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#Venezia70, CAPITAN HARLOCK in 3D – La recensione del film in CGI di Shinji Aramaki

Di Marlen Vazzoler

Chi ha avuto l’occasione di seguire sia in formato cartaceo che animato, le opere maggiori di Leiji Matsumoto, ovvero il Galaxy Express 999, la Corazzata Spaziale Yamato, La Regina dei Mille Anni e in particolar modo Capitan Harlock, oramai è abituato a leggere o a vedere delle storie, basate su questi personaggi, quasi mai collegate fra di loro che raramente tengono conto di quanto è stato narrato in precedenza. Non sorprende dunque che CAPITAN HARLOCK in 3D, il film in CGI realizzato dalla Toei con la collaborazione della Production I.G., mostrato in anteprima mondiale alla Mostra del Cinema di Venezia, sia una nuova reiterazione della storia del famoso pirata spaziale.
A bordo della nave spaziale Arcadia, Harlock combatte contro la Coalizione di Gaia, che ha trasformato la Terra in un luogo sacro ed ha impedito alla razza umana, ormai in via di estinzione, di tornare sul loro amato pianeta madre a spendere gli ultimi suoi anni della sua esistenza. Il comandante della Flotta di Gaia, l’invalido Ezra, sfrutta il senso di colpa del fratello minore Yama per portare a termine il suo compito: fermare con qualsiasi mezzo Harlock. Yama s’introduce così nell’Arcadia per assassinare il pirata, ma presto scopre un altro lato della verità, di cui non era a conoscenza, che lo spingerà a schierarsi dalla parte di Harlock.
Nel frattempo l’equipaggio dell’Arcadia sta per portare finalmente a termine il suo compito, ovvero posizionare i 99 oscillatori spaziali che causeranno il disfacimento dei ‘nodi del tempo’ e comporteranno alla realizzazione di un salto temporale, in un periodo in cui la Terra non era ancora stata abitata dagli esseri umani. Ma ancora una volta, nulla è quello che appare, e grazie a una scioccante rivelazione, le carte in tavola vengono completamente capovolte.
Il vero protagonista del film, non è Harlock che nella parte iniziale del film è più una figura di contorno, ma uno dei personaggi originali creati appositamente per il film, Yama doppiato da Haruma Miura. In questi 115 minuti assistiamo alla maturità del giovane soldato, nella sua ricerca della verità e della libertà. Una ricerca la sua, che si scontrerà con i piani del fratello maggiore, spinto dalla vendetta, e con i progetti di Harlock, alimentati dal suo senso di colpa. La lotta in nome della libertà, che scandisce le azioni di Harlock, Yama ed Ezra, è il tema principale della pellicola, la cui storia non solo è stata adattata ai tempi odierni ma fornisce indirettamente uno sguardo critico sulla società giapponese moderna e su alcuni problemi ambientali di ampio interesse, come: il riscaldamento globale e lo sfruttamento delle risorse, due dei temi cardine dell’intera franchise.
Alla fine ci troviamo di fronte a una storia ricca di colpi di scena, in cui è stato realizzato un discreto approfondimento dei personaggi principali, in particolare delle figure maschili. Nami, Kei e Meeme risentono invece di una caratterizzazione più superficiale, rispetto a Yama, Ezra, Harlock e anche rispetto allo stesso Yattaran. Buone le varie prove di doppiaggio: Shun Oguri ha abbassato la sua voce per dare una certa solennità alla sua versione di Harlock. Miura, alla sua prima esperienza come doppiatore, ha fornito una discreta prova, che non sfigura con quella del resto del cast. Una gioia per le nostre orecchie, è invece l’interpretazione di Arata Furuta, il doppiatore di Yattaran. Il suo lavoro con la voce, e la mimica facciale (ricordo che le espressioni dei vari personaggi sono state ottenute tramite la tecnica della motion capture, ndr.) hanno trasformato questo personaggio in un vero e proprio ruba scene.
Per quanto riguarda l’animazione in CGI, ci troviamo di fronte ad uno standard molto alto, un livello a cui non siamo normalmente abituati nelle produzioni giapponesi, specializzate sopratutto nelle produzioni di animazioni in 2D, anche se ultimamente il livello delle produzioni di lungometraggi con animazioni in 3D sta cominciando ad alzarsi significativamente, pensiamo a Re: Cyborg 009 della Production I.G. Il bellissimo lavoro realizzato per il movimento dei capelli e la realizzazione della pelle, ricorda la cura per i dettagli usata dalla Square Enix per il film di Final Fantasy: Advent Children. La realizzazione dei mecha: astronavi, armature e armi da fuoco è molto dettagliata e ben ideata, ma trattandosi di una collaborazione tra Matsumoto e Shinji Aramaki, non ci stupiamo della cura data a questi elementi. Non possiamo negare di trovarci a migliaia di anni luce dai precedenti lungometraggi di Aramaki, Appleseed e Appleseed: Ex Machina, i progressi per l’animazione degli esseri umani è aumentata esponenzialmente e adesso è ben amalgamata con il resto degli elementi della pellicola.
Per quanto riguarda la direzione del film, Aramaki non perde occasione di usare le sue solite carrellate, oramai un suo marchio di fabbrica. Il regista è inoltre maturato considerevolmente, è riuscito a creare un film più coeso, con meno punti morti, tenendo un ritmo abbastanza costante e creando delle buone coreografie per le scene delle battaglie, che non diventano mai ripetitive.
Infine consigliamo di vedere il film in 3D. Pellicole come questa e Gravity necessitano di essere viste con questo formato. Ma a differenza del film di Cuaron, quello di Aramaki è decisamente molto più scuro e per questo motivo la visione in 3D della pellicola potrebbe essere un po’ stancante. A Venezia il film è stato mostrato in lingua originale, con i sottotitoli in lingua inglese e italiana. Dato che i sottotitoli sono stati messi molto vicini, non abbiamo potuto fare a meno di notare che in più di un occasione le stesse frasi sono state tradotte in un modo molto diverso. Non sappiamo quanto questo influenzerà l’adattamento italiano, l’unica richiesta che sentiamo di fare, è quella che, con il benestare della Toei, la Lucky Red lasci i nomi originali dei personaggi e non usi quelli per il mercato internazionale. Leggere Logan al posto di Yama, non è il massimo, per non parlare di Yattaran diventato nel pressbook Yulian…
Concludendo un film consigliato agli amanti della fantascienza, delle opere di Matsumoto e ai fan di Suisei no Gargantia, anche se la sceneggiatura del film non è stata scritta da Gen Urobuchi, ma da Harutoshi Fukui, ci troviamo di fronte ad una trama altrettanto intrigante e coinvolgente.

QUI, potete leggere la recensione del film scritta da Emanuele

QUI trovate il resoconto del nostro incontro a Venezia con il maestro Matsumoto

QUI, potete leggere come il Giappone si è preparato all’uscita del film

Captain Harlock 3D uscirà in Giappone, il 7 settembre. Il film verrà distribuito in Italia dalla Lucky Red a partire dal 1 gennaio 2014.


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