House At the End of the Street. Un titolo che riporta subito alla mente una serie di controversi classici del brivido, come ad esempio L’ultima casa a sinistra di Wes Craven. L’operazione nostalgia (o perlomeno il suo tentativo) è più evidente che mai, quindi, e ed è impossibile negare che ci sia stato un certo impegno nel rendere fede a questa promessa. Ma il rischio del teen horror, vera grande piaga del cinema di genere moderno, è sempre lì dietro l’angolo e questa pellicola non riesce proprio ad evitarlo.
Peccato perché ci troviamo di fronte ad un’opera che comincia con delle premesse veramente ottime, proponendoci un incipit oscuro e inquietante, che si sviluppa in un colpo di scena finale efficace e molto difficile da intuire. Quello che non funziona è la parte centrale della storia, impegnata a delineare un amore impossibile che possiede tutti i cliché tipici dei telefilm adolescenziali dove una brava ragazza, spinta da chissà quale istinto materno, si innamora del tipo oscuro e misterioso, dando vita ad una relazione malvista e ostacolata da tutti.
Il risultato è un evidente calo di ritmo, aggravato dal fatto che ad un certo punto i personaggi presenti sulla scena sono troppi e non sempre delineati a dovere. Se da un lato c’è l’oscuro Ryan, interpretato da Max Thieriot, che ci viene presentato attraverso la “voce del popolo”, ricordi e quello che lui stesso ci racconta, dall’altro abbiamo figure come lo sceriffo Gil Bellows, che occupa un ruolo rilevante all’interno della storia ma sembra muoversi senza una precisa ragione. A questo si uniscono situazioni decisamente forzate, come quelle che conducono al climax della storia, scatenato da una macchina distrutta senza un apparente motivo da parte di quelli che dovrebbe essere i bravi ragazzi della cittadina all’interno del quale è ambientata la vicenda.
In tutto questo Jennifer Lawrence ci mette molto impegno, è impossibile negarlo, ma non può certo fare miracoli. C’è di buono che una volta superati i tre quarti del film, noiosissimi, la storia prende vita e regala qualche momento di tensione ben assestato, aiutati da un twist che, come accennato in precedenza, non è decisamente scontato e riesce a fare il suo effetto. Ma la promessa di un horror old school insita in quel titolo non è stata assolutamente mantenuta.