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San Marino Anime Festival – Al roundtable Yoshiyuki Tomino parla delle figure femminili, dell’attualità e del suo futuro

Di Marlen Vazzoler

Il regista Yoshiyuki Tomino ha incontrato la stampa in occasione della presentazione al San Marino Anime Festival della trilogia cinematografica di Mobile Suit Gundam, realizzata agli inizi degli anni ottanta. Durante il roundtable Tomino ha parlato della figura delle donna all’interno del mondo di Gundam, di quello che ha definito il sense of wonder, ovvero la capacità di guardare qualcosa con gli occhi di un bambino, ovvero in grado di meravigliarsi, sorprendersi al cospetto di qualcosa. Secondo Tomino questo senso della meraviglia potrebbe essere provocato dall’inserimento di qualcosa di irreale e da elementi che ha definito kawai (carini, ndr.).

Visto cosa è diventato oggi l’universo di Gundam, e come si è evoluto dal First Gundam (nella storia dell’Universal Century) fino all’Unicorn, se potesse tornare indietro nel tempo, c’è qualcosa che cambierebbe nel suo lavoro di allora?

“Dunque per quello che riguarda soprattutto il First Gundam, oggi ho anche avuto modo di rivedere alcune immagini, devo dire che non ci sono delle cose in particolare che terrei a cambiare, poi ci potrebbero essere magari alcuni punti specifici che…
Diciamo che si tratta di qualcosa che ha a che vedere un attimo con il formato. Potremmo dire che mi riferisco soprattutto al fatto che ci sono delle parti in cui, forse sarebbe stato il caso di ripensare allo sfondo, [influenzate] dal fatto che al giorno d’oggi esistono i cellulari. E questi cellulari ovviamente utilizzano, comprimo tutto quanto. In questo modo vedere determinate immagini, vedere determinate cose, ci vengono poi riproposte in termini diversi da quelli che erano stati pensati inizialmente, per la visione della stessa immagine.
Diciamo che, l’altra cosa sulla quale mi ero un attimo soffermato, era l’elemento della moda. Diciamo che inizialmente mi ero detto che forse ecco, la moda era qualcosa che andava ripensata. Però poi se ci ripensiamo bene, non è molto facile riuscire a definire quella che potrebbe essere la moda fra cinquant’anni, fra cent’anni. Quindi alla fine diciamo che la risposta che mi sono dato da solo è che forse anche questo non era davvero una necessità, non c’era la necessità di fare alcun cambiamento di sorta”.

Spesso nella serie di Gundam, si vedono donne che con la loro vita e la loro morte, sono state fonti di ispirazione, hanno segnato dei personaggi. Come mai questa figura di donna è presente nelle sue opere e qual’è il messaggio che ha voluto trasmettere?

“Guardi, la risposta che le posso dare è questa che, indicativamente secondo me, l’approccio che hanno i mangaka nei confronti delle figure femminili, sono a volte degli approcci estremi. Potremmo dire che hanno anche una loro parzialità. Però all’interno di tutto ciò, per come la vedo io, no, diciamo che poi alla fine è vero che le donne possono avere un ruolo importante, ma nelle serie, sono altrettanto importanti anche gli uomini.
Siamo sinceri anche nella vita vera, le donne ci girano e ci voltano come vogliono, quindi non è poi forse normale riproporlo anche all’interno di un manga e di un’animazione? Tutto qui”.

Se Gundam non fosse mai stato realizzato e oggi si ritrovasse a proporre una serie come Mobile Suit Gundam, molto incentrata sull’aspetto narrativo, pensa che riuscirebbe a convincere la Sunrise a metterla in produzione? Oppure dovrebbe apportare delle modifiche per fare in modo che abbia più appeal sul pubblico di oggi?

“Io purtroppo a questa domanda non posso risponderle, perché sono dell’idea che un creatore possa alla fine dare vita ad una creazione, tramite un singolo processo produttivo e una singola metodologia produttiva, che ha a che vedere con l’ora, l’attualità. Quindi ci sono determinate cose che possono essere fatte proprio perché adesso viviamo i nostri giorni. Quindi diciamo che, più che pensare al fatto che cambierei o questo o quello, io posso dire che nella realtà, quando ho fatto il primo Gundam, così come quando ho fatto Gundam Z e Gundam ZZ, ogni volta, io cambiavo tutto ciò che era necessario. Diciamo che c’erano questi cambiamenti che venivano apportati perché si trattava di un determinato momento. Quindi chissà anche adesso, forse quello che cercherei di fare, sarebbe di utilizzare quelle che sono le potenzialità invisibili, riscontrandole, riportandole, a quello che viviamo”.

Una cosa che mi ha veramente sorpreso e meravigliato, e favorevolmente colpito, è stato il sense of wonder. Noi abbiamo amato il sense of wonder di tutta la sua produzione, ma per capire meglio la filosofia del maestro, ci potrebbe fare un piccolo esempio di quello che è per lui, nelle sue opere, il sense of wonder?

“Devo dire che purtroppo secondo me, questo sense of wonder che è quello che si cerca di inserire appunto all’interno di una determinata opera, per dargli questo senso del meraviglioso, probabilmente non è presente, diciamo tale e quale, all’interno delle mie opere. E questa è secondo me la ragione per cui Gundam non è arrivato comunque, ai livelli di hit che altre opere sono riuscite a ottenere”.

Questa cosa del sense of wonder, penso abbia affascinato molti. Probabilmente uno ci nasce, o non ce l’ha. C’è un modo per chi non ce l’ha o per chi lo perde diventando adulto, di mantenerlo attivo, di rinforzarlo?

