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Cannes – Le proiezioni di gala? Una mission (im)possible per i non accreditati

Di Valentina Torlaschi

cannes

Se camminate per le strade di Cannes nei giorni di Festival anche in primissima mattinata vi capiterà di imbattervi in ragazzi e signori che sfoggiano, incuranti della pioggia battente o del sole splendente, il loro “elegante” completo scuro, camicia bianca e un papillon che gli sbuca dalla tasca. Sì, qualcuno di loro sarà anche reduce da una lunga serata del giorno prima iniziata con una proiezione al Palais des Festivals e poi proseguita con qualche esclusivo party, ma siate sicuri che la maggior parte sono dei “cacciatori di inviti”. Personaggi non dotati di accredito stampa o professionale che tentano la mission (im)possible di partecipare a una delle due proiezioni di gala che ogni giorno, alle 19.30 e alle 22.30, si tengono al Grand Théâtre Lumière del Palais des Festivals.
Spostandosi verso la Croisette nei pressi del Palazzo del Festival, potrete vedere i “cacciatori di inviti” in azione. Le armi per procacciarsi i biglietti sono abbastanza semplici: un cartello e una certa dose di fantasia. Di punto vestiti, i non-accreditati si piazzano all’uscita del Palais des Festivals (dove si trovano, oltre alle sale di proiezioni, gli stand per il ritiro degli inviti accessibili solo a giornalisti e addetti ai lavori) e lì tengono in mano il loro foglio con su scritto «Invitation, please ☺». Naturalmente il formato del foglio varia da un semplice biglietto stropicciato riesumato dai fondali di qualche borsa a dei poster-cartonati superelaborati, e ovviamente anche il messaggio è declinato in infiniti modi promettendo in cambio del biglietto, secondo un’iperbole senza fine, delle canzoni, spogliarelli, baci, abbracci, eterna gratitudine…

 ticket

La domanda è ovvia: perché mai uno dovrebbe rinunciare a un invito? Dunque, il ritiro dei biglietti funziona così: nei giorni-ore precedenti le varie proiezioni, gli accreditati prenotano online attraverso le loro credenziali (numero di badge e codice) i biglietti e poi devono andare a farseli stampare negli appositi stand-biglietterie dentro il Palais des Festivals. Capita che gli accreditati prenotino dei biglietti per delle proiezioni a cui poi, per altri impegni, non riescono a partecipare. C’è così un invito che può essere regalato, anche se, per regolamento, il biglietto è personale e non cedibile… Dettaglio trascurabile.

Ma non è finita. Eh sì, perché, una volta che si ha il biglietto in mano, per poter “varcare i controlli” ai piedi del red carpet è necessario essere accompagnati da una persona accredita e quindi dotata di badge. Capita quindi di essere in fila col proprio accredito al collo e sentirsi fare “toc toc” sulla spalla da un sorridente sconosciuto che dice: «io ho un invito ma non ho l’accredito, posso far finta di esser con lei così mi fanno entrare?». Ma certo che sì!, si risponde. Anche perché la “montée des marches”, ossia la salita su quella scalinata di tappeto rosso coperta, non la si nega a nessuno dopo tutta quella fatica…

Anche per chi ha l’accredito, comunque, partecipare alle proiezioni di gala comporta un discreto dispiego di forze, energie e inventiva. Sul fatidico invito c’è infatti scritto: “Pour ces séances, le port du smoking ou d’une tenue de soirée est exigé”. Che tradotto vuol dire: “gli uomini devono mettersi lo smoking e il papillon ma sappiamo bene che non tutti, soprattutto gli imbucati poveracci/giovani giornalisti/precari vari del cinema, non hanno lo smoking quindi almeno mettetevi un abito scuro e scarpe eleganti; le donne, be’ per voi è sempre più facile, quindi abbiate almeno la decenza di indossare un abitino carino e magari dei tacchi”. Nulla di particolarmente complicato, si intende. Ma solo in apparenza. Diversi giornalisti free-lance e ben poco pagati ma anche altri addetti ai lavori molto appassionati ma mal retribuiti (a cui si aggiungo infinite, altre categorie di sottolavoratori dello spettacolo) alloggiano infatti in zone periferiche di Cannes se non nei paesini vicini. Con la conseguenza che questi escono il mattino presto e tornano la sera tardi (in modo da sfruttare la giornata e vedersi più film possibili) senza quindi potersi cambiar d’abito per la serata di gala. E allora ci si organizza: o si va in giro alle 8 del mattino con già su lo smoking, o lo smoking ce lo si porta dietro e ce lo si infila in bagno… In concomitanza con le due proiezioni serali al Grand Théâtre Lumière, si assiste a questo show parallelo in cui le toilette del Palazzo del Festival vengono okkupate da uomini e donne, giovani e non giovani, che indossano le loro “tenues de soirée” e i loro papillon comprati in ultimo da un cinese oppure sostituiscono ballerine con scarpe con tacco 12 e iniziano a incipriarsi e pettinarsi per un make-up perfetto…

Photographie réalisée lors du 63ème Festival de Cannes.

Conclusione? Per parafrasare Andy Warhol, ognuno ha diritto ai suoi 15 minuti di galà. In ogni caso, per chi gli amanti del vero cinema, a poche centinaia di metri dal Palais, ogni sera, ci si può recare al suggestivo “cinéma de la plage”: un cinema all’aperto con uno schermo gigante sulla spiaggia dove, seduti sulle sdraio e sotto le stelle, si possono vedere, gratis, grandi classici della storia del cinema. Poco glamour ma grandi immagini e grandi emozioni. Questo naturalmente se non piove, circostanza che quest’anno è alquanto rara…

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