Condividi su

19 aprile 2013 • 12:01 • Scritto da Filippo Magnifico

La Casa, la recensione in anteprima

L'intramontabile cult horror che nel 1981 ha lanciato la carriera di Sam Raimi ha subito un restyling per mano dell'esordiente Fede Alvarez. Il risultato è molto buono, sebbene a fine visione lasci un po’ di amaro in bocca. Ecco la nostra recensione de La Casa...
Post Image
0

La Casa Foto Dal Film 13

La Casa è stato sicuramente uno dei progetti horror più interessanti degli ultimi anni, perlomeno tra gli appassionati di cinema di genere. Provate a guardare indietro, vi ricordate per caso qualche altra pellicola horror che sia riuscita a creare un’attesa simile? Decisamente no.

La cosa è molto strana, perché stiamo parlando di un film che ha tutte le carte in regola per essere odiato a prescindere. Si tratta infatti del remake (un termine che da solo è in grado di far venire l’orticaria a gran parte dei cinefili sparsi per il mondo) dell’omonimo cult diretto nel 1981 da Sam Raimi. Una pellicola realizzata con pochissimi soldi e molta forza di volontà, girata nei ritagli di tempo grazie ad un cast tecnico e artistico prevalentemente di amici. Un piccolo film, che nel corso del tempo è riuscito a guadagnarsi lo status di “Cult”, lanciando un vero e proprio filone cinematografico e portando alla ribalta sia il suo regista, che ormai si è tuffato in produzioni che vanno ben al di là del low budget (si veda ad esempio Il Grande e Potente Oz), che il protagonista Bruce Campbell, venerato dagli horror fanatic quasi fosse un Dio.

Insomma, stiamo parlando di quello che a tutti gli effetti è un titolo intoccabile, che di certo non aveva bisogno di un remake. Ma, si sa, in quel di Hollywood ultimamente le idee scarseggiano e quella di sottoporre ad un restyling i vecchi cult del passato è sempre la via più comoda per togliersi dagli impicci. La maggior parte delle volte queste opere si rivelano per quello che sono: dei progetti realizzati solo ed esclusivamente per portare a casa un po’ di soldi. Altre volte però non è così, e questa cosa Evil Dead ha voluto precisarla da subito.

A poco erano servite le rassicurazioni di Sam Raimi e Bruce Campbell (questa volta produttori), i fan non avevano assolutamente gradito l’annuncio di questo remake, affidato oltretutto ad un regista che, per quanto talentuoso, era pur sempre un esordiente. Poi è arrivato il primo trailer e le cose sono cambiate.

Un video che decisamente non lascia spazio all’immaginazione e che inserisce questa pellicola all’interno di un contesto ben preciso, più in linea con i gusti dei fanatici del cinema di genere e, sia ringraziato il cielo, distante anni luce dalla miriade di teen horror che ci vengono propinati ogni anno. È stato proprio a questo punto che il pregiudizio ha lasciato spazio al dubbio e l’attesa nei confronti di questo film ha cominciato a crescere giorno dopo giorno, raggiungendo livelli impensabili visto il titolo di riferimento. La domanda a questo punto è solo una: l’attesa è stata ripagata? Sì, sebbene non del tutto.

Le promesse fatte nel corso di questi mesi, riguardanti la realizzazione di un horror grondante sangue e in grado di lasciare pochissimo spazio all’immaginazione sono decisamente state mantenute. La Casa raggiunge dei picchi di gore notevoli e non si limita solo a quello. Nel tentativo di rielaborare con il maggior rispetto possibile il plot originale di Sam Raimi, il regista Fede Alvarez ha rinunciato quasi del tutto alla componente grottesca, rendendo più concreta la storia e offrendole un background e una giustificazione. A differenza della pellicola originale, infatti, l’entità demoniaca risvegliata per caso da questi giovani ragazzi ha una “missione” da compiere e non agisce solo ed esclusivamente perché spinta dalla sua natura malvagia. La storia è stata rivista e aggiornata, dunque, proprio come promesso. Una cosa apprezzabile ma fino ad un certo punto, perché il paragone è sempre lì, dietro l’angolo.

Confrontato con il suo illustre predecessore il film di Alvarez perde, è scontato dirlo, ma è anche vero che si tratta di una considerazione che vale solo ed esclusivamente per il pubblico più grande, pronto a cogliere (solitamente in maniera negativa) ogni citazione inserita nella storia e a confrontare tutti i cambiamenti che sono stati apportati.

evil-dead-remake2

Cerchiamo quindi di focalizzarci sul pubblico più giovane, quello che si trova di fronte a questa pellicola senza la consapevolezza delle sue origini. Da questo punto di vista La Casa presenta più di un punto a suo favore: una storia solida, che prosegue lungo la sua strada senza alcun intoppo o calo di ritmo; dei protagonisti che, sebbene accennati quel tanto che basta da permetterci un minimo di empatia, sono lontani da quegli odiosi giovanotti che animano il cinema di genere contemporaneo; degli ottimi effetti speciali realizzati alla vecchia maniera, in grado di fare la gioia anche dei cultori dell’horror un po’ più grandi.

Realizzare un remake non è cosa facile, in questo caso l’impegno si nota ed è una cosa molto importante. Il marketing ha forse pompato il film più del dovuto, creando delle aspettative altissime che, inevitabilmente, non sono state ripagate del tutto. Ma è anche vero che questo retrogusto amaro svanisce nel momento in cui ci si guarda attorno, a quel punto è impossibile negare che La Casa sia una delle pellicole di genere più valide uscite nel corso di questi anni.

Condividi su