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Into Darkness: Star Trek – Abrams ha creato l’Harrison Cut per preservare il grande colpo di scena [SPOILER]

Di Marlen Vazzoler

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In questo articolo parleremo estensivamente di alcuni elementi del film Star Trek: Into Darkness, ancora inedito in Italia. Se non volete rovinarvi il film, non continuate la lettura.
In una simpaticissima chat, Josh Horowitz di MTV ha posto alcune domande su alcuni punti della trama di Into Darkness, che hanno infastidito diversi fan della franchise e non solo, allo sceneggiatore Damon Lindelof. Sono stati trattati nel corso della chiacchierata: il motivo dell’inserimento della famosa scena in biancheria di Alice Eve, l’idea di utilizzare come titolo Star Trek Vengeance, l’accento di Carol Marucs, la presenza di Spock Prime e naturalmente il personaggio di Harrison, noi vi riportiamo alcuni punti salienti.
Partiamo dal personaggio di Harrison/Khan, ecco cosa ha avuto da dire Lindelof sul motivo che gli ha spinti a utilizzare questo personaggio:

“Per quanto riguarda il nostro amico Mr. Harrison (mi sento ancora a disagio anche nel digitare la sua vera identità, da quanto sono stato così condizionato a non farlo), sì – ci sono state un bel po’ di discussioni nel decidere se affrontare un personaggio così iconico. Ma non è mai stato tanto il ‘Dovremmo o non dovremmo?’ tanto quanto il ‘Dobbiamo davvero farlo, ma se non lo facciamo bene la gente ci ucciderà’.
Penso che il personaggio sia così iconico – ha una tale intensa gravità nell’universo di Trek, probabilmente avremmo speso più energia NON mettendolo in questo film che il contrario. Ma ancora più importante, Josh?
Il monologo. Fa dei monologhi come nessun altro. Metti l’originale Star Trek II e guarda la scena in cui il povero Chekov inciampa nella Botany Bay. Scherzi a parte. Al giorno d’oggi, la maggior parte dei cattivi corre e salta e fa quel fantastico movimento di rottura del collo e se ne scappa via. Al di fuori di un film di Bond, c’è qualcun altro che fa monologhi come lui?
No, Josh. Non lo fanno.
E quando riesci a far uscire quel monologo dalla bocca di Benedict Cumberbatch, la ‘scrittura’ è importante? Voglio dire, sul serio, ho fatto dire a quel tizio ‘Latte, latte limonata, ed è così che si fa il fudge’ e mi ha fatto spaventare da matti”.

Non c’è dubbio che Cumberbatch fa un uso magistrale della sua voce, tramite la sua recitazione, ma questo non significa che si può fargli dire qualsiasi cosa. Per quanto riguarda ‘l’omaggio’ fallito a L’ira di Khan, in cui vediamo Kirk morire al posto di Spock, in molti si sono lamentati come questa scena ha avuto un impatto meno forte, rispetto al film originale. Nel primo caso abbiamo imparato a conoscere i due protagonisti nella serie tv e nel primo film, mentre in questo caso li abbiamo incontrati solo nel film del 2009, difficilmente proviamo lo stesso attaccamento verso i due personaggi.

“Siamo sempre stati consci della linea tra ‘un omaggio re-immaginato’ e una ‘diretta scopiazzatura’ e ci siamo spinti sul primo caso. Un divertente aneddoto, Bob, Alex ed io abbiamo chiamato lo script con la frase in codice ‘Plant Study’, mentre ce lo mandavamo avanti e indietro.
Non abbiamo mai considerato l’idea di lasciar morire Kirk alla fine di questo film. Nessuno avrebbe mai creduto che l’avremmo lasciato in quel modo e in questa cultura incentrata sugli spoiler, le ragnatele del web avrebbero saputo che sarebbe tornato e molto tempo prima dell’uscita di Star Trek, promettiamo che Kirk ci sarà.
Sto volutamente evitando di parlare della cosa nel sangue, ma avendo scritto una frase in risposta a tal riguardo, sento che non sto evitando completamente [l’argomento]”.

Venti minuti dopo la sua morte, Kirk viene riportato in vita con il sangue di Khan, e non con quello di un qualsiasi altro membro della sua ciurma di superuomini, che i trovano nelle torpedini, a cui ha accesso Bones. Inoltre l’inserimento di questo sangue miracoloso, implicherà che nella franchise non morirà più nessuno?
Anche questa volta, nel film è presente un cameo di Leonard Nimoy nei panni di Prime Spock.

