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Per James Cameron il futuro dell’intrattenimento è rappresentato dal 3D, nonostante il calo degli incassi

Pubblicato il 23 agosto 2013 di Marlen Vazzoler

A quasi quattro anni dall’uscita di Avatar, il mercato del 3D sembra essersi avviato verso una lenta morte, almeno in America. Subito dopo il film di Cameron, Hollywood ha cavalcato l’onda producendo in tutta fretta film in 3D, questo perché il 60% dell’incasso totale delle pellicole derivava dagli schermi 3D, ma già due anni fa la cifra era scesa tra il 47 e il 45% in America. Sempre in quel periodo i cinema iniziavano a perdere soldi con le proiezioni in 3D rispetto a quelle 2D, per lo stesso film, nonostante il prezzo maggiorato.
Quest’anno sono state registrate delle cifre ancora più basse, con gli incassi delle proiezioni 3D americane: nel caso di Turbo è stato coperto solo il 25% degli incassi e in quello di The Wolverine il 30%, una diminuzione significativa rispetto al 31% di Monsters University e al 34% di World War Z. Nei mercati esteri invece il formato va a gonfie vele, in paesi come la Cina e la Russia, i biglietti in 3D coprono l’80 e il 90% degli incassi.
I dati di giugno confermano questa tendenza. A livello mondiale i film in 3D hanno incassato solo 291 milioni di dollari, contro i 463 previsti, e con il 54% della cifra coperta solamente dagli schermi americani, una diminuzione del 10% degli incassi coi biglietti per il 3D registrati nello stesso periodo, l’anno scorso.
Dopo aver letto queste cifre, non si può che rimanere meravigliati dall’ultima dichiarazione di James Cameron, che ha detto alla BBC che il futuro dell’intrattenimento è rappresentato proprio dal 3D. Il regista speiga che la sua non è un’affermazione basata solo sulla fede, ma anche sulla logica.

“Per me è assolutamente inevitabile che l’intrattenimento sarà in 3D, sarà tutto in 3D alla fine, perché è così che vediamo il mondo. Questa è la mia risposta basata sulla fede, ma in realtà è abbastanza logico, così è come vediamo il mondo e quando è giusto e conveniente per noi, lo pre-selezionamo come esperienza premium.
Se guardiamo gli ultimi quattro Oscar per la fotografia, tre di questi sono andati a tre film digitali in 3D. Avatar, abbiamo mancato un anno, e poi Hugo e Vita di Pi. Sono tutti stati filmati con il sistema che Vince Pace ed io abbiamo sviluppato”.

Ma la qualità del formato viene erosa da bassi livelli dei proiettori, e da troppo brutte post-conversioni, sottolinea Cameron. Per quanto riguarda la realizzazione di schermi che non necessiteranno l’uso degli occhiali, Cameron spiega che la sua compagnia sta ancora lavorando allo sviluppo di questa tecnologia, che potrebbe essere pronta fra qualche anno. Il regista ammette che un affermazione di questo genere l’aveva già fatta qualche anno fa, e che per questo motivo non può dare una data precisa, sul suo completamento. Ora come ora sembra che i prossimi film di Avatar dovremmo vederli ancora con gli occhialini. Chissà se questa novità riuscirà a cambiare la tendenza del mercato.
Per quanto riguarda invece il mondo di Avatar, Cameron ha assunto lo scrittore di fantascienza Steven Charles Gould, l’autore del romanzo di Jumper, per scrivere quattro libri a sé stanti basati sul mondo di Avatar.

“Steven Gould è una delle luci più brillanti della fantascienza contemporanea, e ho sempre ammirato i mondi e personaggi che ha creato nei suoi libri e nei suoi racconti. Siamo molto fortunati ad avere il formidabile talento di Steven nell’universo di Avatar. Sta già lavorando a stretto contatto con me e gli sceneggiatori per rimpolpare il mondo in espansione di Avatar”.

Il primo appuntamento con i prossimi film di Avatar sarà nel dicembre del 2016 con Avatar 2.

Fonti FilmDrunk, BBC, Deadline, Deadline