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Cartoomics 2013 festeggia i 50 anni di Iron Man: l’evento

Di Marlen Vazzoler

Quest’anno il Cartoomics, una delle più grandi fiere milanesi dedicate al fumetto, ha festeggiato i cinquantanni di Iron Man con una serie di eventi: l’Iron Man Day, la mostra Iron Man: 50 anni di armatura tra design e tecnologia, e un incontro tenutosi ieri durante il quale gli ospiti hanno parlato del personaggio Marvel e delle loro aspettative per Iron Man 3.
Definire Iron Man: 50 anni di armatura una mostra, sembra quasi esagerato, considerando il piccolo spazio espositivo messo a disposizione, un cerchio dal diametro di una decina di metri. Le pareti sono state tappezzate da alcuni cartelloni riassuntivi che prendono in esame ciascuna decade: lo WOW Spazio Fumetto-Museo del Fumetto di Milano si è occupato di ripercorrere i 50 anni della storia di Iron Man, mentre i professori Luca Fois e Andrea Bonarini del Politecnico di Milano hanno approfondito le evoluzioni tecnologiche delle armature e i loro vari design.

Su una parete sono state esposte una decina di tavole originali del fumetto di Iron Man: delle tavole originali disegnate da Gabriele Dell’Otto e da George Tusha e sei riproduzioni di alcune tavole tratte da The Invincible Iron Man, The Avengers, The Amazing Spider-Man e Tales of Suspense. Infine una parete è stata dedicata al merchandise, all’interno di due teche di vetro sono stati esposti diversi modellini della Hot Toys, qualcuno realizzato per Iron Man 3, messi a disposizione da Animetoys. Al centro dello spazio espositivo si trova une teca con le repliche dell’elmo della Mark I e quello della Mark VII, e una riproduzione di plastica di Iron Man. Non chiedevamo di vedere la riproduzione della Hall delle Mark di Tony Stark, presentata la scorsa estate al Comic-Con di San Diego, ma ci aspettavamo una mostra che fosse un po’ più all’altezza dei festeggiamenti dei cinquantanni dell’uomo di ferro.
Come dicevo, ieri pomeriggio si è tenuta una conferenza a cui hanno partecipato Marco Marcello Lupoi, direttore publishing Panini Comics, lo sceneggiatore Tito Faraci e il cantante Max Pezzali e Stefano Bethelen, responsabile della Theatrical Distribution della divisione italiana della Disney. Nel corso di questa chiacchierata su Iron Man, sono stati mostrati i due trailer italiani di Iron Man 3 e lo spot esteso italiano, creato per il SuperBowl.

Max Pezzali

Iron Man è la scorrettezza politica, è ricco, bello, famoso, uno scapolo d’oro, ha il garage più fornito, con delle cose che tutti sognano, un grattacielo nel centro di Manhattan, questa villa meravigliosa. In più è estremamente simpatico, è pronto alla battuta, sarcastico, ironico, un personaggio per certi versi più moderno, l’amico che vorresti avere. Tutti noi siamo un po’ tutti invidiosi, e diciamo dentro di noi ‘Sei figo, molto bello, sei simpatico, intelligente, etc., ma senza armatura, chi sei?’. È credo che sia poi quello il tentativo di evoluzione, di sviluppo del personaggio, nella saga.
Dopo [The Avengers] come facciamo ad evolvere il personaggio di Iron Man? Bé proviamo a togliergli delle cose, invece che dargliele, vediamo com’è una volta tolta la sua coperta di Linus. Se gli togli quest’armatura straordinaria, [Toni] chi è? Hai la dignità morale di poterti chiamare eroe, o sei solo un ricco annoiato, un uomo con un costume straordinario?

MML: Ma il gioco è sempre stato: più tu sei fortunato, ricco, più devi avere delle sfighe. Hai il [problema al] cuore, ti sparano, perdi l’uso delle gambe, ti tolgono la tua azienda, diventi un alcolizzato. Gliene sono capitate di tutti i colori.

