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L’Evocazione – The Conjuring: una lunga intervista a Vera Farmiga

Di Valentina Torlaschi

L'Evocazione The Conjuring Vera Farmiga

Uscirà questo venerdì nelle sale americane L’Evocazione – The Conjuring, la pellicola horror/thriller diretta dal regista di Saw e Insidious James Wan. La Warner, che produce, è molto fiduciosa in un grosso successo al boxoffice della pellicola: inizialmente programmata per uscire a gennaio, dopo dei test-screening particolarmente positivi, lo Studio ha prima deciso di anticipare l’uscita del film nella calda stagione estiva e, notizia di pochi giorni fa, anche forte delle ottime recensioni, si sta già progettando un sequel se non addirittura un franchise.

Il film approderà nelle sale italiane ad agosto, nell’attesa e per addentrarsi meglio nelle atmosfere inquietanti della pellicola, vi proponiamo oggi una lunga intervista – rilasciata dall’ufficio stampa – a Vera Farmiga. La quale interpreta, insieme a Patrick Wilson, una coppia di investigatori dell’occulto. I due saranno infatti chiamati ad aiutare una famiglia terrorizzata da un’oscura presenza nella loro fattoria: sarà il caso più oscuro e terrificante della sua vita…

Nei tuoi film hai interpretato donne molto interessanti e diverse. Puoi raccontarci cosa ti ha attratto del ruolo di Lorraine Warren e del progetto in generale?

Pura adulazione. Gli attori adorano interpretare dei supereroi. E’ una cosa che attira il loro senso di importanza e il loro ego. E questo film mi ha attirato proprio per questo. ’Volete che interpreti una donna, la donna alla quale le autorità religiose di tutte le confessioni e fedi si sono rivolte per verificare alcuni dei più blasfemi episodi di fenomeni diabolici, avvenuti i in questo paese e all’estero? Una chiaroveggente approvata dalla UCLA? Una medium specializzata nel trance? Una vera esperta dell’oscura saggezza dei secoli? Ma certo!’. Lorraine Warren è una vera eroina, di quelle reali. Invece di maschera e calzamaglia, ho dovuto indossare il caratteristico completo scozzese con gonna anni ‘70 e camicetta pieghettata di Lorraine, e studiare quel famigerato caso in cui lo spirito non si limitava solamente ad infestare la casa, ma fece a pezzi la casa e tutti quelli che ci stavano dentro, inclusa lei.

Inoltre, suppongo di avere una sorta di fascinazione per le persone che possiedono un concetto di Dio solido. La sua è una fede determinata. Nulla la disturba, o la spaventa. E’ convinta che pazienza, fede e compassione superino qualsiasi cosa diabolica o malvagia. Mi stupisce che per oltre 30 anni Lorraine ed Ed Warren abbiano dedicato le loro vite in maniera del tutto disinteressata allo studio, all’insegnamento e alla ricerca degli spiriti. Il tutto, senza mai farsi pagare un solo centesimo. Mi attirava molto l’idea di interpretare questo ruolo. Mi attirava la sua forte determinazione, la sua incredibile empatia e il suo interesse per gli altri. Si dedica ad aiutare gli altri a raggiungere la tranquillità mentale, anche se la sua mente non è per niente tranquilla. Mi attirava il loro rapporto, il fatto che siano moglie e marito ma anche grandi amici. Mi attirava il modo in cui Ed e Lorraine si completavano a vicenda, un’unione perfetta. Lorraine era un’esoterica, mentre Ed era una persona concreta.

Cosa ti piace di più di lei?

Ammiro la sua sensibilità. Mi piace la sua curiosità. Il suo coraggio. Amo la sua allegria. Il suo fascino. Avere uno humour, una grazia e una gentilezza come le sue, dopo aver visto e affrontato un’oscurità e una depravazione del genere è impressionante. Ammiro il modo in cui amava Ed. E il rispetto che avevano l’uno nei confronti dell’altra. Le prove le si possono trovare in tutte le loro interviste su youtube. Guardate come si ascoltano a vicenda e come scherzano, anche dopo 50 anni di matrimonio e di battaglie contro il sovrannaturale. La loro era un’unione perfetta, erano davvero una coppia rara.

