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Milano Manga Festival: Inaugurata la mostra sui 200 anni di arte manga

Di Marlen Vazzoler

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Venerdì 2 maggio si è tenuta la cerimonia di apertura della prima edizione del Milano Manga Festival, che ha aperto con la mostra ‘200 Anni di arte Manga’, curata da Isao Shimizu e supervisionata da Osamu Takeuchi, in cui verranno esposte circa 600 tavole alla Rotonda di via Besana – tra originali e copie – realizzate da più di 400 artisti. Per mettere in mostra tutto questo materiale, è stato necessario dividere l’esposizione in due fasi, per permettere una sostituzione parziale delle opere. La prima fase si terrà dal 3 maggio al 9 giugno e la seconda dal 13 giugno al 21 luglio.

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Durante la conferenza stampa che si è tenuta il 2 maggio, l’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo del Corno, ha ricordato che l’Italia è il terzo paese al mondo ‘appassionato di manga’, dietro naturalmente il Giappone e la Francia. La speranza con questo evento è di far sì che Milano diventi la capitale europea del manga, superando Parigi.

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Il sensei Takeuchi ha espresso la propria gioia nel vedere realizzato una mostra di carattere storico sui manga.

“Manga e animazione giapponese si sono ampiamente diffusi all’estero, Italia compresa. Numerose opere vengono lette oggi, come non ho dubbi sia già avvenuto in passato. Nello stesso tempo, mi chiedo se in Italia venga giudicato positivo il fatto che il manga abbia fruitori i tutte le età, dal bambino all’adulto.
In Giappone leggere manga è stato a lungo giudicato un comportamento infantile; la cultura legata al fumetto è stata considerata una cultura popolare, di seconda categoria, e per questo motivo inferiore a quella letteraria. Chi leggeva e traeva piacere dalla lettura dei manga, veniva in qualche modo giudicato come qualcuno con una struttura mentale ancora involuta. Così si pensava all’epoca.
Da qualche decina d’anni, invece, anche in Giappone l’atteggiamento con cui si guarda a questa forma culturale è cambiato enormemente a tutti i livelli.
Il mio desiderio è che anche l’Italia comprenda la strada percorsa fino a oggi dal manga, in questo caso attraverso una mostra in grado d presentare al pubblico il maggior numero possibile di opere e degli autori più rappresentativi. Il mio intento è stato quello di abbracciare l’intero panorama della cultura legata al manga, e spero di esservi riuscito”.

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L’intervento del direttore del Wow Spazio Fumetto, Luigi F. Bona, si è concentrato sul fumetto come medium ricco ma trascurato, ancora oggi considerato come un prodotto per bambini.

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“Ignoriamo completamente la diffusione popolare della cultura, entrata negli anni a far parte del nostro immaginario e della nostra cultura.
La cosa straordinaria che il Giappone ci ha insegnato, che ci insegna con questa mostra, è che la valorizzazione che loro hanno fatto del fumetto… che da noi non è mai avvenuta. È avvenuto esattamente il contrario. Da noi il fumetto è nato da comunicazione per gli adulti, è stato considerato subito, anche da noi, roba per bambini, in segno quasi sprezzante, come se le cose per i bambini fossero da disprezzare, ma abbiamo grazie al cielo prodotto delle cose meravigliose per il pubblico infantile. Ma il fumetto è sempre stato considerato qualcosa di deteriore e anche per i bambini era una lettura da negare, da vietare. A scuola non si poteva portare il fumetto.
Fino a poco tempo fa, fino alla metà degli anni sessanta, il fumetto era considerato letteratura di serie B. Nelle biblioteche non c’erano fumetti, e a chi da bambino leggeva un fumetto, [veniva detto] ‘Bé insomma, metti via quella roba e leggi magari qualcosa di più importante, un libro scritto’.
Come se la comunicazione per immagini, e il fumetto che è una forma altissima, affinatissima, difficilissima, da creare, fosse una forma inferiore di comunicazione”.

