Era il 1982, il mercato dei videogiochi di quegli anni aveva un leader indiscusso ed incontrastato: Atari. Acquistata qualche anno prima da Warner, l’azienda deteneva circa l’80% della produzione mondiale dell’industria e sembrava a prova di crisi. Ma qualcosa quell’anno andò storto… In primis l’idea di convertire dalle sale giochi per la console da casa Atari 2600 Pac-Man andò decisamente sotto le aspettative. Delle 12 milioni di cartucce prodotte, ne furono vendute soltanto 7 con gravi ripercussioni sull’andamento societario.
Le cose andarono peggio con la trasposizione videoludica del film E.T. Frutto di un accordo con Steven Spielberg (il regista della pellicola) dal valore di circa 25 milioni di dollari (cifra incredibilmente alta per quei tempi), Atari produsse 5 milioni cartucce per il natale dell’82 ma ne fu piazzato soltanto un milione a causa della qualità veramente bassa del gioco (da alcuni viene considerato il peggior videogame in assoluto della storia…). E qui nasce il caso “Almagordo“, piccola cittadina nel deserto del Nuovo Messico: secondo vari articoli di giornale del settembre del 1983, dal vicino stabilimento Atari di El Paso arrivarono alla locale discarica vari camion a smaltire milioni di cartucce e merchandising del videogioco rimasti invenduti. La ragione di una smobilitazione così fragorosa? Secondo la ricostruzione più condivisa (ma ce ne sono molte altre a dire il vero…), la trasformazione dell’impianto di Atari in un impianto di riciclaggio in tempi brevi.
In realtà sull’intera vicenda ci sono moltissimi dubbi: in tanti, tra cui il programmatore del gioco Howard Scott Warshaw, reputano che si tratti soltanto di una leggenda metropolitana poi rimbalzata anche tramite Internet. Altri invece sono convinti dell’esisteza di questa “miniera” di milioni del videogioco di E.T. Molto presto sapremo chi avrà avuto ragione…
Fuel Industries, una compagnia cinematografica canadese, ha infatti ricevuto il permesso di realizzare scavi nell’area secondo cui varie testimonianze sarebbero stati sepolti i videogiochi. Il tutto sarà filmato e ne verrà realizzato un docufilm. Il permesso ricevuto è di 6 mesi anche se non si hanno ancora notizie sul giorno in cui cominceranno gli scavi. Stando al contratto, Fuel Industries avrà accesso ad un terreno grande 100 acri dove si pensa sia il tesoro di cartucce. In questo modo, il sindaco di Alamogordo spera anche di ricevere in cambio attenzione mediatica e ricavi dal turismo.
Secondo voi, ci sono veramente questi milioni di cartucce o si tratta di una leggenda metropolitana? Le scommesse sono aperte…