Triste notizia per il cinema italiano: è morto Damiano Damiani. Il regista aveva 91 anni e, come diffuso dall‘Ansa, è deceduto nella sua abitazione a Roma per insufficienza respiratoria. Nonostante abbia militato (termine non scelto casualmente) nel cinema firmando le regie di grandi pellicole di denuncia civile di cui l’opera più nota è Il giorno della civetta (uno spaccato drammatico sulla connivenza tra politica, mafia, potere tratto dal romanzo di Sciascia e con protagonisti Franco Nero e Claudia Cardinale), Damiani deve il suo successo su scala mondiale al piccolo schermo. È infatti la serie televisiva de La Piovra a farlo conoscere in tutto mondo: siamo nel 1984 e le vicende dell’eroico commissario Corrado Cattani (interpretato da Michele Placido), che lotta contro un universo dove la malavita si è infiltrata in ogni pertugio del potere e della società, conquistano non solo gli spettatori italiani ma vengono esportate in 80 paesi stranieri. Damiani firmò solo la prima delle nove serie ma, costruendo un prodotto di qualità e spettacolare insieme, fu indubbiamente l’autore di quel prototipo di bella televisione di cui la Rai si vanta ancora oggi.
Damiano Damiani debuttò al cinema, dopo alcune esperienza come sceneggiatore, nel 1960 con Il rossetto: storia di amore e criminalità che vedeva nel cast Pietro Germi nei panni di un commissario. Tra i suoi film più noti, oltre al già citato Il giorno della civetta, ricordiamo La rimpatriata con Walter Chiari, lo spaghetti-western Quién sabe? con Klaus Kinski, il primo film di Ornella Muti La moglie più bella, le pellicola d’azione e denuncia degli anni ’70 Confessione di un commissario di polizia al Procuratore della Repubblica, L’istruttoria è chiusa: dimentichi, Perché si uccide un magistrato. E poi Io ho paura con Gian Maria Volonté, Pizza Connection in cui dirige ancora Placido dopo La piovra, L’inchiesta. La sua ultima fatica per il cinema è stata nel 2002: Assassini dei giorni di festa.
Lo volgiamo salutare con le parole commosse che Michele Placido, volto del Commissario Cattani in La Piovra, ha rilasciato all’Ansa: «lo dico con il cuore e con le lacrime agli occhi: io a Damiano Damiani gli devo tutto. Non sarei diventato quello che sono adesso, Damiano mi ha fatto conoscere non solo in Italia ma nel mondo perché La piovra l’hanno vista e amata ovunque. Ha reso il personaggio del commissario Cattani il simbolo universale della lotta alla mafia e ancora oggi vivo di quella gloria».