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La crisi del settore degli effetti speciali in America e la bancarotta della compagnia Rhythm & Hues

Di Marlen Vazzoler

Sul tappeto rosso steso al di fuori del Dolby Theathre di Los Angeles, mentre le star hollywoodiane stavano sfoggiando i loro abiti e i loro gioielli sotto i flash della stampa di mezzo mondo, circa quattrocento tecnici che lavorano nell’ambito degli effetti speciali si sono riuniti per richiedere un miglior trattamento per gli artisti che rendono possibile la realizzazione degli effetti speciali che popolano la maggior parte dei film, prodotti oggigiorno. Durante la manifestazione sono sfilati cartelli in cui si leggeva: ‘Boxoffice + Bankrupt = Visual Effects vfxunion.com’ o ‘Voglio anch’io un pezzo di Pi’.

La protesta è nata come reazione all’istanza numero 11 di bancarotta, compilata due settimane fa, dalla compagnia di effetti speciali Rhythm & Hues, nelle ventiquattro ore successive alla vittoria dell’azienda del premio Bafta per i migliori effetti speciali realizzati per il film Vita di Pi. La compagnia, vincitrice di tre Oscar per Babe, La bussola d’oro e Vita di Pi, di due Bafta e di 4 Scientific and Technical Academy Awards, solo quest’anno ha portato a casa quattro premi ai Ves Awards e un Annie Awards per la realizzazione del miglior personaggio animato in una produzione live action.

Il lavoro della Rhythm & Hues per il film Seventh Son della Warner Bros, per Percy Jackson 2 della 20th Century Fox e per R.I.P.D. della Universal era stato bloccato, e anche la lavorazione di 300: Rise of an Empire sempre della Warner ne aveva risentito, per questo motivo la Universal e la Fox, per mantenere in vita la compagnia, avevano richiesto l’approvazione di un urgente prestito di 17 milioni di dollari alla corte federale per la bancarotta. Fortunatamente il giudice ha accettato l’istanza, altrimenti la compagnia sarebbe stata costretta a liquidare immediatamente le sue proprietà. La Warner ha invece ritirato i suoi progetti e il sostegno finanziario, mentre la Legendary Pictures ha ottenuto il permesso di pagare un assegno alla Rhythm & Hues di circa 4,9 milioni di dollari per completare il suo lavoro su The Seventh Son.

Il film della Legendary è un progetto speciale per la compagnia, visto che si tratta della terza pellicola in cui lavora anche come co-investitore e co-produttore. Solo 56 dei 247 shot che dovevano essere consegnati entro il 7 dicembre sono stati completati, ma la R&H è convinta di riuscire a completare in tempo il suo lavoro entro il 12 aprile.

Ma qual’è la situazione del settore? PixelMagic su Reddit ha fornito un ottimo resoconto sui problemi che gli studio di VFX stanno affrontando, lavorano con pochissimi margini di profitto su film che incassano centinaia di milioni di dollari e in alcuni casi superano anche il miliardo al botteghino mondiale. Molto spesso in un anno gli studio che lavorano agli effetti speciali raggiungono a fine anno un pareggio o finiscono in negativo, e nel caso in cui l’anno va particolarmente bene riescono a raggiungere un profitto del 5%.

Ecco le cause principali che hanno portato a questa situazione:

1. Il problema maggiore è presentato dai sussidi fiscali offerti dagli stati al di fuori dell’America che non permettono nemmeno la concorrenza. Uno studio canadese può offrire lo stesso prezzo di uno americano e nel contempo fornire uno sconto fiscale del 30/35% che andrà nelle tasche dello studio. Quindi lo studio ottiene il 30% della cifra che deve pagare ai VFX studio dalle tasche dei contribuenti, invece di usare i soldi dei produttori.
2. Lavori lunghi come il roto e le correzioni della pittura vengono esternalizzate in Cina e in India ad un costo molto più basso.
3. Gli studi cinematografici premono le case degli effetti speciali ad abbassare i loro costi e allo stesso costo, a produrre più materiale. Inoltre spingono le compagnie a aprire degli uffici in luoghi convenzionati, per usufruire degli incentivi fiscali. Chi rifiuta perde il lavoro, inoltre i costi per coprire i nuovi uffici nel nuovo paese sono tutti a carico delle compagnie. I committenti hanno anche il coraggio di richiedere la manodopera a basso costo.
4. Il lavoro non solo deve costare di meno, ma deve essere realizzato in tempi più brevi. Effetti che necessitavano un lavoro di un anno, per gli studio devono essere realizzati in sei mesi o anche meno.
5. I dipendenti degli VFX Sudios fanno molti straordinari. Lavorare 10-12 ore al giorno è la norma, e durante i periodi di crisi arrivano a lavorarne 16 e a dormire nello studio. E questa situazione va avanti anche per 3-6 mesi, 7 giorni su 7. Inoltre molte compagnie non pagano gli straordinari, perché gli studi cinematografici rifiutano di pagare le ore extra.
6. Tutte le figure che lavorano nell’industria cinematografica, hanno un sindacato, tranne gli artisti degli VFX.
7. Gli artisti non parlano perché sanno che se fanno troppi problemi, verranno mandati a casa e sostituiti con dei ragazzini che sono disposti a lavorare per un film Hollywoodiano per delle noccioline. Chi si lamenta non verrà assunto nei progetti successivi.
8. Gli VFX Studios non hanno il coraggio di alzare la propria voce contro le società cinematografiche, Paramount, Universal, 20th Century Fox, Sony…, perché verrebbero messe nella lista nera e si ritroverebbero velocemente sbattute fuori dal mercato.

Parte di questi problemi sono stati riconosciuti dal direttore esecutivo della Rhythm & Hues, Eric Roth, che ha dichiarato a The Wrap:

“Se viene spostata la data di inizio o non passa un incentivo fiscale, queste situazioni possono mettere in grave pericolo una società. Se guardiamo quello che è successo nel corso degli ultimi anni – la globalizzazione del settore, la globalizzazione dell’economia mondiale e la recessione in tutto il mondo – non è una storia nuova, ma purtroppo è [una storia] terribilmente reale”.

Oscars 2013 Academy Awards 2013 Life Of Pi Wins Best Visual Effects from Andreas Jablonka on Vimeo.

La situazione della H&R è stata in parte segnalata durante la cerimonia degli Oscar, quando il supervisore degli effetti speciali di Vita di Pi, dopo aver ringraziato Ang Lee per la vittoria dell’Oscar per i migliori effetti speciali, ha cominciato a parlare della crisi dell’industria.

“Purtroppo, la Rhythm & Hues soffre al momento di gravi difficoltà finanziarie”,

è riuscito a dire l’artista prima di essere interrotto dalla musica dello Squalo.

Nella stanza dei vincitori Bill Westenhofer ha continuato:

“Quello che stavo cercando di dire lassù è che è ironico che gli effetti visivi stanno dominando il box office, [ma sono anche] in difficoltà… siamo artisti, e se non risolvono il modello di business, potremmo perdere qualcosa”.

Anche Ang Leeha parlato del problema finanziario che ha colpito i colleghi della H&R.

“È una brutta notizia che gli effetti visivi sono troppo costosi e sono a conoscenza della [situazione della] Rhythm & Hues. […] Per loro è molto difficile fare soldi. La ricerca e lo sviluppo sono così costosi, sono un grande peso per ogni casa[…]. Spero in qualche modo in due cose: che diventi un business più facile, più economico, in cui più persone possono metterci le mani. In secondo luogo vorrei vederlo usato più come una forma artistica invece che come dei semplici effetti per i film d’azione”.

La situazione è veramente difficile, la VFX ha aperto una pagina Facebook, e un account su Twitter, in cui viene cercato di riconoscere l’importanza del lavoro di questi artisti. Mentre su Tumblr potete seguire il tag rhythm-&-hues.

Fonti Deadline, The Wrap, Deadline, THR, Reddit, Deadline, THR

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