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Lucca Comics 2012: Takeshi Obata arriva a Lucca e la sessione d’autografi provoca i primi malcontenti

Di Marlen Vazzoler

L’ospite di punta della sezione Comics del Lucca Comics and Games di quest’anno è il mangaka Takeshi Obata, famoso in Italia per aver disegnato i manga di Death Note e Bakuman editi dalla Planet Manga. Da entrambi i fumetti sono state create delle serie animate, nel caso di Death Note, la MadHouse ha curato l’anime e due speciali per la televisione, Shusuke Kaneko ha diretto due live action ispirati al manga, mentre Hideo Nakata ha curato la regia dello spin-off live action L: Change the World.
Da Bakuman è stata tratta una serie animata prodotta dalla J.C.Staff, e nei primi di ottobre in Giappone, è iniziata la messa in onda della terza stagione, sempre di 25 episodi. Anche da Hikaru no Go è stata tratta una serie animata, realizzata dallo Studio Pierrot, che copre quasi tutto il manga.
Obata sarà ospite di diversi eventi a Lucca, segnaliamo lo showcase dove metterà in mostra la sua abilità di disegnatore e una conferenza in cui incontrerà il pubblico e i fans.
L’avventura di Obata a Lucca è iniziata con una conferenza stampa in cui ha parlato delle sue esperienze lavorative, delle sue speranze per il remake americano del live action di Death Note e della possibilità, in futuro, di tornare a lavorare nuovamente come sceneggiatore.

Cosa ne pensa dell’edizione italiana delle sue opere?

“Quando stavo disegnando, non ho mai immaginato che sarei stato pubblicato in Italia. Quindi quando mi è statto comunicato che sarei stato pubblicato in Italia, e che le vendite stanno andando molto bene, mi sono meravigliato, ed ho provato una sensazione di piacere e felicità.
Mi hanno detto che ieri a Lucca sono state vendute 600 copie, sono quindi molto felice, grazie a voi”.

In Hikaru No Go, tre dei personaggi principali hanno dei nomi legati alla luce, e come sappiamo il protagonista di Death Note si chiama Light. Ci può essere una continuità fra le due opere?

“In Hikaru no Go e Death Note, gli sceneggiatori sono diversi, è una coincidenza, quindi non c’è una continuità. Mi dispiace”.

In passato, nella sua carriera ha lavorato con diversi sceneggiatori, come si è riflesso il loro modo di scrittura nell’impostazione delle sue tavole?

“La differenza o la difficoltà non è dipesa dall’utilizzo di diversi sceneggiatori, ma perché Hikaru no Go è una storia molto reale, mentre Death Note fa parte del genere fantasy. Il genere è diverso, ed è stata questa la difficoltà come autore, entrare nel mondo di una storia di realtà e una di fantasia. Prima di iniziare a lavorare a Death Note sono andato a Roma, e quello che ho visto mi ha aiutato molto a creare il mondo di Death Note”.

Come è nato il duo Obata-Oda? La vostra intesa è stata rapida o è cresciuta nel tempo?

“La collaborazione con il maestro Oba. Siamo andati subito d’accordo. Quando ho letto la sua sceneggiatura mi sono subito interessato. Mi sono entusiasmato subito”.

I suoi manga più famosi in Italia sono Death Note e Bakuman, con dei personaggi completamente diversi. Qual’è stato il più complicato da realizzare?

“È vero che sono due mondi diversi quelli di Death Note e Bakuman. Come ho detto prima, la sceneggiatura di Oba è molto interessante, quindi sono potutto entrare subito nella storia, ed ho potuto immaginare subito i personaggi. Le difficcoltà che ho incontrato per Death Note riguardano il personaggio di Ryuk e quello di Saiko per Bakuman. Per questi due personaggi ho dovuto pensare un po’”.

Da diverso tempo si parla di un remake americano di Death Note, cosa ne pensa? Vorrebbe che la storia rimanesse ambientata in Giappone o in America. Che attori e che regista gli piacerebbe avere nel cast?

“C’è questa voce di un remake. Se venisse veramente realizzato, sarei felice. Per il momento non c’è niente di sicuro, magari venisse realizzato. Preferirei che sia un adattamento della versione originale. Però se inserissero delle scene d’azione molto esagerate, come fanno loro, usando un grosso budget, mi piacerebbe che venisse realizzato. Mentre per gli attori mi piacerebbe che ci fosse Johnny Depp”.

Qual’è il personaggio che ha amato di più disegnare e quello che le è stato maggiormente antipatico?

“In Death Note mi sono divertito a creare gli shinigami e Ryuk mi è molto simpartico, mi sono particolarmente divertito. Non provo antipatia ma ho avuto difficoltà con Amane Misa, ma non solo con lei, ma con tutti i personaggi femminili. Questo perché non capisco bene le donne, e quindi mi creano molti problemi”.

