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Orgoglio cherokee, i film indiani di Johnny Depp: The Brave e Dead Man

Di Valentina Torlaschi

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«Nelle mie vene scorre sangue irlandese, tedesco, americano e cherokee» ha ricordato con orgoglio, più e più volte, Johnny Depp nelle innumerevoli interviste della sua quasi trentennale carriera. Se sulle origini “crucche” la star la butta sullo scherzo («Sapete che il mio cognome in tedesco vuol dire idiota?! Forse non è un caso…»), la discendenza indiana è invece, per lui, una questione seria. Seria anche quando il contesto è leggero. Anche in occasione della campagna promozionale dell’avventuroso e divertente The Lone RangerDepp ha infatti dichiarato in più occasioni: «il mio Tonto è un guerriero indiano di grande integrità e dignità. Interpretarlo è stato un omaggio ai miei avi: è un piccolo contributo che spero di aver dato alla causa dei nativi americani per tutti torti da loro subiti».

In The Lone Ranger – l’atteso western per famiglie targato Disney e diretto da Gore Verbinski (I pirati dei Caraibi) che approderà in sala tra un paio di giorni – Johnny Depp veste i panni del bizzarro e leale indiano Tonto. Il quale affiancherà il ranger solitario del titolo che ha il volto di Armie Hammer nella ricerca della giustizia. Un ruolo, quello di Tonto, strampalato e un po’ folle che tuttavia, sotto la patina del divertimento, nasconde per Depp dei valori importanti.

Ma The Lone Ranger non è certo l’unico omaggio che Depp ha fatto alle sue origini da nativo d’America. L’orgoglio cherokee è infatti tatuato sulla sua pelle (sul bicipite ha inciso il profilo di un capo indiano) e nella sua carriera d’attore. Il suo ultimo personaggio di Tonto, del resto, racchiude in un certo senso altri suoi due film “indiani” degli anni passati. Il primo è The Bravel’unico film da regista di Johnny Depp: un’opera sentitissima, amara quanto ingenua, intensa quanto imperfetta, in cui si racconta appunto di un indiano che vende la propria vita per uno snuff-movie in modo da poter garantire alla propria famiglia un futuro migliore. Secondo: come ha anche ammesso oggi in un’intervista a Comingsoon, il personaggio di Tonto è come intriso della figura dell’indiano di nome “Nessuno” visto nel western-acido Dead Man di Jim Jarmusch in cui aveva recitato nel 1995.

Ricordiamo allora questi due titoli

• The Brave (Il coraggioso)

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Risale al 1997 l’unico film da regista, finora, di Johnny Depp. Un film fortemente voluto e di cui la star ha curato quasi ogni aspetto essendone co-sceneggiatore insieme al fratello, attore protagonista e appunto regista. Presentato in concorso al Festival di Cannes di quell’anno, The Brave ricevette, ingiustamente, un’accoglienza piuttosto negativa che ferì l’animo di Depp tanto da decidere di non distribuire poi il film negli Usa né in sala né in dvd (tutt’oggi negli States la pellicola non ha una release Home Video, sebbene recuperarlo tramite Amazon e altri siti, sia assolutamente facile).
Al di là della risposta di critica poco fortunata, The Brave è invece un’opera estremamente interessante. Sulle musiche composte appositamente dall’amico Iggy Pop – che compare anche in un imperdibile cameo mentre addenta un’enorme coscia di maiale – lo spettatore viene inglobato in quella sorta di universo-discarica in cui vive il protagonista: un giovane pellerossa con moglie e due figli che, incapace di badare a se stesso e agli altri, incapace di uscire da un vortice di alcolismo e carcere, decide di vendersi per 50.000 dollari. La sua morte sarà filmata in diretta in uno snuff-movie. La pellicola segue allora il sofferente percorso dell’uomo (Depp è di un’umanità perfetta) verso la sua fine annunciata tra personaggi allucinati – come il viscido produttore col ghigno inimitabile di Marlon Brando – angoscia e gesti di folle generosità e poesia come il luna park costruito nelle baraccopoli come ultimo, inutile, regalo d’amore. Quello di The Brave è un mondo di catapecchie, quasi apocalittico, dove i bambini continuano a dormire perché hanno paura di restare svegli e guardare in faccia la putrida realtà. Sì, c’è molta retorica, ma il film è sincero, ed è una riflessione non banale su chi, invisibile, vive ai margini del sogno americano diventandone carne da macello.

• Dead Man

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Altra interessante e originale esplorazione di Johnny Depp nell’universo indiano e western è Dead Man: pellicola diretta nel 1995 da Jim Jarmush, uno dei registi americani contemporanei più indipendenti e singolari. Qui, in questo film che è stato molto giustamente definito un “western lisergico” o “acido”, Depp non veste i panni di un indiano ma è un timido contabile che incontra proprio un indiano sul suo percorso: un pellerossa che molto evocativamente si fa chiamare “Nessuno”. In un bianco e nero che colora di assurdo la vicenda, siamo a fine ‘800 e Depp è un uomo dall’animo puro che lascia Cleveland (Ohio) per approdare nella spettrale Machine (Arizona) salvo poi finire in un vortice di equivoci che lo portano a continua a uccidere gente diventando un pluri-omicida anche se per legittima difesa. Ricercato e costretto a fuggire incontra appunto l’indiano Nessuno, e i due iniziano un surreale viaggio verso la morte. Dead Man è un film anomalo, visionario, un western lento, onirico e pieno di ironia nera che scorre tra atmosfere kafkiane e beckettiane su una colonna sonora bellissima di Neil Young. Anche qui troviamo un imperdibile cameo di Iggy Pop che per l’occasione veste i panni di una massaia a cavallo… Ma quel che conta è che Dead Man racconta di un’amicizia tra due personaggi “senza patria” e che la beffarda figura dell’indiano Nessuno, quest’uomo di sangue misto e rinnegato da tutti interpretato senza sbavature da Gary Farmer, è in qualche modo presente anche nel personaggio di Tonto di The Lone Ranger. L’ha dichiarato lo stesso Depp nell’intervista a Comingsoon che vi abbiamo citato. E così il cerchio si chiude.

The Brave è disponibile per l’acquisto sull’iTune Store: cliccate qui per comprarlo. Dead Man è invece disponibile in dvd – nelle edizioni originali, tedesca e francese – su Amazon (vedi sotto).

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