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Con Pacific Rim Guillermo Del Toro ha voluto creare un film gotico fantascientifico

Di Marlen Vazzoler

Con il casting di Pacific Rim, Guillermo Del Toro ha voluto assumere gli attori giusti per i personaggi che aveva ideato, senza servirsi dei soliti venti nomi che popolano la maggior parte dei film Hollywoodiani. La Legendary Pictures, nelle vesti del CEO Thomas Tull gli ha dato questa libertà e la possibilità di portare sul grande schermo la sua visione senza alcuna interferenza, ad una sola condizione: non superare il budget di 20mila dollari stanziato dallo studio.

“Facciamo il cast come vuoi. L’idea del film, il concetto e la creazione del mondo, sono l’attrazione principale. Non ho bisogno il nome di una star. Chi vuoi?”

Sono stati così scelti Charlie Hunnam (Sons of Anarchy) nei panni di un pilota fallito, Idris Elba (The Wire) in quelli di un ufficiale comandante, Charlie Day (It’s Always Sunny in Philadelphia) in quelli di un timido biologo e Rinko Kikuchi (Babel) in quelli di un pilota sotto addestramento. Un volto famigliare nella filmografia di Del Toro, Ron Perlman interpreta invece Hannibal Chau, il capo del mercato nero che vende illegalmente gli organi dei Kaiju, raccogliendo parti dei loro corpi per creare prodotti ad uso medicinale o ricreativo.

“Le loro storie sono molto oneste, umanamente molto piccole. Amo ogni personaggio. Mi identifico con ogni singolo personaggio del film. C’è un po’ di me in ognuno di loro, anche nel protagonista, Raleigh (Hunnam). Sono passati cinque anni da quando ho fatto un film, e nel film sono passati cinque anni da quando [lui] è salito sopra un Jaeger. Le storie tra i personaggi sono un bellissimo contrasto contro le enormi probabilità a loro sfavore”.

I Jaeger sono dei mecha di 250 piedi controllati da due piloti umani avvolte da un armatura di circuiti. Le loro menti sono blindate in un ‘ponte neurale’ collegato tramite una morsa spinale. Ogni pilota controlla un emisfero del robot, il destro o il sinistro, incanalando l’ondata neurale della macchina attraverso le exosuit.
Del Toro ha già realizzato il suo director’s cut e l’ha mostrato allo studio, ottenendo una grande reazione, ma il film è ancora nel pieno della post-produzione, è stato completato solamente il 30/40% della conversione 3D.

“Abbiamo realizzato il 99% dell’animazione dell’Industrial Light & Magic e abbiamo fatto il rendering e finito circa il 33% delle scene. Quindi questa gigantesca massa d’animazione è praticamente finita. Abbiamo ancora una dozzina di scene rimaste da animare”.

La post-produzione è iniziata lo scorso agosto e richiederà il triplo del tempo normalmente richiesto per realizzare una conversione di un film in 3D, questo perché il regista ha richiesto che il 90% circa delle scene realizzate dalla ILM venissero realizzate nude, senza conversione, ovvero native 3D.
Un altro elemento molto importante è stato il poter dare un senso di realtà al film, per questo motivo hanno realizzato una bibbia degli elementi in cui veniva spiegato cosa accade alle carcasse dei mostri, gli escrementi… Inoltre Del Toro ha voluto che le cineprese reagissero all’atmosfera.

“Abbiamo dei combattimenti sotto la pioggia, nell’acqua, sott’acqua, e quando la cinepresa si trova molto vicina ai Kaiju, viene influenzata dall’acqua o dal sfasamento dell’aria. Abbiamo delle lenti graffiate. Abbiamo messo del ghiaccio sopra le lenti, abbiamo dell’acqua che schizza le lenti. Non ci sono le fantastiche riprese dei videogiochi. Ogni volta che ci trovavamo all’angolo, parlavo con la ILM su dove ci trovavamo. Siamo in una barca? Siamo su un elicottero? Dobbiamo provare a girarlo da un punto di vista reale”.

Fin dall’inizio il regista ha cercato di distanziarsi dalle usuali estetiche molto forti usate da registi come Tony Scott, Ridley Scott e Michael Bay, simili a quelle usate dai video di reclutamento dell’esercito, altamente raffinate, acciaio freddo, con delle lenti molto lunghe, e dei tramonti schiacciati.

“Ho voluto che Pacific Rim trovasse il suo linguaggio. Ho cercato di portare un senso di corrosione, di qualcosa che fosse realmente eroso, metalli ossidati, muri di cemento con infiltrazioni. I Jaeger sono tutti segnati dalle battaglie. I Kaiju hanno molto ruvidi. Non ho voluto fare un film blue, de-saturato e freddo ma un incredibile film gotico fantascientifico”.

La palette dei colori usata per la realizzazione del film, proviene dal quadro di Francisco Goya, Il colosso. Per quanto riguarda i Kaiju, il regista è riuscito a includere in Pacific Rim le varianti principali dei mostri che compaiono nella maggior parte dei film di Godzilla della Toho, quindi avremo le versioni simili a dei rettili, quelli che volano, quelli marini e anche uno crostaceo.

“Abbiamo abbastanza Kaiju da soddisfare qualsiasi appetito per i Kaiju. E lo stesso può essere detto per i robot. Abbiamo abbastanza design con sufficienti armi. Abbiamo armi bianche, armi pneumatiche ad aria ionizzata, ne abbiamo di tutti i tipi. Per non so quale ragione, nei live action, le battaglie tra Kaiju e i robot giganti non sono mai state veramente affrontate. Per la prima volta un live action le affronterà”.

Pacific Rim farà il suo ingresso nelle sale italiane l’11 luglio 2013. er maggiori informazioni potete consultare le nostre News dal Blog. Vi ricordiamo inoltre che qui trovate la pagina facebook italiana del film.

Fonte Total Film

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