MP:Quindi lui si trova come se dovesse costantemente pagare per questa immensa fortuna.

MML: Se ‘da grandi poteri derivano grandi responsabilità’, qui invece ‘da grandi ricchezze derivano grandi sventure’. Questo potrebbe essere il gioco.

Qual’è il tuo film Marvel preferito?

Mi è piaciuto molto il sapore di Thor. L’aspetto fantasy di Asgard, e poi quello realistica. L’aspetto shakespeariano, le interpretazioni, come è stato ricreato il mondo di Asgard, questo ruolo del padre Odino, il rapporto conflittuale con Loki. Ben scritto, ben fatto e diciamo para-supereroistico, una cosa che puoi far vedere anche a chi non ha alcun tipo di inerenza. Thor mi è piaciuto molto perché è universale, lo puoi far vedere anche a chi non è molto avvezzo al mondo dei supereroi e dei fumetti in generale.

Se dovessi scrivere una canzone su Iron Man, che titolo sceglieresti?

Sicuramente farei un titolo con ‘batticuore’, farei sicuramente un riferimento a questo suo cuore bionico.

Marco Marcello Lupoi

C’è un titolo bellissimo di una storia di Iron Man [che potrebbe essere usato per una canzone], credo che le storie di Iron Man classiche abbiano dei titoli meravigliosi: ‘Sotto l’armatura batte un cuore’, che è proprio l’idea di base [del fumetto]. Se noi guardiamo i titoli delle storie di Stan Lee degli anni sessanta, almeno cento titoli per delle canzoni li tiriamo fuori: ‘La tragedia e il trionfo’, ‘Dieci anelli ha il Mandarino’, e potremmo andare avanti per delle ore.

Sicuramente Iron Man è un personaggio dei fumetti Marvel classico, perché è uno dei primi creato da Stan Lee e da Don Heck nella guerra del fiore, poi portato avanti da Kirby, Colan e da molti altri autori. Ma è sempre stato un personaggio un po’ particolare, credo che sia uno di quei casi in cui la popolarità del personaggio di Iron Man, è più forte di questo secolo che di quello precedente. Il personaggio di Iron Man che nasce nell’epoca della guerra del Vietnam, è questo industriale neanche giovanissimo che, indossa questa armatura che si costruisce da solo, in una grotta nell’estremo oriente, spesso e volentieri all’inizio combatte contro dei cattivi che provengono dal mondo comunista. Nella serie a fumetti Marvel dei primissimi anni erano infusa questa idea della guerra fredda che poi è stata abbandonata, spesso e volentieri anche con un approccio più soft.
La storia editoriale di Iron Man, pre-film, è stata abbastanza lineare.
Con Robert Downey jr., c’è stata una trasfusione di energia da Hollywood nel fumetto. Di solito accade il contrario. Per Iron Man hanno scelto l’attore perfetto per interpretarlo, perché Tony Stark è un personaggio difficile in cui immedesimarsi, perché come fai a immedesimarti in un industriale miliardario, pieno di belle donne, con tutto quello che si può avere per essere felici nella vita. È più facile secondo me, immedesimarsi in Spider-Man, nell’Uomo-Ragno, che è un ragazzino che va al liceo, che ha dei problemi in famiglia. Ogni volta che un personaggio Marvel ha un identità aulica, è difficile immedesimarsi dal basso. Però il tema che ‘la mia dannazione è anche il mio potere’, c’è anche in Iron Man.