Quali sono state le difficoltà maggiori nell’interpretazione di questo ruolo?

Interpreto il ruolo di Lorraine Warren a partire dal dicembre del 1970. Ho conosciuto l’ottantenne Lorraine. E credo che la difficoltà maggiore sia stata quella di individuare quale fosse la sua versione da trentenne. Molte delle domande personali che le ho rivolto riguardavano le sue insicurezze vocazionali e materne, le sue paure e le sue delusioni. Ho difficoltà io stessa a fare quel che faccio e a cercare, allo stesso tempo, di essere la migliore madre e moglie possibile. Volevo sapere come riuscisse a conciliare il fatto di essere una cacciatrice di fantasmi di notte e una rompiscatole di giorno. [Ride]

Per quanto riguarda i casi da lei trattati, esiste talmente tanto a livello di stampa, di video e di interviste di archivio, ma volevo delle informazioni più approfondite, sulla sua vita privata. Del tipo: quanto influisse il suo lavoro sulla sua vita sessuale? Non ho mai avuto il coraggio di chiederglielo perché avvertivo un forte senso di riserbo da parte sua. Lorraine è la persona più positiva e lungimirante che abbia mai conosciuto, e ottenere da lei delle risposte brutalmente dirette, a volta, era difficile. Ha dovuto affrontare una grande oscurità, e anche solo il fatto di menzionarla le avrebbe fatto assumere forza. Avvertivo che la tattica di affermare la sua vittoria su di essa le impediva, qualche volta, di rivelarmi dei dettagli delicati e intimi.

Una frivolezza: Lorraine ha i capelli molto crespi e ricci mentre io ho i capelli completamente lisci. Una bella scocciatura quando dovevo fare quelle sue acconciature così particolari.

Com’è stato incontrare la vera Lorraine? E che tipo di effetto ha avuto su di te nel trovare il tuo personaggio per il film?

Le persone lasciano delle impressioni categoriche. Gente ricca. Gente potente. Gente divertente. Gente insicura. Metterei Lorraine nella lista dei ‘santi’ — la categoria di persone che hanno fatto tutto il possibile per il benessere spirituale del mondo. E’ una figura influente la sua; è la più importante ricercatrice del paranormale del paese da oltre cinque decenni. Per oltre 50 anni è stata considerata la maggiore esperta sullo studio delle entità spirituali e della chiaroveggenza. Ci si sente quasi in presenza di uno sciamano di fronte a lei. Di un prete. O un grande pastore. Una super-attivista. Una suora.

Lorraine lascia un’impressione indelebile. I suoi occhi ti entrano dentro; sono delle sfere luminose, sono pieni di amore e di bontà. E’ difficile distogliere lo sguardo. E’ come guardarsi nello specchio. Sai che ti vede dentro, che vede il tuo vero io. Desideravi quasi che ti raccontasse di te, di quello che già sai… e vorresti dirle tutto di te, ma lei già lo sa…

Ci puoi raccontare com’è stato lavorare assieme a Patrick Wilson, che interpreta il ruolo di Ed?

L’unica cosa che amo più di Patrick Wilson è la moglie di Patrick Wilson, Dagmara Dominczyk. L’ho diretta e ho recitato assieme a lei in un film, dal titolo Higher Ground. Dag ed io siamo molto unite. Ho un profondo rispetto e affetto nei suoi confronti. Ho bisogno di lei come un pesce ha bisogno dell’acqua. Patrick prova lo stesso nei miei confronti. Lui è stato uno dei fattori più importanti nella scelta di questo ruolo.

