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Lo Hobbit – Peter Jackson risponde alle critiche sul HFR e parla della sua ossessione per il casting di Freeman

Di Marlen Vazzoler

Ieri a New York Peter Jackson ha risposto, durante una conferenza tenutasi per Lo Hobbit: Un viaggio inaspettato, alle critiche mosse da diversi recensori, e non solo, riguardanti l’utilizzo del formato HFR/48 fps, che sembra abbia tolto la magia cinematografica al film.

“Sono affascinato dalle reazioni”, ha risposto il regista a ComingSoon.net, in una sala colma di giornalisti. “Tendo a pensare che a chiunque abbia meno di 20 anni o giù di lì, non gliene importa, e pensa che sia fantastico, non che lo capiscono, ma spesso dicono che il 3D sembra davvero fantastico. Penso al 3D e al 24 fps, è interessante, ma è il 48 fps, che consente effettivamente al 3D di raggiungere quasi il suo potenziale, perché affatica di meno gli occhi e dà un’immagine più nitida che crea un mondo più tridimensionale”.

Un numero più alto di fotogrammi al secondo è già stato utilizzato nelle corse dei Star Wars Tours che si trovano in alcuni parchi Disney, a 48 fps, mentre per quella di King Kong, presente agli Universal Studios, Jackson ha girato un filmato di otto minuti a 60 fps.

“Ho pensato ‘Wow, questo [formato] è così fantastico, vorrei che potessimo fare un film come questo’. Quando c’erano i proiettori meccanici nelle sale cinematografiche di tutto il mondo, erano spesso a 24 fps e c’era un’infrastruttura che esisteva già dagli anni venti. L’avvento dei proiettori digitali ha permesso che accadesse questo sviluppo”.

Il regista ha spiegato che è stato il suo montatore a convincerlo che era arrivato il momento giusto per filmare in HFR, dopo aver visitato una convention del settore.

“La Warner Bros. è stata di grande aiuto. Volevano solo dimostrare che la versione a 24 fps avrebbe avuto un look normale, il che lo ha… Il primo giorno, quando abbiamo dovuto premere il pulsante che diceva ’48 fps’, anche se in quel primo giorno abbiamo iniziato a girare a 48 fps, si potrebbe molto probabilmente dire che non c’era un singolo cinema al mondo che avrebbe proiettato il film in quel formato. È stato un grande salto di fede.
La cosa importante da capire è che non si tratta di un tentativo per cambiare l’industria cinematografica. È un’altra scelta. I proiettori che possono correre a 48 fotogrammi, possono andare a 24 fotogrammi – non bisogna scegliere o una cosa o un’altra. È possibile girare un film a 24 fotogrammi e avere sequenze a 48 o 60 fotogrammi all’interno del corpo del film. È ancora possibile utilizzare tutti gli angoli dell’otturatore e gli effetti stroboscopici. Non si deve necessariamente cambiare il modo in cui film vengono realizzati. È solo un’altra scelta che i registi hanno, e per me, dà quel senso di realtà che amo nel cinema”.

Durante la conferenza, Jackson ha parlato con THR del casting di Martin Freeman, nel ruolo di Bilbo.

“Martin era l’unica persona che abbiamo voluto per quel ruolo, ancora prima che ci incontrassimo con lui. Lo conoscevamo da The Office e Hitchhiker’s Guide [to the Galaxy], e abbiamo sentito che aveva le qualità che sarebbero state perfette per Bilbo. La soffocante qualità repressa inglese. È un attore drammatico, non è un comico, ma ha un talento per la commedia”.

Il regista ha ricordato le notti insonni causate dalla difficoltà di assumere Freeman, a causa dei suoi impegni con Sherlock.

“Eravamo nei guai. Ero davvero nel panico. Ho avuto notti insonni. Probabilmente eravamo a sei settimane di distanza dall’inizio delle riprese, e non avevamo optato per nessun altro, e mi stavo torturando guardando Sherlock sull’iPad alle 4 del mattino”.

E una volta confermato l’attore, Freeman è dovuto passare attraverso vari stadi della faccia di Bilbo:

“Bilbo ha provato un po’ di volti. Ci sono stati un paio di nasi. Hanno avuto l’idea di avere un naso più all’insù, e poi hanno deciso che il mio naso era abbastanza strano. Così siamo passati da un rocker più di mezza età al Bilbo di adesso, che è un rocker di mezza età. Così è stato graduale, non era stato un minuto in cui eri tu e poi un minuto diventavi il personaggio. Era incrementale”.

Il prossimo numero cartaceo di EW (disponibile a partire da domani, ndr.), sarà completamente dedicato a Lo Hobbit: Un viaggio inaspettato e avrà un first look su The Desolation of Smaug. La rivista ha nel frattempo debuttato con quattro copertine da collezione, raffiguranti Bilbo (Martin Freeman), Gandalf (Ian McKellen), Gollum (Andy Serkis) e Thorin (Richard Armitage).

Vi ricordiamo che qui trovate il resoconto della conferenza a cui hanno partecipato il regista e parte del cast. L’uscita del primo capitolo de Lo Hobbit è prevista in Italia per il 13 dicembre 2012, Per seguire tutte le novità sul film di Peter Jackson, consultate le nostre news dal blog.

Fonti ComingSoon.net, THR, EW

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