. Il lanciatissimo e richiestissimo attore – nel solo 2013 l’abbiamo visto nelle nostre sale con tre film: Spring Breakers, Il grande e potente Oz Facciamola finita – ha portato al Festival di Venezia la sua personale traduzione per immagini del romanzo di Cormac McCarthy – autore di capolavori quali Non è un paese per vecchi e La strada – edito in Italia con il titolo Figlio di Dio. E domani tornerà sotto i riflettori della Mostra in quanto protagonista di Palo Alto diretto da Gia Coppola e tratto da una raccolta di suoi stessi racconti.

Dopo la proiezione di Child of God di questa mattina (qui potete leggere la nostra recensione), James Franco ha partecipato nel pomeriggio a un’incontro con la stampa insieme al convincente attore protagonista Scott Haze che nella pellicola interpreta Lester Ballard: un uomo dagli enormi problemi sociali che, negli anni ’60, finisce per vivere in completa solitudine in un villaggio del Tennessee diventando poi un atroce serial-killer. I due hanno raccontato della lavorazione della pellicola.

Partiamo dall’origine. Cosa ha spinto Franco a portare sullo schermo questo libro così oscuro di McCarthy? Il regista-attore ha affermato che, oltre al tema della solitudine e dell’alienazione, l’aspetto che più lo ha attirato è stato il terribile protagonista: Lester Ballard. Un omicida seriale e psicopatico ispirato al vero assassino Ed Gein: criminale, tra l’altro, al quale il cinema si è già “rivolto” per i film Psycho e Non aprite quella porta. «Un personaggio estremo in una situazione estrema; personaggio a cui Scott Haze ha dato un’interpretazione pazzesca» ha detto la star, che poi ha continuato: «io stesso ho chiesto a Cormac McCarthy cosa l’avesse spinto a scrivere un libro così e lui mi ha detto che non sapeva darmi una spiegazione. Per me, ripeto, l’aspetto più forte è proprio il protagonista e vedere come arriva a comportarsi un uomo rigettato dalla società».

Quello di Lester è un personaggio forte che è reso ancora più potente, come ha sottolineato Franco, grazie alla sorprendente prova attoriale di Scott Haze il quale ha optato per una preparazione totalizzante: «di sua spontanea volontà, Scott ha deciso di vivere per un periodo in completo isolamento, proprio come Lester. E così è stato quasi completamente solo per 3 mesi, dormendo anche in una caverna. Un’esperienza che l’ha davvero trasformato in Lester: quando abbiamo iniziato le riprese si è presentato con un aspetto terribile, 20 chili in meno, e non parlava con nessuno». Un metodo di immedesimazione totale nel personaggio di finzione in tipico stile da Actor Studio; e infatti Haze ha raccontato: «ho lavorato per entrare in totale sintonia con Lester Ballard cercando dentro di me le emozioni sensazioni da utilizzare». Ma non solo, perché Haze ha poi dichiarato di essersi ispirato ad alcuni villain cult della storia del cinema: il Joker di Heath Ledger e il Travis Bickle/Robert DeNiro di Taxi Driver. Taxi Driver, tra l’altro, è stato un riferimento stilistico anche per lo stesso James Franco regista insieme al cinema dei fratelli Dardenne e di Gus Van Sant.

Tra le diverse opere da regista di James Franco, la maggior parte è tratta da libri. Una scelta quasi obbligata per lui: «amo la letteratura e amo trarre film dalle opere dei miei scrittori preferiti come McCarthy e Faulkner. Questi artisti per me una fonte d’ispirazione imprescindibile. Inoltre, adattare questi capolavori per il cinema mi obbliga ad alzare il livello artistico delle mie opere. Mi sento obbligato, coi miei film, a rendere onore alla grandezza dei libri da cui sono tratti. Sento una fortissima responsabilità, e faccio in modo che il risultato sia il migliore possibile».

Anche quest’anno ScreenWEEK è al Lido per seguire la 70. Mostra del Cinema di Venezia. Continuate a seguirci per tutti gli aggiornamenti dal Festival.

Cinema chiusi fino al 3 dicembre, QUI gli ultimi aggiornamenti.

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