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Roma 2012 – Bullet to the Head, la recensione del film con Sylvester Stallone

Di Leotruman

Bullet to the Head - Sylvester Stallone - Foto 1

Una nuova sorpresa nella sezione Fuori Concorso del Festival Internazionale del Film di Roma 2012. Proiettato questa mattina Bullet to the Head, pellicola d’azione che vede alla regia Walter Hill e alla sceneggiatura Alessandro Camon. Hill è non solo regista di pellicole come 48 ore, Strade di Fuoco e I Guerrieri della Notte, ma anche sceneggiatore di due film della saga di Alien (e produttore di Prometheus)mentre Camon è stato nominato all’Oscar per The Messenger. Completa il tris d’assi il protagonista Sylvester Stallone, un nome che non ha bisogno di presentazioni e che incontreremo tra poco in conferenza stampa.

Ispirato alla graphic novel Du Pomb Dans La Tete di Matz (primo suo lavoro ad essere adattato per il grande schermo), il film racconta di un’improbabile alleanza: quella tra il sicario Jimmy Bobo (Stallone) e il detective Taylor Kwon (Sung Kang, Han di Fast & Furious). Ad entrambi stati uccisi i rispettivi partner di lavoro ed un filo rosso li collega, portandoli a stringere un patto per trovare i colpevoli. Bobo non si fida però di niente e nessuno, e l’unico suo obiettivo è uccidere i responsabili, mentre Kwon vuole consegnagli prenderli vivi per consegnarli alla giustizia, proprio come ha intenzione di fare a fine missione anche con il sicario. La storia si svolge a New Orleans, meno protagonista rispetto ad altre recenti pellicole se non in un paio di scene, ma ugualmente affascinante.

Dopo i due episodi della saga dei Mercenari, Stallone torna a divertire con un prodotto che gli permette di rispolverare le sue principali qualità, in particolare l’ironia. A differenza appunto del recente Expendables 2, qui le sue battute sono più lunghe di un paio di sillabe giusto per far sorridere, e ci sono alcuni dialoghi con Kang davvero scoppiettanti, come il discorso sugli asiatici o su come lavorano i detective al giorno d’oggi (siamo più verso Bruce Willis che Arnold Schwarzenegger per intenderci). Alchimia perfetta tra i due interpreti, ai quali si aggiungono alcuni co-primari ben noti come Jason Momoa (Game of Thrones) e Christian Slater.

Bullet to the Head - Sylvester Stallone - Foto 2

Bullet to the Head è un crescendo vorticoso di violenza, mai gratuita ma molto realistica tra proiettili in testa, sangue nebulizzato e pugni, di quelli che fanno male davvero anche senza il montaggio sonoro. La storia procede lineare, senza grossi colpi di scena e per certi versi anche scontata, ma è la realizzazione a sorprendere e il ritmo ed il livello di divertimento sono costantemente elevati. Scene già cult l’interrogatorio del personaggio di Christian Slater in versione poliziotto buono e poliziotto cattivissimo, e soprattutto il combattimento Stallone VS Momoa: non ti aspetti armi da fuoco, ma un combattimento corpo a corpo, ed ecco spuntare le asce!

Lo sceneggiatore Alessandro Camon ci offre non solo battute memorabili, ma anche una buona costruzione del personaggio di Stallone, del quale vengono mostrati tutti i pezzi per poi comporre il puzzle finale del sicario, e permettono all’attore di regalarci quella che è probabilmente la sua migliore interpretazione degli ultimi dieci anni. Vendetta non significa solo uccidere fino all’ultimo uomo, e Bullet to the Head non è solo l’ennesimo film costruito sull’espediente narrativo della coppia improbabile.

Bullet to the Head, dopo il suo passaggio al Festival di Roma, arriverà nelle sale italiane ad aprile 2013 distribuito da Buena Vista International.

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