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12 novembre 2012 • 18:31 • Scritto da laura.c

Roma 2012 – Ralph Spaccatutto, videointervista al regista Rich Moore.

Abbiamo incontrato, al Festival di Roma 2012, Rich Moore e Clark Spencer, rispettivamente regista e produttore dell’atteso film Disney dedicato al mondo dei videogiochi arcade. Un omaggio venato di nostalgia, ma anche una divertente avventura, di cui ci hanno svelato alcuni retroscena.
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Nel suo percorso di regista ci sono i Simpson e Futurama: ovvio perciò che il suo Ralph Spaccatutto non poteva essere un film Disney come gli altri. Lo sa anche il regista Rich Moore, che abbiamo intervistato di persona al VII Festival Internazionale del Film di Roma, dove il lungometraggio d’animazione sarà presentato domani in anteprima, in attesa della sua uscita sui nostri schermi il prossimo 20 dicembre. Nostalgico ma contemporaneo, scherzoso ma commovente, ludico ma umanamente molto approfondito, Ralph Spaccatutto non è solo un omaggio al mondo dei videogiochi arcade, ma una fantastica avventura moderna, caratterizzata anche dal meglio delle narrazioni Disney. Ecco la nostra videointervista a Rich Moore e al produttore del film, Clark Spencer (più trascrizione).

Cominciamo parlando dell’idea del film, che è molto nuova e originale. Come ci siete arrivati?

Rich Moore: Quando sono arrivato alla Disney, ho iniziato a lavorare su diverse idee per un film. Da tempo si pensava di parlare delle vite dei personaggi dei videogame, ma non c’era ancora nessuna storia basata su questo spunto: c’era solo l’idea di esplorare il tema. Così ho cominciato a sviluppare la storia di un personaggio e me ne sono innamorato, perché l’ho trovata incredibilmente umana. C’è questo tipo che se ne sta in un vecchio videogioco, e vive una profonda crisi interiore. Si chiede cosa ne sarà della sua vita, se rimarrà sempre tutto uguale, se è condannato a fare sempre lo stesso lavoro in un mondo in cui nessuno lo apprezza per ciò che fa.  Questa è stata la genesi del film: una persona semplice con un grosso problema, che si troverà ad affrontare un viaggio pieno di fantasia, avventura e spettacolo.

Perciò, nonostante non sia un tipico film Disney, nel senso che non è una favola e si svolge in un contesto completamente nuovo, non è stato difficile far accettare l’idea.

 R. M.: No, anche perché quando sono arrivato alla Disney provenivo da serie come I Simpson e Futurama, e la prima cosa che mi ha detto John Lasseter è stata: “Quello che non devi assolutamente fare, è sforzati di essere ciò che non sei”. Ha chiarito di avermi voluto nel team proprio per quello che avevo fatto in precedenza, e mi ha consigliato di non forzarmi a fare quello che si pensa possa essere “un film Disney”. Ha detto: “Vediamo quello che hai da offrire, e se c’è bisogno di qualche modifica la discuteremo insieme, come gruppo, ma per favore non ti autocensurare”. Quindi non mi sono mai sentito limitato, né costretto a fare “un film Disney”. Quello che mi hanno invitato a fare, era solo ed esclusivamente “il mio film”. E per un creativo come me, è stata un’esperienza incredibilmente soddisfacente. Di sicuro la migliore che abbia mai fatto nella mia carriera fino ad oggi.

Clark Spencer: E vorrei aggiungere che anche se non si tratta di una favola, come nella tradizione Disney, è comunque un film che rispetta tutti i criteri dei nostri lungometraggi di animazione. Non solo è per tutta la famiglia, ma soprattutto ha dei personaggi che ti spingono inesorabilmente ad amarli e sanno come suscitare emozioni. Rich viene dai Simpson, ma quando è arrivato a Disney sapeva di non voler concentrarsi solo sul lato comico delle storie, ma anche su quello emotivo e sull’appeal dei personaggi. Credo che con Ralph abbia fatto un lavoro fenomenale e che questo sia anche il segreto, la sorpresa, del film: tutti sanno di vedere una commedia sui videogame, ma quello che molti non si aspettano, è il modo in cui il film spinge ad affezionarsi ai suoi protagonisti.

Quali sono state le principali fonti di inspirazione per il personaggio di Ralph e per il suo gioco, Aggiustatutto Felix?

 R. M.: Prima di tutto, sapevo che Ralph doveva venire da un gioco vecchio, per cui ho cominciato a guardare ai videogame che amavo da piccolo, come Dig Dug, Pacman, Donkey Kong, di cui mi piaceva il binomio buono-cattivo. Ralph è una combinazione di molti personaggi che mi piacevano, ma soprattutto dell’idea di vedere opposti l’eroe del gioco, di solito un tipino piccolino e simpatico, e un cattivo grande e grosso. È un po’ come Braccio di Ferro e Bruto, Topolino e Gamba di Legno, Super Mario e Donkey Kong. Ralph è quel tipo di personaggio, è rude, ma è un cattivo dal cuore d’oro, uno con cui ci si può identificare. È rozzo e maldestro, ma si capisce che in fondo non è altro che un gigante buono. Per questo quando abbiamo cominciato a lavorare sul doppiaggio originale, abbiamo chiamato John C. Reilly. I suoi personaggi sono sempre insoliti: così imperfetti che non puoi non sentire un trasporto verso di loro, e io volevo che anche Ralph fosse un personaggio che vuole qualcosa comune a tutti noi, cioè essere accettato e amato. È una persona che comincia a detestarsi, volevo che tutto il pubblico cominciasse a fare il tifo per lui. Certo, Ralph ha un modo molto particolare per cercare di farsi accettare: fa molti sbagli, dopotutto è sempre stato “il Cattivo”, per cui è nella sua natura mentire, rubare, essere egoista e immaturo. Ma è proprio grazie a questa sua imperfezione che lo spettatore può avvicinarsi a lui e trovarlo divertente.

Come avete scelto i videogame da citare nel film, e avete avuto problemi con i diritti?

R. M.: No, assolutamente. È stato un piacere lavorare con compagnie come Nintendo, Namco, Capcon, che hanno capito subito quello che stavamo facendo. Clark ed io abbiamo spiegato a tutti il film nel dettaglio, ed è stato subito chiaro che avevamo le migliori intenzioni. Anche perché abbiamo deciso di incontrare i responsabili personalmente, non abbiamo mandato in giro gli avvocati. Spiegando semplicemente quello che volevamo fare e come volevamo utilizzare i personaggi, non è stato affatto difficile relazionarsi.

S. C.: E come abbiamo già detto in altre occasioni, la nostra intenzione era quella di coinvolgere l’intero studio cinematografico, quindi abbiamo chiesto a tutte le centinaia di persone che ci lavorano, di scrivere su una lavagna qual era il loro personaggio dei videogiochi preferito. E questo è davvero il modo che abbiamo usato per sceglierli. Non volevamo avere solo i personaggi con cui ci piaceva giocare, volevamo comprendere videogame di ogni genere. E da noi lavorano persone dai 20 ai 50 anni, quindi era perfetto per avere un’equa rappresentanza di tutti.

 

 

Presentato nell’ambito del VII Festival Internazionale del Film di Roma, per la precisione nella rassegna parallela dedicata al pubblico dei più piccoli, Alice nella CittàRalph Spaccatutto uscirà nelle sale italiane il 20 dicembre. Per tutte le novità sul film potete consultare le nostre News dal Blog. Vi ricordiamo inoltre che qui potete trovare la nostra recensione, mentre qui trovate la pagina Facebook italiana del film.

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