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La presenza di Roman Polanski al Gdynia Film Festival è stata possibile grazie al governo polacco

Di Marlen Vazzoler

Roman-Polanski-Gdynia

Non sappiamo ancora quali siano stati i motivi che hanno spinto il regista franco-polacco, Roman Polanski a rischiare un possibile arresto e la conseguente estradizione in America, per partecipare agli ultimi giorni della 38a edizione del Gdynia Film Festival. Nel frattempo è stato reso noto da fonti presenti al festival e da altre appartenenti al Polish Film Institute, che la visita del filmaker è stata resa possibile grazie a un accordo con il ministro polacco della cultura, Bogdan Zdrojewski, che ha condiviso il palco con il regista e il presidente della giuria del festival, Janusz Glowacki, alla cerimonia di chiusura che si è tenuta sabato 7 settembre, quando i tre uomini anno consegnato il premio principale, il Leone d’oro a Pawel Pawlikowski per il film Ida.
Non è ancora chiaro se gli Stati Uniti abbiamo mai considerato l’idea di perseguire Polanski durante il suo viaggio polacco. L’ufficio del procuratore distrettuale di Los Angeles ha detto a THR che non era stato fatta nessuna istanza in questa direzione.
Durante la masterclass che si è tenuta venerdì 6 settembre, condotta in polacco, Polanski ha parlato del processo che intercorre tra la creazione dello script alla realizzazione del film. Nessuno degli studenti presenti alla lezione, gli ha posto domande sul suo ritorno in Polonia. E, durante il resto del suo intervento, Polanski ha rivelato alcuni dei suoi più recenti film preferiti: Il petroliere e il film polacco, Suicide Room.
Abbiamo inoltre avuto la conferma che Polanski ha partecipato alla proiezione blindata di Venere in pelliccia, e prima dell’inizio del film, il regista ha dichiarato:

“Mi esprimo attraverso quello che faccio vedere sullo schermo e, quindi, vorrei suggerire di iniziare la proiezione.
Mi auguro che ci siano un sacco di donne tra il pubblico, perché in una certa misura, è un film per loro. Purtroppo, nella maggior parte dei miei film le donne sono vittime, ma in questo film la situazione è diversa. Si tratta di un personaggio forte e complesso che parla il linguaggio delle donne”.

La pellicola è stata accolta con una standing ovation di cinque minuti.

Fonti THR, THR

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