Bakuman parla del lavoro di mangaka, del suo lavoro e quello del maestro Oba. Quanto di quello raccontato su Bakuman corrisponde al suo lavoro quotidiano?

“Per quanto riguarda Bakuman, nella maggior parte dei casi è così come vivo, per questo quando disegnavo soffrivo e questa sofferenza era riflessa nei personaggi. La loro vita quasi coincide con la realtà”.

La sua prima opera è Cyber Nonno, ed è l’unica nella sua carriera, in cui la vediamo sia nelle vesti di sceneggiatore che di disegnatore. Da Arabian Majin Bokentan Lamp Lamp ha cominciato a dedicarsi solamente ai disegni, cosa l’ha spinta a questa decisione? C’è la possibilità che in futuro torni a sceneggiare un suo fumetto?

“A me piaceva molto disegnare, non ero bravo a scrivere le storie. Se c’è qualcuno che si occupa di scrivere la sceneggiatura, io posso concentrarmi sul disegno e portarlo alla perfezione. Per questo motivo mi piace questo modo di lavorare. Per quanto riguarda se nel futuro riprenderò a scrivere delle storie, per il momento la risposta è no. Se per caso trovassi una storia molto interessante, potrebbe darsi, ma per il momento non è in programma”.

Com’è venuta l’idea per Death Note, di creare un manga avente come protagonista un antieroe come Light?

“Come sapete c’è uno sceneggiatore in Death Note, e quest’idea viene da Oba, non da me. Comunque quando ho letto [la sceneggiatura], mi sono meravigliato che il protagonista presentasse una novità. Fino a questo momento le storie avevano come protagonista un buono, contro un antagonista, il cattivo. Mentre in questo caso Oba ha messo il cattivo nel ruolo del protagonista, quindi mi sono divertito tantissimo”.

Quanto è stato importante Hikaru no Go nella sua crescita artistica e professionale?

“Hikaru no Go mi ha dato una grande occasione per andare avanti e cambiarmi. In Hikaru no Go ho potuto disegnare come volevo, ho potuto approfondire la qualità dei miei disegni. L’incontro con il maestro Hotta, il suo modo di lavorare, il suo modo di creare la storia, mi ha dato tantissime conoscenze. Lavorando con lui ho imparato tantissime cose”.

Finita la conferenza Obata si è recato al padiglione Napoleone per la prima sessione d’autografi presso lo stand della Panini – c’è ne sarà una ogni giorno a partire da oggi. Il sistema per la sessione d’autografi deciso dalla casa editrice, aveva causato in questi giorni diverse polemiche in rete: comprando i primi numeri delle nuove ristampe di Death Note e Hikaru No go, il numero 22 di Bakuman e il primo numero di Cyber Nonno, una delle sue prime opere, i fan potevano partecipare all’estrazione di 10 disegni di Obata e a quella di 50 firme. La casa editrice ha poi deciso di estendere il diritto per l’estrazione a tutti coloro che compravano qualsiasi opera di Obata nel corso di Lucca Comics. Il numero degli autografi in palio è piuttosto esiguo, considerando la popolarità dell’autore e l’affluenza a Lucca Comics, e leggermente inferiore rispetto a quello previsto per gli altri autori giapponesi ospiti quest’anno della manifestazione, che firmeranno dai 60 agli 80 autografi al giorno, ma senza realizzare dei disegni, che hanno chiesto a Obata un minuto e mezzo circa l’uno.
L’estrazione è stata spostata al di fuori del padiglione, davanti a un’entrata. La gente ha bloccato il passaggio, e per questo motivo è dovuta intervenire la protezione civile, per far spostare la folla in un altro lato del padiglione, lontano dalle uscite di sicurezza. Qui è cominciata l’estrazione, lo staff ha iniziato a pescare tra 700 bigliettini i fortunati vincitori, che a gruppi di dieci persone, venivano portati dall’autore. L’estrazione è andata avanti senza l’uso di microfoni, urlando i numeri dei vincitori, tra un crescente malcontento.
Presso Obata, una persona ha approfittato dell’inettitudine di un membro dello staff, che non ha controllato i suoi biglietti, e gli ha permesso di intrufolarsi tra i vincitori, rubando il posto a due fan che erano stati estratti. Fortunatamente Obata ha deciso di fare l’autografo anche a queste due persone che mancavano all’appello, sforando la quota dei cinquanta autografi. Ma la prima giornata non poteva definirsi conclusa senza un piccolo dramma. Una ragazza che ha seguito le estrazioni degli ultimi numeri con le lacrime agli occhi, si è poi diretta da Obata, ed è scoppiata a piangere, facendo una scenata e mettendo in imbarazzo l’autore e lo staff. La protezione civile l’ha dovuta portare via, quando si è calmata è stata riportata dall’autore, dove ha avuto una magra consolazione, la possibilità di stringergli la mano.

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