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Cartoonist 2013 – Intervista all’art director e graphic logo designer Carles Burgès del Grangel Studio

Di Marlen Vazzoler

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Nel 1985 nasce a Barcellona il Grangel Studio, co-diretto da Carlos e Jordi Grangel, specializzato nello creazione dell’animazione classica e digitale, modelli, maquette, prodotti di consumo e merchandising. Il team creativo è formato dai due fratelli e dall’art director e Graphic logo Designer Carles Burgès, un ottimo letterista che ha esordito nel campo della pubblicità.
Durante il Cartoonist di Nizza, abbiamo avuto la possibilità di intervistare il signor Grangel e il signor Burgès che ci ha spiegato come il Grangel Studio si occupa solamente di prime produzioni. Ad esempio hanno creato il titolo e i personaggi di Dragon Trainer, ma non collaboreranno ai film successivi.

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Come è nata la vostra collaborazione con la DreamWorks?

Lavoriamo esclusivamente per Spielberg, per la DreamWorks, da circa 10 anni. Il principe d’Egitto è il primo film a cui abbiamo lavorato. Carlos Grangel ha conosciuto Spielberg a Londra, agli studi della Universal. Lì Spielberg stava lavorando ad un altro progetto, con un’altra persona. Quando ha finito di lavorare con questa produttrice, Spielberg ha deciso di creare la DreamWorks con altri due soci, Jeffrey Katzenberg e David Geffen. Abbiamo pensato che era molto interessante lavorare in esclusività per loro.
Abbiamo iniziato a lavorare a due produzioni, con due stili completamente differenti. Prima ne abbiamo mostrato uno, e dopo il secondo, che si distingueva per l’utilizzo di uno stile professionale, completo, che mostrava la nostra creatività. Successivamente, abbiamo firmato un contratto di confidenzialità con lo studio.

Voi avete sempre collaborato in esclusività con la DreamWorks, ma tra i vostri progetti c’è anche La sposa cadavere di Tim Burton. Come è nata questa collaborazione?

Burton conosceva uno scultore inglese, di Manchester, che ha lavorato per lui a Mars Attacks!. Una volta, mentre si trovava a Manchester, ha visto il corto The Periwig-Maker a cui aveva lavorato Carlos. Se guardate bene lo stile di questo disegno,

The-Periwig-Maker

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lo stile è il medesimo di quello utilizzato per Victor. Così ha chiesto chi era l’autore di questo disegno, e se era possibile contattarlo. Tim Burton ha telefonato, ed ha chiesto di parlare con lui per lavoro. Quando si sono incontrati gli ha mostrato 5/6 disegni. La prima volta ha chiesto di realizzare venti personaggi, poi ne ha chiesti ottanta. Alla fine nel film sono presenti solo 65 personaggi.

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Abbiamo lavorato per tre anni. Un giorno ho chiesto a Tim Burton ‘Vuole che faccia il logo della pellicola?’, e mi ha risposto ‘Provi, provi’. Alla fine l’ha accettato. Allora ho pensato, perché non creo anche tutto l’alfabeto per il lettering. Mi ha detto, ‘Ah, provi, provi’. Così ho creato lettera per lettera, arrivando a realizzare questo alfabeto.

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Ma se usavamo questo stile nel film, avrebbe provocato problemi durante la lettura. Così ho creato un altro alfabeto, più chiaro.

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I disegni dei prop, dei vestiti, non sono qui. Abbiamo creato un libro A3, che pesa cinque chilogrammi. E questo è nostro, esistono solo due copie. Traforato, con un tessuto antico, dell’epoca vittoriana. Uno si trova nello studio, ed ha 400 pagine.
Inoltre Burton mi ha chiesto che il personaggio di Vittoria fosse basato su sua moglie, Helena Bonham Carter. Così ho fatto il personaggio simile a lei.

Avete creato personaggi per film in 2D, 3D e stop-motion. Queste tecniche influiscono sul vostro modo di lavorare?

Non hanno alcuna influenza per la creazione del personaggio o il lettering.

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Ci può parlare di come è stata la vostra esperienza lavorativa con la Aardman, per Pirati! Briganti da strapazzo?

Abbiamo cominciato a lavorare, però dopo un mese hanno dato il progetto ad altre persone, e poi l’hanno fatto continuare ad altre persone ancora. Non mi piace lavorare così, perché vogliamo utilizzare il medesimo stile per tutta l’opera, dall’inizio alla fine. Quando il lavoro passa per mani diverse, lo stile viene sempre un po’ cambiato. Ad esempio in La sposa cadavere, Tim Burton è stato molto interessante, perché ci ha fatto lavorare senza ingerenze. Una o due volte abbiamo avuto delle domande, ma per lui era tutto perfetto.

Vi piacerebbe tornare a lavorare con Burton, per un altro progetto?

C. Granger: Abbiamo parlato per la realizzazione di altri progetti in futuro, ma ancora non abbiamo scelto niente. Nel frattempo continuiamo a lavorare per la DreamWorks, un progetto sui fantasmi Boo U., che uscirà fra due anni nel 2015. Carles sta facendo il logo, la grafica di tutti i personaggi, del titolo per i poster, per la produzione. Abbiamo molto lavoro da fare, è molto stressante.

Avete collaborato anche con molti altri studio

CG: Si abbiamo lavorato con molti altri studio, perché il nostro è uno studio indipendente e ci permette di lavorare per produzioni differenti.

Con che criterio scegliete quale progetto dedicarvi?

CG: Facciamo una riunione, e decidiamo qual’è il miglior progetto per noi. Dopo cominciamo a lavorare per 2/3/4 anni al progetto.

Qui, potete leggere l’intervista al direttore del Cartoonist, Olivier Gilbert.

Qui, potete leggere l’intervista alla mangaka Shiori Teshirogi, autrice di I Cavalieri dello zodiaco – The Lost Canvas – Il mito di Ade

Qui, potete leggere l’intervista a Kazuko Tadano, character designer delle prime due serie di Sailor Moon


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