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#venezia 70: il pornodivo James Deen e il regista Paul Shrader presentano The Canyons, assente Lindsay Lohan

Di laura.c

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Cosa succede quando American Gigolò incontra American Psycho? La risposta è The Canyons, thriller diretto da Paul Schrader e sceneggiato dal noto romanziere Bret Easton Ellis, ambientato in quel sottobosco di ricchi annoiati e giovani disposti a tutto che affolla la Los Angeles dei film di serie Z, dei provini e dei favori sessuali. Un’opera dalla genesi del tutto peculiare, che ha visto la luce grazie al crowdfunding online e ha trovato distribuzione sempre grazie al web, in particolare al video on demand, nonostante i grandi nomi coinvolti tanto dietro la macchina da presa quanto nel cast, dalla controversa star  Lindsay Lohan al divo del porno James Deen, qui alla sua prima esperienza al di fuori del cinema per adulti. Approdato oggi  fuori concorso alla 70. Mostra del Cinema di Venezia, The Canyons è stato presentato al Lido dagli autori e dall’attore protagonista,  con l’assenza non prevista dell’interprete femminile attesissima sul red carpet della laguna.

“Ho scritto un film noir di piccola scala ma vicino alla sensibilità di Paul.  Certo, questo è il tipo di personaggi per cui sono conosciuto ma stavolta  sono stati creati appositamente per adattarsi alla sensibilità del regista”, ha spiegato Bret Easton Ellis parlando della genesi del progetto. Un altro elemento determinante nello scegliere la forma del film, tuttavia, è stato il casting di James Deen, che lo sceneggiatore ha voluto fortemente  in The Canyons e che è stato uno dei motivi del successo dell’operazione di finanziamento dal basso lanciata sul web. Averlo come interprete ha  stabilito una serie di altri dettagli, come l’età di tutti gli altri personaggi compresi nel pentagono amoroso al centro del racconto, tutti tra i 20 e i 30 anni: “Non volevo assolutamente scrivere un storia generazionale – afferma  Bret Easton Ellis – così come non si può definire un film su Los Angeles. La città gioca un ruolo importante, ma è come un personaggio a parte”.

Per Deen, invece, la partecipazione al film è stata un’esperienza nuova e in un certo senso formativa: “Ho avuto finalmente l’opportunità di conoscere un personaggio, di immergermi in lui, di imparare a capire come avrebbe reagito in una determinata situazione. Nel porno questo non avviene perché non c’è tempo per inserire così tanto approfondimento”.

L’attore, tuttavia, non vuole essere paragonato al Richard Gere di American Gigolò: le somiglianze, assicura, se ci sono si devono all’abilità del regista, autore di quel classico del cinema americano. E anche secondo Schrader i due film non sono privi di punti in comune, in particolare l’abbondanza e lo stile delle riprese in interni. Nonostante la partecipazione del pornodivo, comunque, non è stata mai presa in considerazione l’ipotesi di inserire sequenze troppo esplicite all’interno del film. “Si tratta di scene che attivano un tipo diverso di percezione nello spettatore e lo allontano dalla narrazione”, spiega Schrader, cui fa eco anche Deen: “Le scene in cui i personaggi si spogliano o hanno rapporti sessuali in questo film non hanno come scopo l’eccitazione, si tratta piuttosto di uno sguardo sulla vita di una coppia  e dei suoi lati oscuri”.

Schrader, infine, non ha mancato di dire la propria riguardo a due argomenti caldi: la Lohan e il ruolo della sala cinematografica nell’industria odierna del cinema. Sulla sua protagonista,  il regista ha ammesso di essersi sentito “ostaggio”  di un’attrice di talento ma dal carattere ostico, paragonabile a Marylin per la difficoltà  nel mantenere separate la vita privata e quella professionale.

Per quanto riguarda il processo di realizzazione di The Canyons, Schrader ha invece sottolineato di aver inserito tante immagini di cinema chiusi all’interno del film anche per ricordare come il settore sia entrato in una fase completamente nuova: “Ormai siamo nell’era post-sala, o se preferite nell’era multipiattaforma. Con questo non intendo dire che il cinema sparirà, ma che ci saranno più possibilità di distribuzione. Nell’ultimo secolo le sale hanno controllato il settore. Da adesso, semplicemente non sarà più così”.

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Anche quest’anno ScreenWEEK è al Lido per seguire la 70. Mostra del Cinema di Venezia. Continuate a seguirci per tutti gli aggiornamenti dal Festival.

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