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Per Philippa Boyens la versione de Lo Hobbit di Guillermo del Toro sarebbe stata fantastica!

Per Philippa Boyens la versione de Lo Hobbit di Guillermo del Toro sarebbe stata fantastica!

Di Marlen Vazzoler

A breve arriverà nei cinema italiani Lo Hobbit: Un viaggio inaspettato, il quarto film diretto da Peter Jackson ambientato nel mondo della Terra di Mezzo. Ma i primi tre film hanno rischiato non solo di non vedere la luce, ma anche di essere realizzati in versione ridotta, con John Madden alla regia e Hossein Amini alla sceneggiatura. Peter Jackson ha raccontato come è nata la trilogia che racconta le avventure di Frodo, che ha permesso la realizzazione di Lo Hobbit.

“Siamo andati da Harvey Weinstein dopo Creature del cielo“, ha spiegato Peter Jackson a The Playlist. “In realtà abbiamo proposto l’idea di fare prima Lo Hobbit. La mia idea originale [era] di fare Lo Hobbit, e se avesse avuto è successo, avremmo fatto Il Signore degli Anelli, con due film, girati uno dopo l’altro. Harvey se ne andò e controllò i diritti, perché non sapevamo a chi appartenevano i diritti in quella fase. Avevamo appena chiesto a Harvey di indagare per conto nostro e lui tornò e disse: Lo Hobbit era difficile, perché la MGM possiedeva una parte dei diritti, e la Saul Zaentz Company possiedeva una parte dei diritti, ma Il Signore degli Anelli era molto più facile perché era interamente posseduto dalla Saul Zaentz. La MGM non aveva niente a che fare con Il Signore degli Anelli. Era in affari con la Saul Zaentz in quel esatto momento – mentre stavano girando insieme Il paziente inglese. Quindi non avevamo idea che la Saul Zaentz aveva i diritti, perciò è stato un momento molto, molto fortunato in cui abbiamo fatto quella telefonata, alla persona giusta, al momento giusto. E Harvey era eccitato dall’idea, e ha finito per sostenere lo sviluppo di Il Signore degli Anelli per un paio di anni”.

Jackson ha aggiunto che la Westein fece saltare tutto quanto, quando propose di realizzare un unico film sul Signore degli Anelli.

“Dovete riassumerlo in un film”, aveva dichiarato il produttore.

Fran Walsh, spiega che questa decisione non era dipesa solamente da Harvey, visto che in quel periodo la Miramax apparteneva alla Walt Disney:

“Non era proprio colpa sua. La Disney aveva fatto i conti, e aveva detto che ‘I film fantasy non fanno soldi’”.

Jackson ha poi ripreso a raccontare:

“Poi Harvey ha detto a me e a Fran ‘Devi fare un film, o te lo porterò via, ho John Madden pronto a dirigere il film, e ho Hossein Amini che scriverà la sceneggiatura’. Aveva altre persone pronte per realizzare Il Signore degli Anelli, come un unico film, e quindi il nostro manager ha negoziato quattro settimane per fare dietrofront, dove ha detto a Harvey, ‘Devi dare a Peter e a Fran una possibilità. Ci hanno lavorato per troppo tempo. Devi dare loro la possibilità di realizzarlo da qualche altra parte con due film. Harvey ci ha dato quattro settimane per farlo, e poi se lo sarebbe ripreso e quella sarebbe stata la nostra fine.
In quelle quattro settimane, abbiamo contattato ogni studio di Hollywood. Eravamo in Nuova Zelanda. Abbiamo preparato una sorta di reel con tutti i test ed i disegni che avevamo fatto per mostrare alla gente un nastro in VHS di 20 minuti. Abbiamo contattato ogni studio a Hollywood a cui abbiamo detto: ‘Stiamo per salire su un aereo. Vorremmo mostrarvi il nostro nastro, e permettervi di leggere gli script per i nostri due film sul Signore degli Anelli, e ogni singolo studio ha rifiutato. Non ci hanno nemmeno incontrato. Non volevano nemmeno incontrarci. Dicevano solamente, ‘No, no, no’.
E le uniche due società rimaste erano la New Line e la Polygram. Ci siamo incontrati prima con la Polygram, e ci hanno detto: ‘Guardate, ci piacerebbe farlo, ma siamo in procinto di essere venduti… Non possiamo aderire a questo tipo di progetto nelle prossimi tre settimane’. Il tempo che ci era rimasto. E questo significava che eravamo rimasti solamente con una società, una sola possibilità, e si trattava della New Line.
Mi ricordo che abbiamo avuto un incontro con la New Line il giorno seguente, quindi quello che abbiamo fatto è stato di continuare a cancellarlo, e continuavamo a dire: ‘Ascoltate, siamo molto occupati, abbiamo un incontro qui, abbiamo una riunione qui. Sta andando fuori controllo. Non siamo in grado di vedervi oggi, ma cercheremo di vedervi prima della fine della settimana’. E abbiamo messo in scena questa pretesa, in cui il progetto era avidamente ricercato [ride], che è una bugia bella e buona. E siamo andati nell’ufficio della New Line, alla fine di quella settimana, e in ultima analisi il merito appartiene in realtà a Bob Shaye che era a capo della New Line in quel periodo. Guardò il reel e disse: ‘Quello che non capisco è perché volete fare due film’. E abbiamo pensato, ‘Oh, ci siamo. Ha intenzione di provare a farci fare un film ora. La stessa storia’. Ma ha poi detto, ‘Perché vorreste fare due film quando ci sono tre libri? Perché non fate tre film?’. E questo è stato il modo in cui il progetto è partito”.

