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Torino 2012 – Wrong, la recensione

Di Filippo Magnifico

Wrong Jack Plotnick Foto Dal Film 01

Wrong, presentato nella sezione rapporto confidenziale dell’edizione 2012 del Torino Film Festival, è il quarto film diretto da Quentin Dupieux, meglio conosciuto come Mr. Oizo e autore di una famosa canzone, Flat Beat, che verso la fine degli anni ’90 è diventata un vero e proprio tormentone, grazie anche alla campagna pubblicitaria di un noto marchio di jeans.

Chi ha visto Rubber, il suo precedente lungometraggio, sa bene quanto il mondo del nonsense sia particolarmente caro a questo regista, una cosa messa in evidenza anche in questo caso, ma con risultati decisamente migliori.

All’interno di Wrong, come sottolinea il titolo stesso, gran parte delle dinamiche sono sbagliate. Il protagonista, interpretato da Jack Plotnick, si sveglia ogni giorno alle 7:60, lavora (nonostante sia stato licenziato da tre mesi) in un ufficio dove piove in continuazione, scopre che la palma del suo giardino si è magicamente trasformata in un pino e via dicendo. Una serie di situazioni assurde che si rincorrono numerose e che sembrano provenire direttamente dalla tanto cara commedia demenziale americana, che ha avuto il suo periodo migliore tra gli anni ’80 e ’90.

Le risate sono molte, anche se il film non ha un’identità ben chiara e in certi momenti sembra puntare ad una profondità che, francamente, non gli si addice. Ma l’essere profondo nei momenti meno opportuni è pur sempre una caratteristica di Quentin Dupieux. Il suo egocentrismo, misto a quella che si potrebbe benissimo definire presunzione, si nota però decisamente di meno in questo caso.

Se in Rubber, infatti, una riflessione semiologica (all’acqua di rose) sull’essenza del cinema nella sua totalità finiva per divorarsi l’intero film, qui sono i dettagli a dominare all’interno una storia che, fondamentalmente, non vuole dire niente. Anche Wrong è pieno zeppo di quella componente di “no reason” su cui rifletteva il precedente lungometraggio, ma è così tanta che il tempo per le divagazioni pseudo filosofiche è veramente poco.

Una cosa utile sia al pubblico che allo stesso Mr. Oizo, che si è divertito moltissimo – e si vede – nel creare una fusione tra il cinema di David Lynch e quello di David Zucker, con risultati eccellenti.

NOTA: La proiezione del film è stata preceduta dal cortometraggio stop-motion Bobby Yeah, diretto da Robert Morgan. Un folle viaggio all’interno di quelle ossessioni tipiche del cinema di David Lynch e David Cronenberg, con una spruzzata del primo Tim Burton. Un’esperienza visiva irriverente e in grado di suscitare molta simpatia.


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