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Jo, il commento alla serie con Jean Reno

Di emanuele.r

Se è vero che da qualche anno l’Europa intera prova ad adattarsi, più o meno felicemente, ai modelli seriali americani e inglesi, la dimostrazione è Jo, serie trasmessa da FoxCrime che prende Jean Reno e lo trasporta in un esperimento di serie d’oltralpe, tutta girata a Parigi, ma recitata in inglese e pensata per un pubblico internazionale.

Protagonista è Jo St-Clair, poliziotto drogato, alcoolizzato e dal passato che cerca di recuperare, che lavora nella sezione criminale di Parigi, occupandosi di omicidi efferati, ma anche di ritrovare il contatto con la figlia.

Creato da René Balcer, canadese già al timone di Law & Order (soprattutto Criminal Intent) che ha scritto il pilot assieme a Malina Detcheva e Franck Olivier per la regia di Charlotte Seiling, Jo è un poliziesco televisivo tipico e molto classico, che cerca di accoppiare la tradizione francese del polar col procedurale a stelle e strisce.

Al centro di tutto, come prevedibile fin dal titolo, è la figura del poliziotto protagonista, un personaggio davvero visto decine di volte: invecchiato e imbolsito, spesso un po’ stonato dai super-alcoolici e dalle pasticche (che fino a qualche tempo prima erano droghe) che però sa come usare il pugno di ferro, oltrepassare le regole per la giustizia, sciorinare fiuto da grande detective. Insomma niente che faccia venire voglia allo spettatore che vuole andare più in là della curiosità per l’attore o per la location di restare sintonizzato, nemmeno i drammi familiari d’ordinanza, la ricerca di una ragione per restare in vita chiamata Adèle, la figlia.

In più lasciano molto dubbi le varie fasi della realizzazione della serie, come la sceneggiatura (perché se a nessuno frega nulla del caso della settimana si scrive un procedurale?) o la regia che sfrutta male la bellezza di Parigi, dedicando ogni episodio a un luogo simbolo  – come Notre-Dame nel primo – senza renderlo davvero una “scena del crimine”. E gli attori purtroppo: passi che i ruoli secondari siano anonimi, ma che Jill Hennessy abbia una figurina da confessore e che Reno ciondoli svogliato no. Jo è quindi un”occasione sprecata, in primis, ma anche una serie che non sappiamo chi voglia davvero vedere con gioia: non gli americani e gli spettatori internazionali, che hanno serie simili a bizzeffe, tanto meno i francesi, che hanno prodotti migliori da apprezzare, come quelli realizzati da Olivier Marchal, Braquo su tutti.

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