“Continuiamo a sentireìci benedetti nel poter portare avanti la torcia di Trek e il modo migliore per esprimerlo nella storia è quello di riconoscere il mondo parallelo da cui abbiamo deviato – un mondo il cui unico ambasciatore è il signor Spock. Sarebbe stato arrogante da parte nostra far credere ai profani che Khan era una nostra idea e non c’era nessun modo migliore comparire e dire – ‘Ehi, questi ragazzi stanno solo facendo la loro versione di un cattivo che è in giro da molto tempo, prima che cominciassero ad andare d’accordo’. Nel momento in cui smettiamo di onorare, riconoscere e rappresentare il Trek originale, siamo destinati a perdere di vista l’enorme dono che abbiamo ricevuto da esso”.

Per quanto riguarda il fatto che l’ammiraglio Marcus (Peter Weller) parla in americano e la figlia Carol invece, con l’accento inglese, scopriamo che la giovane è cresciuta a Londra, ma la scena in cui è stata spiegata questa cosa, è stata tagliata. Per il titolo, hanno rinunciato a usare Star Trek Vengeance, per via delle similarità con Ghost Rider: Spirit of Vengeance. Infine per la scena in biancheria di Eve, Lindelof spiega che c’è un buon motivo, ma non lo può rivelare.
Concludiamo con il dibattito sulla segretezza della vera identità di John Harrison. Lo scorso dicembre, nello stesso giorno in cui la Paramount ha rivelato la foto del personaggio di Cumberbatch accompagnata dal nome John Harrison, un gruppo di giornalisti è stato invitato dallo studio a vedere del girato del film. Nel filmato si vede Kirk lavorare al fianco di Harrison per saltare dall’Enterprise alla Vengeance, dove si trova Scotty. In queste scene è ben visibile il nome del personaggio sullo schermo, inoltre Spock usa il nome Harrison, ben due volte.
Nella versione cinematografica, il nome Harrison è stato sostituito da Khan. Lindelof ha spiegato che l’idea di usare questa sequenza per il marketing è stata di Bryan Burk, ma presentava il problema che era ambientata dopo la grande rivelazione. Così Abrams s il supervisore della produzione Ben Rose e Abrams hanno creato appositamente quello che è stato soprannominato ‘l’Harrison Cut’ per preservare il segreto durante la sua proiezione in luoghi come il CinemaCon.
Burk ha aggiunto che la rivelazione del cattivo doveva essere fatto in modo organico, durante il dispiego della storia:

“I personaggi credono che lui è una persona: John Harrison. Se tutto quello che sai entrare nel cinema è che ‘È un tipo di nome Khan’, anche se non sai nemmeno chi è Khan, ti trovi a guardare un film in cui per i primi 45 minuti o la prima ora del film sai di più dei personaggi. Quindi devi attendere che loro arrivino a sapere quello che già sai, ovvero non è chi dice di essere. Quindi c’è l’idea generale di andare a vedere un film e di permettere di dispiegarsi normalmente”.

Per questo motivo la troupe ha concordato la necessità di usare delle indicazioni fuorvianti, Simon Pegg ha dichiarato che non c’era Khan, mentre Karl Urban ha parlato della presenza di Gary Mitchell. L’idea è stata buona, certo, ma come sappiamo non sono riusciti a nasconderla molto bene.

Vi ricordiamo che per maggiori informazioni sulla pellicola potete consultare i seguenti link:

Into Darkness – Star Trek: preview IMAX da 35 minuti, il nostro commento!

Into Darkness – Star Trek: intervista a Bryan Burk della Bad Robot!

Questa la trama del film, il cui cast comprende anche i nomi di Chris Pine (kirk), Zachary Quinto (Spok), Zoe Saldana, Simon Pegg, Alice Eve, Peter Weller e Nazneen Contractor.

Quando l’Enterprise è chiamata a tornare verso casa, l’equipaggio scopre una terrificante e inarrestabile forza all’interno della propria organizzazione che ha fatto esplodere la flotta e tutto ciò che essa rappresenta, lasciando il nostro mondo in uno stato di crisi.

Spinto da un conflitto personale, il Capitano Kirk condurrà una caccia all’uomo in un mondo in guerra per catturare una vera e propria arma umana di distruzione di massa.
Mentre i nostri eroi vengono spinti in un’epica partita a scacchi tra la vita e la morte, l’amore verrà messo alla prova, le amicizie saranno lacerate, e i sacrifici compiuti per l’unica famiglia che Kirk abbia mai avuto: il suo equipaggio.

Into Darkness: Star Trek uscirà nei cinema italiani a giugno del 2013. Per rimanere aggiornati sul film seguite le nostre news dal blog. Vi ricordiamo inoltre che qui trovate la pagina facebook italiana del film.

Fonti MTV, /Film

Da No Time to Die a Ghostbusters, ecco le nuove date dei film 2021 (in costante aggiornamento)

Cinema chiusi fino al 5 marzo, QUI gli ultimi aggiornamenti.


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