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The Dark Knight Rises – Christopher Nolan parla del finale aperto e della trilogia

The Dark Knight Rises – Christopher Nolan parla del finale aperto e della trilogia

Di Marlen Vazzoler

Ormai tutti quanti abbiamo visto Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno, che uscirà la prossima settimana in DVD e Blu-ray. Per questo motivo, il regista Christopher Nolan si è trovato molto disponibile a parlare non solo della trilogia, ma anche del finale aperto, presente nel film, del passaggio di consegne del ruolo di Batman (Christian Bale), da Bruce Wayne a John Blake (Joseph Gordon-Levitt) e molto altro.
Partiamo da un elemento che ha contraddistinto questa trilogia, il realismo. I primi due film, rispetto ad altre pellicole del genere hanno dato fortemente questa sensazione di realtà che secondo molti è stata persa nel capitolo finale. Il regista spiega che in realtà ha cercato di costruire una storia in cui il pubblico potesse trovare degli elementi riconoscibili.

“Il termine ‘realismo’ è spesso confuso e usato arbitrariamente. Suppongo che ‘riconoscibile’ sia la parola che userei. Volevo un mondo che fosse rappresentato realisticamente, in quanto, anche se stanno accadendo degli eventi stravaganti, e questa straordinaria figura può andare in giro per queste strade, le strade avrebbero lo stesso peso e sarebbero altrettanto valide quanto quelle di qualsiasi altro film d’azione. Così, in quel modo, sarebbero facilmente riconoscibili.
E così più texture e stratificazioni inseriamo nel film, più diventa tattile, più ti senti eccitato dall’azione. Quindi, solo a livello tecnico, ho davvero voluto prendere questa idea che io chiamo la qualità tattile. Se vuoi capire davvero come odorerebbero le cose in questo mondo, che sapore avrebbero, quando le ossa iniziano ad essere frantumate o le automobili ad essere distrutte. In un certo modo senti queste cose perché il mondo non è intensamente artificiale e creato dalla computer grafica, che si traduce in una qualità anodina, sterile, che non è così eccitante. Per me questo rende il personaggio più speciale. Se riesco a credere in quel mondo, perché lo riconosco e posso immaginare me stesso mentre cammino per quella strada, poi, quando questa straordinaria figura di Batman piomba con questo costume teatrale e si presenta con questo aspetto molto teatrale, per me diventerà ancora più emozionante”.

Parlando dell’ultimo film, Nolan spiega i rischi che a corso con la costruzione del ritmo dell’ultima ora del film.

“Abbiamo provato in tutti e tre i film, ma in modo più estremo in Il cavaliere oscuro – Il Ritorno, quello che io chiamo l’approccio a valanga dell’azione e degli eventi. L’abbiamo sperimentato in Il cavaliere oscuro – Il Ritorno, dove l’azione non si basa su set puliti e liberi come in Batman Begins, ma l’abbiamo spinto molto di più in questo film. La portata e le dimensioni dell’azione sono costituiti da pezzi più piccoli che insieme creano una palla di neve, in questo modo riesci ad essere trasversale, una cosa che mi piace fare. Cerchi di trovare un ritmo, in una combinazione tra la musica e gli effetti sonori, così costruisci e costruisci continuamente tensione per una lunga parte del film, senza rilasciarla fino all’ultimo. È una strategia rischiosa, perché si rischia di esaurire il pubblico, ma per me è il modo più stimolante di affrontare un film d’azione. È un approccio che ho applicato anche a Inception, avere elementi paralleli che in tensione crescono e crescono e poi si uniscono. In Il cavaliere oscuro – Il Ritorno, dal momento in cui la musica e il suono cadono e il bambino inizia a cantare ‘The Star-Spangled Banner’, è un po’ come quando i guanti stanno venendo via. Sono stato stupito e deliziato da come le persone hanno accettato come le cose sono andate agli estremi”.

La pellicola ha una conclusione molto aperta, Batman è morto e dunque quello che vede Alfred a Firenze è solo un sogno? Oppure è ancora vivo? Molte voci sono poi nate attorno al personaggio di John Blake, interpretato da Joseph Gordon-Levitt, che alla fine del film riceve il compito di interpretare Batman al posto di Bruce. In questi giorni sono nate anche delle voci secondo lui l’attore potrebbe interpretare Batman nel film della Justice League, ma i rappresentanti dell’attore hanno negato tali congetture. Nolan spiega come questo film chiude la storia che ha iniziato a raccontare con Batman Begins e cosa voleva dire con questo passaggio di consegne.

“Per me, Il cavaliere Oscuro – Il Ritorno è specificamente e definitivamente la fine della storia di Batman che ho voluto raccontare, e la natura aperta del film è semplicemente un importante idea tematica che abbiamo voluto inserire nel film, ovvero che Batman è un simbolo. Può essere chiunque, una cosa che era molto importante per noi. Non tutti i fan di Batman saranno necessariamente d’accordo con questa interpretazione della filosofia del personaggio, ma per me tutto si rifà alla scena nel jet privato, tra Bruce Wayne e Alfred, in Batman Begins, dove ho trovato che l’unico modo per realizzare una caratterizzazione credibile di un uomo che si trasforma in Batman, è solamente, se si pone come un simbolo necessario. Ha visto se stesso come un catalizzatore per il cambiamento e, pertanto, è stato un processo temporaneo, forse un piano quinquennale, che sarebbe stato applicato per incoraggiare simbolicamente i buoni di Gotham a riprendersi la loro città. Per me, affinché quella missione potesse avere successo, deve finire, quindi questa per me è la fine, e come ho detto, gli elementi aperti hanno tutti a che fare con l’idea tematica che Batman non era importante come un uomo, perché è qualcosa di più. È un simbolo, e il simbolo continua a vivere”.

Dal 4 dicembre Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno sarà disponibile in home video in Italia e nel mondo.

Fonte filmcomment

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