Quando nel 1997 Jackson ha chiesto alla Boyens, se era interessata ad aiutare lui e la Walsh ad adattare l’opera di Tolkien per il grande schermo, la sceneggiatrice aveva pensato che in un paio di settimane, al massimo un mese, se la sarebbe cavata. Quindici anni dopo sta di nuovo lavorando a un’altra trilogia sulla Terra di Mezzo, che racconta le avventure di Bilbo Baggins. Il progetto come ben sappiamo, doveva essere composto da due film prodotti dalla New Line e dalla Warner Bros, con Guillermo del Toro alla regia. Jackson, la Walsh, la Boyens e Del Toro hanno cominciato a delineare la visione di quest’ultimo, ma il loro lavoro ha subito uno stop di due anni, a causa dei problemi legati ai diritti della proprietà. Del Toro ha abbandonato il progetto e Jackson è subentrato al suo posto.

“Mi sarebbe piaciuto vedere il film che Guillermo avrebbe realizzato. Sarebbe stato fantastico. E certamente ci ha aiutato a guardare con occhi nuovi la Terra di Mezzo, perché, ovviamente, il problema più grande è stato quello di non rifare Il Signore degli Anelli.
In un certo senso era più facile, partire di nuovo per Pete. Lavoriamo in un modo diverso, molto fluido, molto flessibile”.

Lei e la Walsh si sono occupate della scrittura preliminare, anche se, come in Il Signore degli anelli, Jackson ha incorporato delle nuove idee provenienti da tutti quanti.

“Se non avessimo fatto Il Signore degli Anelli, questo sarebbe probabilmente un film diverso – il libro si rivolge a un pubblico molto più giovane. Ma questo mondo ora esiste, le persone hanno una familiarità, come ha detto Pete, stavamo tornando nella Terra di Mezzo”.

La decisione di fare tre film, è stata necessaria per poter raccontare cosa è accaduto a Gandalf, nel viaggio che ha intrapreso nel bel mezzo di Lo Hobbit, raccontato da Tolkien tra le sue varie note.

“Nel libro, Gandalf scompare. E nel momento in cui è stato scritto, non sapevi quello che stava facendo o dove stava andando. Ma ora si sa, il pubblico lo sa. È una storia meravigliosa, e abbiamo un personaggio potente come Gandalf, è stato un gioco da ragazzi raccontarla. E ogni giorno che trascorri lavorando con Sir Ian è un buon giorno”.

La prima parte della trilogia verrà conclusa con un tono un po’ più dark, che verrà ripreso nei film successivi. Come al solito gli sceneggiatori hanno preso delle libertà, a cui alcuni fan di Tolkien ormai si sono abituati, a differenza dei puristi.

Fonti The Playlist, Hero Complex

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