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La Bottega dei suicidi – Il distributore Sandro Parenzo annuncia il ritiro del film dalle sale italiane – Update

La Bottega dei suicidi – Il distributore Sandro Parenzo annuncia il ritiro del film dalle sale italiane – Update

Di Marlen Vazzoler

Questa mattina, nella sezione dedicata al Boxoffice, avevamo accennato all’intenzione di Sandro Parenzo della Videa-CDE di cancellare l’uscita del cartone animato La bottega dei suicidi dalla programmazione delle sale italiane, dopo la decisione di imporre alla pellicola di Patrice Leconte un divieto ai minori di 18 anni.

Basato sull’omonimo romanzo di Jean Teule, La bottega dei suicidi è ambientato in una città dove la vita è diventata così deprimente che il tasso dei suicidi è incredibilmente alto. In questo mondo macabro e disperato, una sola famiglia prospera, i Tuvache che gestiscono La bottega dei suicidi, un negozio dove si possono trovare tutti gli accessori necessari per uccidersi, in tutti i modi possibili. Tutto cambia dopo la nascita di Alan, il figlio più giovane, la cui gioia di vivere disturba moltissimo le abitudini della famiglia.

Il film, presentato in diversi Festival tra cui Cannes, Annecy e Angouleme, finora è stato distribuito solamente in Francia, Belgio e nei Paesi Bassi e si apprestava ad uscire in Italia, per il 28 dicembre. In questi giorni, la commissione di revisione cinema ha deciso di dare un divieto VM-18 al film di Leconte, perché reputa che la pellicola abbia un forte rischio di emulazione. Ecco la motivazione:

“Perchè il tema del suicidio è trattato con estrema leggerezza e facilità di esecuzione, come se fosse un atto ordinario o un servizio da vendere al dettaglio creando il pericolo concreto di atti emulativi da parte di un pubblico più giovane, quali gli adolescenti che attraversano un’età critica. Per di più la rappresentazione sottoforma di cartone animato costituisce un veicolo che agevola il pubblico più giovane la penetrazione di tale messaggio pericoloso”.

L’Italia si distingue dal resto del mondo per essere l’unico paese ad avere dato un divieto al film di Leconte, e per aver addirittura imposto un VM-18. Il regista ha manifestato il suo sdegno nei confronti di questa decisione, ed ha ammesso di aver mostrato il film in diverse scuole, dove i cui ragazzi hanno capito l’ironia del suo film.

“A due giorni dalla fine del mondo questo divieto ridicolo è una beffa senza senso. In nessun altro Paese abbiamo avuto divieti. Ho una nipote di 8 anni e ho pensato a lei continuamente facendo il film, volevo le piacesse. Il messaggio che volevo trasmettere è estremamente positivo. Il film dice che la vita è bella e va affrontata con la giusta dote di umorismo… è molto allegro, e anche libero.
Sono sempre stato appassionato di cinema d’animazione. Penso di essere stato influenzato dalla Famiglia Addams, da Monster & co. della Pixar e da Tim Burton, a cui sarei molto contento, un giorno, di far vedere il mio film”.

Purtroppo la sua dichiarazione di Leconte non è servita a fare cambiare idea alla commissione.
Ieri in un comunicato stampa, la società di distribuzione aveva annunciato l’intenzione di correre in appello per modificare la sentenza, anticipando che se non fosse riuscita ad ottenere i risultati desiderati, avrebbe valutato delle azioni alternative. Ecco il comunicato nella sua interezza:

