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Comic-Con – Il panel di Dawn of the Planet of the Apes rivela scene molto dark

Di Valentina Torlaschi

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Dal Comic-Con di San Diego, ieri, è passato anche Dawn of the Planet of the Apes, ossia il sequel di L’Alba del Pianeta delle Scimmie (2011) diretto da Matt Reeves (Blood Story). Ad incontrare il numerosissimo pubblico della sal H sono quindi arrivati il già citato regista e alcuni membri del cast tra cui Jason Clarke, Keri Russell e Andy Serkis. Quest’ultimo, star indiscusso della motion-capture: nel film Serkis veste infatti i panni del temibile primato e la sua perfetta e realistica interpretazione nel primo capitolo colpì davvero tutti.

Pochi i dettagli noti sulla trama di Dawn of the Planet of the Apes: sappiamo solo che le vicende si concentreranno su “un gruppo di scienziati che cercano di sopravvivere da soli a San Francisco” e che la storia si svolgerà 15 anni dopo le vicende del primo capitolo.

L’incontro è iniziato dando la parola al regista Matt Reeves il quale ha parlato dell’onere e onore di sostituire Rupert Wyatt dietro la macchina da presa per questo secondo capitolo. Reeves ha rivelato che da piccolo era sì ossessionato da Star Wars, ma ancor prima la sua “droga” era il Pianeta delle scimmie. Quando poi nel 2011 vide Rise of the Planet of the Apes, apprezzò molto il lavoro di Wyatt che, con la sua visione, era riuscito veramente a mettere in connessione il pubblico con l’immaginario del mondo delle scimmie. Inoltre, come tutti, era rimasto positivamente sconvolto dalla bravura di Andy Serkis nel rendere il primato Cesare grazie anche agli ottimi effetti della Weta.

Dopo il primo episodio, continua Reeves, è stato subito chiaro che il secondo capitolo si sarebbe dovuto improntare maggiormente sulla figura di Cesare e che la storia si sarebbe dovuta ambientare nel mondo delle scimmie. Dawn of the Planet of the Apes racconterà quindi la storia di come si è arrivati alle vicende di Rise to the original Planet of the Apes. Sarà un film incentrato sul personaggio di Cesare e sulla sua psicologia.

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Invocato ed osannato da tutti, Andy Serkis ha quindi preso la parola e ha raccontato della sfida di interpretare un personaggio come Cesare, di dipingerlo come un leader che ha sviluppato una sua responsabilità: il suo scopo sarebbe ora quello di iniettare nella società delle scimmie un po’ di quell’umanità con cui lui stesso è cresciuto. Tutti i primati insieme sono forti, non solo Cesare che ora ha 10 anni in più, ha una moglie, un bambino piccolo e un altro adolescente. Cesare supervisione anche il Concilio della scimmie e dovrà affrontare scelte importanti che hanno a che fare col ritorno degli umani. In questo secondo episodio vedremo Cesare e altre scimmie che impareranno a comunicare non solo a parole ma anche con gestualità e linguaggio dei segni. Il personaggio di Cesare è una figura molto sfaccettata, un terreno fertile per esplorare l’animo di una scimmia in realtà per riflettere sull’animo umano, ha detto Serkis.

L’attenzione è poi andata a Keri Russell, la quale ha confessato di aver accettato la parte principalmente per poter tornare a lavorare con Matt Reeves, che aveva scritto Felicity: «Matt è riuscito davvero a creare un mondo interessantissimo dove vivono queste due comunità che cercano di sopravvivere all’altra. Due comunità diverse ma con entrambe delle famiglie da difendere».

Jason Clarke ha invece parlato dell’aspetto action della pellicola: «era molto eccitato dal fatto di vedere delle scene d’azione. Sono stati contattati dei professionisti del Cirque du Solei o dei ragazzi esperti di parkour per interpretare come stunt alcune delle scimmie!»

È stato poi mostrato del breve girato. Dato che ci vuole un lavoro di 10-12 settimane per ottimizzare la resa visiva di una scimmia, nelle immagini mostrate non c’erano molte scene coi primati. Il breve filmato si è quindi concentrato sugli umani che vivono in questo mondo post-apocalittico e dominato dal caos: nelle sequenza si è visto il personaggio interpretato da Gary Oldman che teneva una sorta di discorso motivazionale. Altre brevi scene hanno poi mostrato sempre Oldman mentre ha in mano una pistola, poi il personaggio di Clarke nascosto dietro una parete. È interessante notare che Oldman ha menzionato nel suo discorso che la specie umana ha combattuto per 4 anni contro “il virus” e poi ne ha combattuti altri 4 per combattere tra se stessa.

Una breve clip ha mostrato anche Cesare. Nella scena, il primato ha dei segni bianchi in volto e sul petto, quelli tipici delle guerre e dei combattimenti, ed è circondato da molte altre scimmie a cui segnala con la mano un altro gruppo di primati da andare a colpire. Come sottolinea Collider, il viso di Cesare è molto intenso e dà alla sequenza molta tensione.

Dalle immagini viste sembra che questo Dawn of the Planet of the Apes sarà molto più dark rispetto al capitolo precedente. Reeves sembra aver fatto un ottimo lavoro nel costruire questo universo della scimmie e sembra che l’aspetto delle “comunità” sarà interessante e ben reso: insomma questo episodio ci porterà nella profondità della psiche di Cesare e di come la specie delle scimmie si sia evoluta e civilizzata.

Scritto da Mark Bomback (Live Free or Die Hard), Dawn of the Planet of the Apes uscirà (in 3D) nelle sale americane il 18 Luglio 2014.

UPDATE: su Twitter è stata diffusa la prima immagine di Cesare, eccola!

Continuate a seguirci con il nostro speciale sul Comic-Con!

Fonte: Collider

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