L’offerta di questo ruolo è arrivata assieme all’offerta di Patrick per il ruolo di Ed. Gli ho scritto immediatamente un messaggio: ’Accetto se accetti anche tu. Solo se accetti anche tu.’ Vedevo in Patrick quelle qualità tipiche di Ed. Patrick è molto concreto; è molto naturale; possiede una presenza molto autorevole. Il suo senso dello humour è immenso; ti scatena gemiti e risate allo stesso tempo. Ha la modestia di Ed. E’ un essere umano estremamente positivo, allegro. Era questa la qualità più grande dei Warren — la loro percezione della vita era tutt’altro che negativa. Erano così efficaci nel loro lavoro perché sono\erano persone molto positive.

Cosa volevi esprimere del rapporto tra Ed e Lorraine?

Erano semplicemente una coppia di persone di successo. Messe assieme da forze divine. Non solo si amavano intensamente, ma si piacevano anche intensamente.

Dove troviamo Ed e Lorraine all’inizio del film, e cosa li conduce alla fattoria dei Perron?

Lorraine vi dirà che il suo lavoro a tempo pieno – fisicamente, spiritualmente, mentalmente ed emotivamente sfiancante – è il migliore che potesse desiderare. Ancora oggi le persone la chiamano a qualsiasi ora della notte al telefono di casa, e lei insiste nel volerlo lasciare pubblico e disponibile sull’elenco telefonico. Il suo lavoro richiede molto tempo e attenzione. Trovare un equilibrio tra l’impegno nei confronti degli estranei, di Ed, della figlia Judy, e verso se stessa era molto difficile. Lei si dedicava e si dedica tutt’oggi ad aiutare gli altri a raggiungere la pace mentale, anche se la sua mente non era sempre in pace.

All’inizio del film, Lorraine ed Ed sono esauriti, dopo l’ultimo caso in cui Lorraine ha visto e provato un episodio paralizzante e tormentante. Dalle interviste personali di Lorraine non sono riuscita a capire i dettagli di quello che le è accaduto. Era troppo spaventoso, troppo personale, troppo sinistro da ricordare. C’era una sorta di autocensura da parte sua che mi spaventava. Ciò che la spinge ad andare nella fattoria dei Perron è il suo grande senso di dovere e di missione. Nonostante la sua paura e la sua stanchezza, il sentimento di compassione che prova per Carolyn è talmente forte da superare il suo stesso benessere, riconosce in Carolyn il terrore e la disperazione che lei stessa prova, e quindi decide di intervenire.

Com’è stato lavorare assieme a Ron Livingston e Lili Taylor, che recitano rispettivamente nei ruoli di Roger e Carolyn Perron? E con le cinque ragazze che interpretano le sorelle Perron?

Lavorare assieme a Lili e Ron è stato davvero delizioso. Patrick, Lili, Ron… sono tutti attori newyorkesi di teatro, è una razza quasi vintage la loro. Un genere a parte. Li adoro. Se dovessi scalare l’Everest, sono loro che sceglierei come compagni di scalata. Ciascuno di loro ha una mentalità fortemente di gruppo. Una grande semplicità. Una mancanza di pretese. Un inequivocabile, indiscutibile senso di cameratismo, che va al di là del loro ego. Sono degli attori newyorkesi, buoni di natura, generosi. Che posso dire, sono il mio genere preferito di persone.

Le cinque ragazze… un quintetto di giovani reginette. La loro performance mi ha molto colpita, come anche la loro natura dolce e graziosa. Sin dal primo giorno non hanno fatto altro che ridacchiare, scherzare e fare il tifo. E’ davvero bello avere un’energia del genere sul set. Non puoi fare a meno di rimanerne coinvolto.

Ho sentito che a qualcuno sarebbero accadute delle cose strane sul set. Considerando la materia del soggetto, com’è stata l’esperienza di queste riprese?

