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Django Unchained – Neve, api, cadute e mani insanguinate e curiosità sul film di Tarantino!

Di Marlen Vazzoler

Tre anni fa, mentre stava scrivendo un saggio su alcuni dei maggiori autori cinematografici come Don Siegel, Douglas Sirk e Sergio Corbucci, Quentin Tarantino ebbe la prima idea per la realizzazione di Django Unchained:

“Il pezzo di Corbucci ha messo tutte quelle immagini nella mia testa. Stavo ascoltando le colonne sonore dei Spaghetti Western, e mi è venuta in mente la prima scena. Il dottor King Schultz era appena uscito della mia penna”.

La lavorazione del film non è stata altrettanto semplice, per la prima volta in 100 anni a dicembre, sul set californiano, non c’era la nave. Così la troupe ha dovuto spostarsi in Wyoming a girare, allungando i tempi della produzione e arrivando a girare per 130 giorni.

“Stavamo girando quel film da un eternità”

ha raccontato Samuel L. Jackson. Un’opinione condivisa anche dalla coprotagonista, Kerry Washington:

“Sembrava che il film non avesse una fine”.

La produzione è stata epica anche per i problemi incorsi dalla troupe e dalle sue star. La Washington ha trascorso diverse ore in una sauna di metallo costruita nel terreno, dalle dimensioni di una bara – piena di millepiedi e vermi che l’hanno terrorizzata e di ragni che l’hanno morsa.

“Ho avuto gli incubi: mi sentivo in trappola. Non ho avuto la possibilità di prendere delle decisioni in merito a dove stavo andando e a cosa stavo facendo… Ero preoccupata per la mia sanità mentale”.

Le api hanno spaventato il cavallo di Waltz che è caduto a terra e si è rotto il bacino. L’attore non poteva cavalcare per due mesi e mezzo, così lo scenografo J. Michael Riva ha creato il carro del dentista con un molare gigante e traballante, sul quale si è seduto, per andare incontro a Django. Questa soluzione

“Ha cambiato il personaggio e fornisce una leggerezza interessante, non banale, all’inizio del film, proprio quando ne hai bisogno”

ha spiegato Tarantino.
Foxx si è fatto male alla schiena. Anche DiCaprio ha avuto qualche problema durante le riprese, più di una volta ha perso la voce girando la sua scena principale, in cui fa un discorso ispirato a un libro razzista sulla frenologia della Guerra Civile.

“Leo ha perso la voce un paio di volte, e abbiamo dovuto aspettarlo”

racconta Jackson. Come se non bastasse al sesto ciak,

“Leo ha sbattuto la mano sul tavolo ed ha colpito un bicchiere”.

“Che si è disintegrato fra le sua mani, e lui non ha battuto ciglio”

ha aggiunto la co-produttrice Stacey Sher.
Nonostante le ferite DiCaprio è voluto andare avanti con la scena.

“La mia mano ha iniziato a sanguinare su tutto il tavolo. Forse hanno pensato che era stato realizzato con gli effetti speciali. Volevo andare avanti. Era più interessante osservare la reazione di Quentin e di Jamie off-camera, mentre guardavano la mia mano”.

La fine del ciak è stata accolta con una standing ovation.

“L’abbiamo girata [con la mano] insanguinata e bendata per tutto il resto del film”

spiega DiCaprio, in questo modo il regista ha potuto scegliere quale versione tenere e quale omettere.

“Sono contento che Quentin l’abbia tenuta”.

Ma il personaggio di Calvin che vediamo nel film, è diverso da quello che il regista aveva inizialmente ideato, spiega DiCaprio.

“[Tarantino] voleva un personaggio un po’ più vecchio, un vero uomo del cotone che aveva come hobby le lotte mandingo (le scommesse sui combattimenti tra gli schiavi, ndr.)”,

ma il suo interesse nel partecipare al film, ha portato alla trasformazione del villain.

“A un tratto ho pensato a un annoiato, petulante giovane imperatore: Caligola, Luigi XIV. E il padre di suo padre, di suo padre era l’uomo del cotone. È un indolente, ricco decadente. Effettivamente Calvin è stato cresciuto da un uomo nero (il personaggio di Jackson, ndr.)”.

Infatti è Stephen che controlla e manda avanti la piantagione, perché Calvin è più interessato nei combattimenti, spiega Jackson.

“Sono io la persona che infligge la vendetta”.

Finite le riprese, Tarantino si è tuffato in 18 settimane di scrupolosa e frenetica post-produzione, finendo la pellicola il 28 novembre, appena in tempo per le proiezioni per i critici. In questo periodo il regista ha chiesto alla squadra che si occupa del suono di creare qualcosa che fosse analogico e vivace.
Il supervisione al montaggio sonoro Wylie Stateman spiega che con

“Analogico, [Tarantino] vuole avere un tocco vintage, e con vivace vuole una prospettiva iper-reale, come quella di Charley One-Eye, C’era una volta il West o Per qualche dollaro in più”.

Così invece di usare i suoni della biblioteca sonora,

“Abbiamo ridefinito il suono di una frusta, e quello di uno sparo”.

Nell’agosto del 2011, Stateman e un montatore hanno camminato per la Death Valley per ‘mappare’ gli echi dei suoi grandi spazi. Hanno anche registrato nel Zion National Park nello Utah meridionale e nella Monument Valley.

“Abbiamo scelto un momento in cui il tempo era molto coperto, e ci ha dato un suono più riflessivo, nelle aree di questi canyon.
I nostri colpi di pistola in Django, non sono il semplice riporto del suono digitale di una pistola; sono sostenuti da queste bellissime risposte a impulso create da queste tre posizioni ben distinte. Abbiamo usato parte di questo elemento, anche per la frusta”.

Django Unchained, che è stato presentato al Comic-Con 2012 di San Diego (qui trovate la descrizione del panel), farà il suo ingresso nelle sale italiane giovedì 17 gennaio 2013. Nel cast ci sono anche Samuel L. Jackson e Kerry Washington. Per tutte le novità sul film potete consultare le nostre news dal blog. Qui invece trovate la pagina facebook italiana del film.

Fonte THR, THR

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