Ma cos’è successo poi con l’arrivo di Robert Downey Jr.? A parte il fatto che lo stesso personaggio dei fumetti assomiglia moltissimo a lui, come questo pizzetto anziché il baffo. Il baffo tradizionale è stato abbandonato, anche se forse oggi è considerato meno popolare. E poi ci sono delle avventure in cui, in qualche modo, il pensiero visionario e oserei dire controcorrente di Robert Downey Jr. è entrato nel fumetto, da Extremis in poi, che è questa miniserie uscita sette/otto anni fa, all’epoca di Iron Man, disegnata da Adi Granov, che è anche il visualizzatore dei film di Iron Man.
Il personaggio è cambiato fortemente.
Ricordiamoci che Tony Stark non solo aveva questo problema col cuore, ma è stato anche il primo supereroe alcolista della storia del fumetto. Nella mitica storia di Iron Man e il demone della bottiglia, in questa prima storia diventa un alcolizzato e ne esce in diciassette pagine. Poi ci fu un seconda saga, in cui [Tony] perse le Stark Industries, e le dovette riconquistare. Questa è una saga misteriosamente inedita in Italia, Iron Monger che faremo uscire nei prossimi mesi, in cui compare il personaggio di Obadiah Stane, il cattivo di Iron Man 1, sconosciuto in Italia perché protagonista di pochissime storie ancora inedite in Italia.
La storia di Iron Man si divide in due fasi, all’inizio faceva finta di essere la guardia del corpo di Tony Stark, e questa era un’idea kitsch e geniale. Iron Man era ufficialmente la guardia del corpo di se stesso, po il fatto che non fosse mai assieme a se stesso, è un’altra questione. Poi, come succede spesso nell’Universo Marvel, questa cosa è stata lasciata cadere, per il bisogno di introdurre un nuovo concetto.

Tito Faraci
Quale fra tutti i personaggi che hai scritto, è quello che assomiglia di più a Iron Man?

Iron Man è un personaggio in realtà molto diverso, molto particolare all’interno del panorama supereroistico. L’unica trasformazione che ha nel corpo è una trasformazione negativa che potrebbe avere qualsiasi uomo, ovvero una grave malattia cardiaca, e questa cosa lo rende unico. Posso dirvi che l’unico personaggio che ho mai sceneggiato, in cui ogni tanto dicevo ‘Ecco, questa cosa è un po’ da Iron Man’, era ai tempi in cui facevo PK, quella versione di Paperinik. [PK] era un personaggio con una debolezza fisica che, grazie ad una tecnologia molto avanzata, doveva riuscire a salvare il mondo. Aveva un rapporto con questa intelligenza artificiale, non molto intimo, questa cosa naturalmente me la giocavo, ricordandomi chiaramente le storie di Iron Man. Anche lui aveva una vita sociale complicata, anche se Paperino poverino ne aveva una a livello bassissimo.
Ecco, l’unico personaggio che abbia mai sceneggiato che avesse degli elementi che mi ricordavano Iron Man è stato Paperinik. Ma ripeto questa domanda ha una risposta nella difficoltà di fare un paragone. Ritengo che sia difficile trovare in tutto l’universo supereroistico qualcuno come Iron Man. Tutti noi, Marco non ve lo dirà ma lo fa anche lui, giochiamo da quando eravamo ragazzini, a cercare l’equivale dei personaggi Marvel in quelli DC, ma ogni tanto questo meccanismo s’inceppa, s’inceppava sempre quando arrivavo a Iron Man: ‘Iron Man nell’universo DC…’, e rimanevo lì. Ecco Iron Man è un personaggio di grande originalità, e questo secondo me è una cosa che lo rende un personaggio molto difficile da scrivere e francamente accetterei questa sfida [di scrivere Iron Man] con moltissima paura, però lo farei.

Iron Man 3 uscirà in America il 3 maggio del 2013, mentre in Italia arriverà il 24 aprile 2013. Nel cast troviamo anche Guy Pearce, Don Cheadle, Ben Kingsley, Rebecca Hall, Jon Favreau, Ashley Hamilton, James Badge Dale e William Sadler. Per un recap di tutte le news del blog, cliccate qui. A questo link trovate invece la pagina Facebook ufficiale italiana del film.

Da No Time to Die a Ghostbusters, ecco le nuove date dei film 2021 (in costante aggiornamento)

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