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Golden Boy, il commento alla serie poliziesca CBS

Di emanuele.r

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Con CSI e i vari NCIS, al limite Hawaii Five-O, il genere poliziesco è cambiato, diventando o più giallo o più action. Le indagini, i partner, la strada e quant’altro sono divenuti forse un po’ obsoleti. Così CBS ha dato a Nicholas Wootton, uno che di police drama se ne intende avendo scritto e prodotto varie annate del capolavoro NYPD, di rilanciare il genere. Ma con un prodotto medio e un po’ anonimo come Golden Boy la missione era fallimentare in partenza.

La serie segue la fulminea ascesa di un giovane e ambizioso agente, che passa da poliziotto a detective, diventando commissario di polizia e poi sovrintendente a soli 34 anni, dopo un intervento eroico quand’era in divisa. Un’ascesa rapidissima che non può non creare malcontento.

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Prodotto dal creatore assieme a Greg Berlanti, Golden Boy prende il poliziesco tradizionale, il racconto di indagini, burocrazia e rapporto fra colleghi/rivali per metterlo sul doppio binario presente/passato, a suon di flashback come ormai va abbastanza di moda.

Così Golden Boy – già cancellato da CBS dopo la midseason – oltre che al racconto di una carriera fulminea diventa anche una storia sulla gestione del potere da parte di un “ragazzo”, del classico gioco più grande di lui che l’età e l’inesperienza rendono ancora più grande, dei sottili pericoli con cui si ha a che fare quando si è al comando e che possono fare molta più paura della strada. Wootton però, al lato politico, non sembra granché interessato (e invece possono venirne fuori grandi cose come The Shield) e preferisce concentrarsi sul procedurale, sull’ambiente della squadra omicidi.

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Ma compie l’errore grave, vista l’esperienza dell’autore, di infilare tutti i meccanismi di racconto e le dinamiche tra i personaggi in una volta sola, inzeppando la storia di luoghi comuni senza la possibilità di elaborarli e magari riscriverli. Sprecando in un solo colpo una struttura da cui cavare più di un interesse e attori interessanti, soprattutto il grande Chi McBride. Gli spettatori probabilmente non sentiranno troppo l’assenza di Golden Boy.

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