Le ricerche che ho fatto non sono state certo divertenti, se devo essere onesta. Principalmente mi sono basata sul libro, The Demonologist. Nonostante la sua popolarità, l’ho trovato poco accessibile. E’ diverso da qualsiasi altro libro abbia mai letto. E’ un libro sulla teologia mistica. Spiega come e perché avvengano i fenomeni mistici. Mi ha spaventato da morire. Profondamente. La prefazione insiste che non è pericoloso leggerlo e che la ‘conoscenza è potere.’ Ad ogni modo, avvertivo un senso di terrore ogni volta che lo aprivo. Non l’ho mai letto nella santità di casa mia. Riuscivo a leggerlo solo in volo, è abbastanza assurdo, ma in qualche modo mi sentivo protetta su un aeroplano.

Una volta sul set riuscivo a rilassarmi un pò. Ad ogni modo, le settimane precedenti alle riprese sono state spaventose, traumatiche, tese; la mia immaginazione aveva la meglio su di me. Spesso, la notte mi sveglio ancora alle 3:07 di mattina.

James Wan ha reinventato il genere cinematografico degli haunted house movies, e sa come spaventare il pubblico. Puoi dirci com’è stato lavorare con lui? E’ un regista collaborativo?

Se non fosse stato per la natura gentile, semplice, dolce e fantastica di James, sarei scappata subito via da un soggetto così terrificante. La sua genuina bontà, la sua gentilezza, e la sua bravura in questo genere di film mi hanno persuaso ad accettare il ruolo e ha portarlo fino in fondo.

Nel film indossi dei completi fantastici. Puoi parlarci dei tuoi costumi e del modo in cui sei riuscita a trovare il look distintivo di Lorraine?

Nel film ho un abbigliamento indimenticabile. [La costumista] Kristin Burke ed io ci siamo divertite un mondo a ricreare il guardaroba di Lorraine. Di per sé, gli anni ’70 hanno la loro atmosfera sovrannaturale, e poteva rappresentare una fonte di distrazione. Lo stile unico di Lorraine non ha tempo e, allo stesso tempo, è molto specifico. Può facilmente essere caricaturizzato se la performance non è autentica. E’ uno di quei casi in cui sono gli abiti ad indossare te, e non il contrario. Le cravatte di Ed sono in coordinato con il tessuto scozzese degli abiti di Lorraine. Una sorta di dichiarazione della loro solidarietà e partnership.

Cosa pensa del paranormale? Ha mai avuto delle esperienze sovrannaturali?

Esperienze sovrannaturali? Certo. Credo di poter accuratamente determinare le tracce psichiche di uno spazio quando ci entro dentro. Molte persone ci riescono. A parte questo, sono cose troppo personali da discutere.

Curiosamente, mi spaventano i chiaroveggenti. Non è qualcosa verso cui sono attratta. Preferirei molto di più scoprire la cose da me, piuttosto che farmi dire da ESP chi sono, cosa mi tormenta, o cosa mi succederà. Il genero di Lorraine, Tony Spera, insisteva che Lorraine leggesse la mia aura. Fui invasa dal panico ma prima ancora che potessi aprir bocca per declinare rispettosamente, Lorraine proclamò che aveva osservato Patrick e me sul set, durante una delle nostre prove filmate, e che avevamo entrambi delle ‘aure assolutamente sane’ . Per fortuna!

Secondo lei cosa dovrebbe aspettarsi il pubblico da questo film?

Il pubblico dovrebbe aspettarsi di essere messo alla prova spiritualmente, emozionalmente, mentalmente e fisicamente. Sfido chiunque a non saltare dalla poltrona quando vedrà il film. Metterà alla prova la loro nozione di vita, morte, Dio, Satana, bene, male, misticismo positivo, misticismo negativo, e il loro posto su questo pianeta.

Come si diceva a inizio articolo, prodotto dalla New Line Cinema e distribuito dalla Warner Bros. L’Evocazione – The Conjuring uscirà negli Usa questo venerdì 19 luglio 2013; in Italia arriverà il 21 agosto. Nel cast troviamo anche  Ron LivingstonJoey KingMackenzie Foy. Per maggiori informazioni potete consultare le nostre News dal BlogQui invece trovate la pagina facebook del film.

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