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04 marzo 2013 • 10:00 • Scritto da Leotruman

Paperman – La nostra intervista al regista premio Oscar John Kahrs!

Il regista John Kahrs ha ricevuto solo pochi giorni fa l'Oscar per il Miglior Corto Animato grazie al suo Paperman, il cortometraggio proiettato nei cinema prima delle copie di Ralph Spaccatutto. Lo abbiamo intervistato ed ecco cosa ci ha raccontato!
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Paperman immagine dal film 2

Se siete andati al cinema a Natale a vedere Ralph Spaccatutto, l’ultima fatica animata dei Walt Disney Animation Studios, avete avuto l’opportunità di gustarvi sul grande schermo una delle piccole grandi meraviglie degli ultimi mesi: il corto animato Paperman.

Rispetto ai lungometraggi animati, i corti sono ancor più un mezzo per poter sperimentare nuove tecniche, stili e idee che solo in seguito possono essere applicate ai lungometraggi se vincenti. Uno dei caratteri distintivi di Paperman è proprio questo. Si è distinto infatti per l’audacia di realizzare una storia in bianco e nero ambientata negli anni cinquanta, ma anche per la presentazione di una nuova tecnica animata, che permette al disegno a due dimensioni di assumere la dimensionalità degli oggetti creati in computer grafica, coniugando queste due tecniche apparentemente antitetiche.

Abbiamo avuto il piacere di intervistare telefonicamente la mente dietro a Paperman, il regista John Kahrs, che solo pochi giorni fa ha ritirato sul palco del Dolby Theatre di Hollywood il suo primo Oscar per il Miglior Corto Animato dell’anno.

Com’è nata l’idea del corto e quali sono le scelte artistiche e tecniche dietro a Paperman? Ce lo racconta proprio il regista!

Paperman immagine dal film 3

Congratulazioni John! Questo non è solo il tuo primo Oscar, ma il primo premio per un corto animato prodotto da Walt Disney dal 1969 (It’s Tough to Be a Bird). Cosa si prova a vincere un Oscar?

È incredibile. Non mi sarei mai aspettato un’emozione così grande. È un’esperienza incredibile essere anche solo invitati agli Oscar, e poi ti ritrovi a dover salire sul palco. Allora ringrazi il tuo team, la tua famiglia, e solo poi ti rendi conto che è tutto reale!

Cosa hai fatto il giorno seguente la tua vittoria?

Non vedevo l’ora di tornare allo studio per incontrare il mio team. L’Oscar l’ho ricevuto io, ma è un premio che appartiene a tutti quelli che hanno lavorato a Paperman. Sono corso là al mattino seguente per incontrare tutti quanti, abbiamo festeggiato, ed è stata una splendida giornata.

L’ispirazione si dice ti sia venuta a New York più di vent’anni fa, quando vivevi in quella città e avevi iniziato a lavorare come animatore. Ce ne vuoi parlare?

Sì, è connessa all’esperienza di quando vivevo a New York ed ero più giovane, e passavo sempre per la Grand Central Station. Mi ha sempre colpito l’idea delle connessioni con altre persone che sono dei perfetti sconosciuti, individui che non hanno mai visto prima. Sei da solo, ti sento solo perché New York è così grande, ma allo stesso tempo non lo sei mai davvero. È questo il cuore della storia.

La storia è ambientata negli anni ’50, ma è allo stesso tempo anacronistica. 

È vero, in effetti non ho scelto precisamente un anno. Ho pensato che gli anni ’50 sono un’epoca classica per la città di New York. Non volevo che il corto fosse ambientato nel presente, ma in un’altra epoca, anche per aggiungere un pizzico di fantasia e questa è stata la mia idea che poi ho coltivato.

Insieme al tuo team hai sviluppato un particolare software per l’animazione chiamato Meander. Coniuga CG e disegno tradizionale in un modo completamente inedito. Com’è nata questa idea?

Abbiamo trovato il modo di combinare perfettamente animazione 2D e 3D, e io sinceramente non avevo mai visto niente di simile prima. Questo anche perché quando sono arrivato alla Disney ero così ispirato dalla lunga storia dello studio nel campo dell’animazione, fondata per molto tempo sul disegno classico. Questo è il modo che abbiamo trovato anche per rispettare tale tradizione, per rimanervi collegati. È incredibile, ma il risultato finale di Paperman è corrisponde esattamente a ciò che avevo nella mia testa.

Sei dispiaciuto per la mancata vittoria di Ralph Spaccatutto? Cosa ne pensi invece del vincitore, il film Pixar Ribelle – The Brave?

Non ho veri sentimenti a riguardo, perché è vero, Paperman ha avuto l’onore di essere proiettato prima di Ralph Spaccatutto, che è un film magnifico e conosco tutti quelli che vi hanno lavorato. Allo stesso tempo ho lavorato 10 anni in Pixar, e anche lì conosco tutti quelli che hanno lavorato a Ribelle – The Brave e sono felice per loro. Penso semplicemente che siano entrambi dei bellissimi film d’animazione

Hai lavorato per tre studios: Blue Sky, Pixar e ora Walt Disney Animation. Quali sono le differenze tra i tre studios nel modo di progettare, sviluppare e lavorare ad un progetto animato?

Quando lavoravo alla Blue Sky molti anni fa, mi occupavo principalmente di spot pubblicitari. Erano e sono uno studio eccezionale, che lavorava con tecnologie molto all’avanguardia già in quegli anni. La principale differenza tra Pixar e Disney è che alla Pixar prima di realizzare un film si chiedono “Non sarebbe cool se…”e poi continuano a lavorarci, mentre alla Disney la base partenza è invece “C’era una volta…”. È forse questa la particolarità che li distingue di più, e non quanto il modo di lavorare. In ogni caso collaborare con questi tre studios è una magnifica esperienza, e in ognuno sono rimasto per diversi anni: un modo perfetto per crescere come artista e animatore.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Non ho un progetto ben preciso in atto, ma sto cercando di continuare a studiare ed utilizzare questa nuova tecnica d’animazione per portarla ad un livello ancora superiore. Questa volta non più in bianco e nero, ma con l’intera gamma di colori.

Ralph Spaccatutto sarà disponibile in Dvd e Blu-Ray (anche 3D) a partire dal 9 aprile, e Paperman sarà uno dei contenuti extra della versione home video. Sul nostro database trovate alcuni making of di questo splendido corto animato.

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