“Come dire, non ho abbastanza senso per poter rispondere ad una domanda così difficile. Però prima del discorso del sense of wonder, vi avevo fatto il discorso inerente alla realtà e all’irrealtà di determinate situazioni. E secondo me, se si riuscisse a riversare all’interno di una storia, una soluzione irrealistica, irreale, allora forse questo potrebbe portarci al sense of wonder del ventunesimo secolo. Ad esempio anche le scelte, le decisioni che vengono fatte al giorno d’oggi dai politici, secondo i loro canoni di realtà e realismo, se si riuscisse ad avere una visione più oggettiva di tutte quelle che sono le loro attività lobbistiche, e di come queste sono poi estremamente sbagliate, crudeli, ecco se si riuscisse a dipingere tutto questo, giustamente, capendo qual’è la differenza tra la loro realtà e quella che invece è l’irrealtà, l’irrealismo che noi dovremmo cercare, ecco quello forse sarebbe un buon sense of wonder.
E poi un altro esempio pratico. Prima mi è stato chiesto della figura femminile, se noi ad esempio cercassimo una storia in cui cerchiamo di capire se le femmine sono davvero Venere (la divinità greca, ndr.) o non sono Venere, questo potrebbe essere un altro sense of wonder, un altro senso si meraviglia.
Nel momento in cui ho fatto questo discorso, mi sono ricordato che nella mitologia greca non è che tutte le donne fossero come Venere, c’erano anche quelle che si trasformavano in demoni, quelle che si trasformavano in serpenti… Però anche essere carpito da delle donne di questo tipo, potrebbe essere un tipo di elemento onirico, di sogno che sarebbe bello riproporre come sense of wonder.
Proseguendo questo discorso, quello che voglio dire, è che mi rendo conto che più si va avanti nel futuro, sarà senza dubbio possibile riuscire a creare un nuovo sense of wonder, senso di meraviglia. E per questo motivo sarà anche necessario avere, sia dell’animazione che dei manga che con le loro immagini possano trasmettere una storia che avrà sempre più spessore, sempre più peso”.

Che idea si è fatto dei fan italiani di Gundam?

“Innanzitutto quello che penso nei confronti dei fan è un fortissimo senso di gratitudine e al contempo, io mi rendo conto che nei confronti di quei fan che adesso sono cresciuti, sono di una fascia di età più alta, il fatto di non essere poi riuscito a dare un messaggio di un altro tipo, è stata una mia mancanza di forza, una mancanza di potenza, nel riuscire a come dire, tenere un contatto, come in passato, ecco questo mi dispiace”.

Il signor Tomino, all’interno del suo discorso, ha detto come è importante l’elemento del grazioso, l’elemento del bello, che è poi quello che aiuta a costruire la storia. Adesso che il mondo è diventato un posto ancora più piccolo, dove è anche più facile comunicare, qual’è il tipo di storia, di nuova opera che il maestro Tomino sta pensando di fare?

“Non me la sento di dare una risposta, perché molto probabilmente non so se sarò messo nelle condizioni di creare nuovamente delle storie o meno. Questo perché, appunto, per riuscire a farle ci sono delle condizioni, e queste condizioni, che erano le stesse di cui ho parlato precedentemente, il fatto che bisogna prendere in considerazione la mentalità non solo di una singola persona, ma la mentalità di un gruppo di persone, e che anche questo gruppo di persone, abbia dentro di sé l’elemento di vedere il mondo come un bambino, ecco è necessario avere qualcuno adesso, al giorno d’oggi, che sia in grado di riuscire a spiegare e a portare avanti questo messaggio. Quindi sopratutto stando qui, in questi giorni, al di là di quello che è stato l’elemento di venire fisicamente qui [a San Marino], ho avuto modo di constatare la democraticità, la democrazia che c’è qui in questo paese. E l’ho proprio constatato di prima persona. Adesso che ritorno in Giappone, mi rendo conto come la democrazia che è stata proposta in Giappone, è solo una forma di americanizzazione, ed è proprio diventata una linea retta fra l’America e il Giappone, che ha fatto si che la posizione dello stesso Giappone, divenisse qualcosa di diverso da quella che dovrebbe essere. Questo viene appunto rispecchiato all’interno di quelle che sono le politiche che si vedono a Tokyo. (Tomino molto probabilmente fa riferimento alla proposta di legge dell’ex governatore di Tokyo, Shintaro Ishihara, che rivisita il decreto sui giovani, riguardante quelle che vengono definite pubblicazioni ‘dannose’ per i minori, ovvero manga e anime che sono ‘sessualmente stimolanti, favoriscono la crudeltà, e/o possono spingere al suicidio o a comportamenti criminali’. All’industria è stato richiesto di auto-regolamentare questo tipo di produzioni. Molti mangaka si sono opposti a questo disegno di legge ndr.)
L’animazione potrebbe essere invece utilizzata, in pratica, come modo per veicolare un messaggio nei confronti dei bambini. Quindi io probabilmente non sono più in grado di creare un’opera di questo genere, però sarebbe bello se una nuova generazione, facendo rivivere quello che è lo spirito della democrazia di San Marino, riuscisse a dare un significato più ampio a questo tipo di democrazia, a questo tipo di valori, che potessero poi essere riproposti all’interno di una storia”.

Tomino ha concluso l’incontro con i giornalisti dicendo:

“Grazie mille, ma ricordatevi, tutti gli esseri umani devono diventare Newtype (dei nuovi individui che hanno una maggiore sensibilità, ndr.)”.

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