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Lo Hobbit – Peter Jackson risponde sull’HFR 3D a 48fps e alle accuse della Peta

Di Marlen Vazzoler

Il nuovo film di Lo Hobbit, che uscirà a dicembre, uscirà nei cinema in tantissimi formati, per l’esattezza sette: 2D, 3D, IMAX, IMAX 3D, Real D 3D, HFR 3D (48fps), HFR 3D con audio Dolby ATMOS. In Italia ci sono solamente due sale IMAX, a Riccione e a Pioltello, mentre non sono state ancora rilasciate comunicazioni su un eventuale distribuzione del film nel formato a 48 fps.
Considerando che si tratta di un nuovo formato che richiederà agli spettatori un po’ di tempo per abituarsi a vivere l’esperienza cinematografica in un modo completamente diverso, non stupisce che il regista Peter Jackson abbia deciso di chiarire alcuni punti su questo formato, rispondendo alle domande dei fan sulla sua pagina Facebook.
Innanzitutto il regista ha spiegato perché ha voluto girare in questo formato:

“Viviamo in un’era digitale in rapido avanzamento. La tecnologia è in una fase di continuo sviluppo, in grado di migliorare e arricchire la fruizione dell’esperienza cinematografica. Girare con un’alta frequenza dei fotogrammi per un film tradizionale è diventato necessario solamente nell’ultimo anno o due, ma viviamo già in un’epoca in cui è in aumento l’home entertainment. Ho cominciato a girare i film di Lo Hobbit in HFR perché volevo che il pubblico cinematografico sperimentasse quanto può essere straordinariamente coinvolgente l’esperienza cinematografica”.

Il regista ha poi fatto un breve excursus sulla storia dei fotogrammi al secondo, dall’epoca dei film muti, fino ad oggi, sottolineando come la visione del film in HFR 3D, a differenza dei normali film in 3D, riduce gli sforzi degli occhi, lo sfocamento, l’effetto stroboscopico e lo sfarfallamento.

“Penso che l’HFR sia eccezionale. Come regista, cerco di rendere coinvolgenti i miei film. Vorrei attirare il pubblico dalla loro sedie, e risucchiarlo in questa avventura. Questa è l’esperienza che spero di offrire agli spettatori, indipendentemente dal formato che sceglieranno al cinema. Mentre io personalmente preferisco guardare The Hobbit: Un viaggio inaspettato in HFR 3D, vi posso assicurare che tutti i formati vi forniranno un’esperienza incredibile e coinvolgente.
L’HFR 3D è ‘diverso’ – non sembrerà di vedere i film che siete stati abituati a vedere, più o meno allo stesso modo in cui i primi CD non avevano il suono dei dischi in vinile. Viviamo in un’epoca in cui i cinema sono in competizione con l’iPad e i sistemi per l’home entertainment. Penso che sia fondamentale che i registi utilizzino la tecnologia attuale per aumentare l’esperienza coinvolgente e spettacolare che il cinema dovrebbe fornire. Il momento emozionante di quando si va al cinema”.

Chi invece è interessato alla colonna sonora del film, che può ascoltare qui, sarà curioso di sapere come Neil Finn ha inserito le incudini nel brano ‘La canzone della montagna solitaria‘:

“Mi sarebbe piaciuto dipingere un quadro della grande incudine di un fabbro mentre sedeva al centro dello studio, ma, in realtà, è stato mio figlio Liam […] posato, su una tastiera elettronica”.

Se volete ascoltare l’intervista potete scaricarla qui.

E sebbene il film debba ancora uscire, nelle ultime ore è stato al centro di una serie di polemiche, riguardanti la morte di 27 animali che sono stati usati nel film, perché si dice che siano stati tenuti in una fattoria piena di scogliere, doline e altre ‘trappole mortali’. L’American Humane Association (AHA) che ha supervisionato il benestare degli animali durante le riprese, ha dichiarato che durante la fotografia principale nessun animale è stato maltrattato, ma secondo la PETA, l’AHA, non ha controllato le strutture in cui venivano tenuti e addestrati gli animali.
Ieri, un portavoce di Peter Jackson ha riconosciuto che dei cavalli, delle capre, delle galline e una pecora sono morti di cause naturali, presso un’azienda agricola che si trova nei pressi di Wellington in Nuova Zelanda, che era stata adibita per contenere 150 animali che hanno partecipato al film. Sempre secondo la PETA, un cavallo di nome Shanghai è stato azzoppato durante le riprese, perché troppo energetico per il suo cavaliere. Secondo il proprietario del cavallo, Shanghai non mostra segni di maltrattamenti.
I produttori e Peter Jackson hanno pubblicato su Facebook un comunicato stampa, in cui viene spiegato che la produzione è sempre stata pronta a richiedere delle indagini per qualsiasi tipo di problema riguardanti il trattamento degli animali sotto la loro cura. Per questo motivo è stato richiesta un’indagine approfondita sulle accuse della PETA riguardante il cavallo Shanghai.

“Ad oggi, gli unici mandriani di cavalli che hanno trattano gli animali al di sotto del livello richiesto dalla produzione sembrano essere i due mandriani che hanno scelto di lanciare questa nuova accusa alla vigilia della prima del primo film di Lo Hobbit, che sono stati licenziati dalla produzione più di un anno fa. I rapporti sulle loro azioni sono documentati in una serie di dichiarazioni scritte che risalgono all’ottobre del 2011”.

Nel comunicato sono state inoltre inserite le dichiarazioni di un veterinario del Three Foot Seven, del proprietario del cavallo e di Jed Brophy (Nori), che oltre al lavoro di attore svolge quello di addestratore di cavalli. Vi terremo informati sugli sviluppi del caso.

Vi ricordiamo che qui trovate il resoconto della conferenza a cui hanno partecipato il regista e parte del cast. L’uscita del primo capitolo de Lo Hobbit è prevista in Italia per il 13 dicembre 2012, Per seguire tutte le novità sul film di Peter Jackson, consultate le nostre news dal blog.

Fonti newstalkzb, Facebook, Facebook, PETA

Da No Time to Die a Ghostbusters, ecco le nuove date dei film 2021 (in costante aggiornamento)

Cinema chiusi fino al 27 marzo, QUI gli ultimi aggiornamenti.


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