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Il sensei Shimizu ha invece fatto un breve excursus sulla storia del manga di epoca premoderna e moderna:

“I maestri dell’ukiyo-e del XIX secolo, di fronte al calo di interesse verso i temi tradizionali come attori, belle donne e paesaggi, si impegnarono nella realizzazione d giga e fushi-ga, illustrazioni caricaturali e satiriche… Il popolino di epoca Edo poteva già godere di fumetti con tavole a colori e per di più in formato extra large. Con l’arrivo dell’età moderna, i manga vennero adottati dai media del giornalismo: i quotidiani e le riviste.
All’inizio del XX secolo, in Giappone avevamo un solo disegnatore professionista di manga. Negli anni ’20 erano già diventati 30, e alla fine degli anni quaranta sono arrivati a 200. Questo grazie agli enormi cambiamenti intervenuti nel modo di disegnare un manga, in seguiro al grande successo di vendite dei dieci volumi di Norakuro, il gatto di Tagawa Suiho.
Si era entrati in un’epoca in cui il requisito essenziale per disegnare un manga era possedere una sensibilità artistica ‘ad hoc’. Rappresentanti per eccellenza furono Tezuka Osamu e Hasegaa Machiko.
Oggi, in Giappone, 6000 persone lavorano come assistenti per garantire un gettito continuo che soddisfi volumi di stampa di oltre 500 milioni di copie all’anno per le riviste specializzate, e poco meno per i manga in volume, 450”.

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In ogni fase sono state realizzate due mostre dedicate a un autore o a un opera specifica. Dal 3 a 19 maggio viene celebrato il mangaka Go Nagai, con un corner in cui è possibile trovare alcune sue tavole originali a colori di Devilman, Mazinga… Dal 23 maggio al 9 giugno verrà invece realizzata una mostra dedicata al manga di Naruto, disegnato da Masashi Kishimoto, pubblicato da più di dodici anni sulle pagine di Weekly Shonen Jump, e in Italia da Planet Manga.

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Due gli incontri con gli autori, annunciati fino a questo momento: il 17/18 e 19 maggio sarà ospite alla Rotonda di via Besana e al Wow Spazio Fumetto, il mangaka Yoichi Takahashi, il creatore di Capitan Tsubasa (Holly e Benji, ndr.) che terrà degli incontri con i fan, workshop e delle sessioni per gli autografi. Il 5-6-7 luglio sarà la volta di Yoshiyuki Sadamoto, uno dei fondatori dello studio Gainax, mangaka e character design. Ha curato il character design dei tre film diretti da Mamoru Hosoda, sceneggiati da Satoko Okudera: La ragazza che saltava nel tempo, Summer Wars e Wolf Children, con i quali ha vinto il premio per il miglior character design ai Tokyo Anime Award del 2007, del 2010 e del 2013. Ha lavorato come character design in Il segreto della pietra azzurra, FLCL, .hack//Sign, Diebuster e naturalmente in Neon Genesis Evangelion, di cui sta curando il manga che dovrebbe concludersi il mese prossimo.

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Dicevamo che sono previste altre due mostre nella seconda fase e altri cinque incontri con dei mangaka, di cui non si conosce ancora l’identità. Altro evento ancora all’oscuro è la mostra dedicata alle doujinshi che si terrà dal 15 maggio al 15 giugno. Durante la conferenza del 2 maggio, i responsabili hanno ammesso di non sapere ancora quale sarà l’argomento della mostra e quali autori saranno ospiti presso il museo. Anche in questo caso i responsabili stanno aspettando il via libera dai partner giapponesi. Nel frattempo continuano gli incontri con ‘Storie di Manga‘ al Wow:

-l’8maggio si parlerà dell’Età delle riviste

-il 17 maggio con L’età dell’oro

-il 22 maggio con La svolta multimediale

mentre il 31 maggio e il 15 giugno si terranno delle Lezioni Aperte.

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