“Carissimi,
la presente per comunicarvi che l’Italia è, ad oggi, l’unico paese in Europa in cui il film d’animazione di Patrice Leconte La bottega dei suicidi ha ottenuto dalla Commissione di Censura il divieto di visione ai minori di anni 18, con la seguente motivazione:
«Perché il tema del suicidio è trattato con estrema leggerezza e facilità di esecuzione, come se fosse un atto ordinario o un servizio da vendere al dettaglio creando il pericolo concreto di atti emulativi da parte di un pubblico più giovane, quali gli adolescenti che attraversano un’età critica. Per di più la rappresentazione sottoforma di cartone animato costituisce un veicolo che agevola il pubblico più giovane la penetrazione di tale messaggio pericoloso».
La bottega dei suicidi è ispirato all’omonimo romanzo di Jean Teulé e affronta in maniera palesemente ironica e provocatoria il concetto tetro del suicidio, ribaltando completamente il suo significato attraverso l’esasperazione degli elementi macabri e cupi e facendosi portatore di un messaggio di ottimismo e gioia di vivere, come unici antidoti possibili alla crisi socio-economica che sta attraversando la nostra generazione.
Ci sembra assolutamente doveroso sottolineare il trattamento ingiustificato e penalizzante che, a nostro parere, la censura italiana ha manifestato nei confronti di un film che, malgrado il titolo e l’ambientazione noir, rappresenta un inno alla vita e alla felicità. Lo stesso regista dichiara: «Il messaggio che volevo dare è estremamente positivo. Il film racconta che la vita è bella e va affrontata con la giusta dose di umorismo».
Inoltre, riteniamo che il divieto attribuito a una pellicola di animazione e di qualità come La bottega dei suicidi sia privo di qualsiasi razionalità e giudizio critico, anche considerando l’effettiva violenza e volgarità delle pellicole che hanno subito una simile censura, tra le quali ricordiamo Saw, Hostel, [Rec], e in ultima istanza, Morituris.
Pertanto, sulla base dei suddetti elementi, la società di distribuzione ha deciso di ricorrere in appello per tentare di modificare la sentenza emessa e, qualora non si ottenessero i risultati desiderati, si riserva di valutare adeguate azioni alternative.
Grazie per l’attenzione e buon lavoro.
Ufficio Stampa
Ornato Comunicazione”

Sembra che la notte non abbia portato consiglio, visto che Parenzo, parlando con l’Ansa, ha dichiarato di voler ritirare il film dalle sale italiane:

“A questo punto ritiriamo il film. Questo divieto è assurdo, che senso ha farlo uscire vietato ai 18? Abbiamo fatto, su questo film delizioso, di un autore affermato, un investimento notevole, a questo punto lo ritiro, è bestiale, lo faremo uscire in Svizzera e quando sarà il momento in home video”.

Parenzo ha inoltre spiegato cosa l’ha spinto a rinunciare al ricorso, precedentemente annunciato:

“Mi è passata la voglia. In questo paese ho dovuto assistere ad un pomeriggio domenicale in tv con la D’Urso che intervistava una persona che spiegava come aveva strangolato la nipote, senza scandalo per nessuno pur essendo le 15, questo film invece ha il divieto ai 18…”.

Uno dei problemi più grossi riguardanti l’animazione in Italia, è che ancora oggi la si considera un prodotto solamente per ragazzi e non per un pubblico più vasto formato soprattutto dagli adulti. Se non la si pensasse in questo modo la commissione non avrebbe preso una tale decisione. Questo esempio purtroppo si aggiunge ai tantissimi casi di censura che i prodotti d’animazione, soprattutto destinati al piccolo schermo, hanno dovuto subire mentre imperversano programmi e pubblicità che non rispettano le fasce protette. L’unica flebile speranza, è che la commissione cambi idea.

Update
Con estremo piacere postiamo questo aggiornamento della Videa, che dichiara la revoca del divieto e conferma la distribuzione del film:

“Carissimi, siamo lieti di comunicarVi che, a seguito del ricorso in appello avanzato dalla VIDEA nei confronti della decisione presa in primo grado dalla Commissione di Revisione Cinematografica, il divieto di visione ai minori di anni 18 del film d’animazione La bottega dei suicidi di Patrice Leconte, è stato revocato.
Pertanto, il film, privo di qualsiasi divieto della censura, sarà regolarmente distribuito nelle migliori sale italiane a partire dal 28 Dicembre”

Fonti Ansa, diario.cinefile.biz, Stampa

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