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Il peggior Natale della mia vita – Intervista a Fabio De Luigi e Cristiana Capotondi

Di Valentina Torlaschi

Il Peggior Natale della Mia Vita Cristiana Capotondi Fabio De Luigi foto dal film 2

Dopo averli conosciuti in La peggiore settimana della mia vita ed esserci divertiti nel vederli alle prese coi preparativi per il loro matrimonio, possiamo ora ritrovare il diversamente maldestro Paolo/Fabio De Luigi e la precisissima Margherita/Cristiana Capotondi in Il peggior Natale della mia vita. E questa volta i due innamorati se la dovranno vedere con l’arrivo del primo bambino e con delle vacanze di Natale tutt’altro che tranquille e riposanti… I due sono stati infatti invitati insieme ai suoceri (un sempre più esasperato Antonio Catania e la sempre ineccepibile Anna Bonaiuto) nella casa-castello dell’amico di famiglia: Alberto Caccia (Diego Abatantuono). Insieme a loro, c’è anche la figlia di Alberto: Benedetta (Laura Chiatti), una trentenne bella e molto risoluta, anche lei incinta. Con la neve fuori e Jingle Bells come sottofondo costante tutto sarebbe perfetto, peccato che Fabio De Luigi si riconfermi anche questa volta un “devastatore di professione” e riesce a innescare un guaio dietro l’altro.

In occasione dell’uscita in sala del film proprio oggi, abbiamo incontrato i due protagonisti: Fabio De Luigi e Cristiana Capotondi. Ecco la nostra intervista.

Il peggior Natale della mia vita è un cinepanettone? Sì, no e perché?

Fabio De Luigi: Assolutamente no. E non perché io schifi il genere, anzi. Ma il cinepanettone è uno ed uno solo ed è quello creato da Aurelio De Laurentiis che ogni anni per il 25 dicembre è nelle nostre sale: un appuntamento fisso come l’albero di Natale. Tra l’altro la definizione è anche azzeccata, bella. Nel nostro film, il Natale non è solo un’ambientazione ma un vero e proprio personaggio: non è un film “di Natale” ma un film “fatto col Natale”.

E a livello di comicità cos’è che lo rende diverso?

Fabio De Luigi: Quella di Il peggior Natale della mia vita è una comicità basica, in purezza, esattamente come il vino. Si basa su momenti di slapstick puro, di semplice ironia fisica che è poi sostenuta da una storia più complessa fatta di personaggi che si scambiano battute che si spera risultino piacevoli.

Cristiana, com’è stato ritrovare quel combina-guai di Paolo/Fabio De Luigi?

Cristiana Capotondi: Molto divertente. Anzi, fin troppo divertente tanto che alcune scene erano difficili da “portare a casa”, da concludere perché mi faceva troppo ridere. E io non riuscivo a recitare, manco fosse la prima volta che ero set… Giusto per raccontarti un aneddoto, durante la sequenza in cui Fabio si siede sugli occhiali (e ovviamente li spacca) del padre creduto morto di Laura Chiatti, be’, lì io e Laura dovevamo semplicemente guardarlo in controcampo, ma non riuscivamo a rimanere serie. Fabio era irresistibile, scoppiavamo a ridere solo a guardarlo: ci hanno dovuto cacciare dalla scena per permettergli di finire la sua parte! Non è molto professionale da dire ma è stato così.
Io sono davvero una grande fan di Fabio e lo ero prima ancora di recitare per lui. Lavorarci insieme è stata un’occasione bellissima. Credo che abbia delle capacità interpretative uniche perché riesce a essere molto diveretente e credibile in questa sorta di “Paperino combina-guai” ma anche in momenti più intensi. Penso che un giorno potrebbe giocarsi tranquillamente anche la carta del drammatico se un regista gli darà la possibilità.

Fabio De Luigi: A proposito di questo passaggio dal comico al drammatico, non per farmi i complimenti da solo [ride, ndr], ma devo dire che sia io che il regista siamo stati soddisfatti di quando sul finale nasce mia figlia e io, lì, mi devo commuovere. Dopo aver combinato ogni guaio immaginabile, al limite del parossistico, ed essere stato praticamente per tutto il film una sorta di fumetto vivente, io in quella scena dovevo essere diverso. Quella scena doveva avere una certa intensità drammatica. Non la si poteva rendere comica nostro malgrado. E la scena regge, l’ho rivista in sala e devo dire che funziona. Ne sono felice.

 

E per te, Cristiana com’è stato rimettersi nei panni di un personaggio così buffo?

Cristiana Capotondi: Il fatto di essere incinta mi ha dato tanti pretesti per essere buffa. Devo confessare che la commedia a me piace davvero molto, sono una patita delle donne in commedia: è bello togliersi i panni della bella per forza e far ridere.

Fabio De Luigi: Sarà buffa sullo schermo, ma nella vita vera Cristiana è precisissima, decisa. È un uomo, o meglio ha un lato maschile mooolto sviluppato! È tifosissima della Roma e guida come una pazza. A proposito della scelta della buffezza della maternità volevo aggiungere che io (che sono anche sceneggiatore) insieme al regista Alessandro Genovese abbiamo lavorato tanto sul ridicolizzare la maternità. Siamo entrambi padri e abbiamo vissuto sulla nostra pelle l’esperienza della tua compagna che cambia d’umore continuamente, che si sente brutta e non fa altro che mangiare. E tu le devi stare vicino e imparare a reagire sempre in maniera positiva, deve essere sempre tutto giusto anche quando lei ti dice che sei un cretino… perché alla fina la stai accompagnando in un percorso importante e la devi aiutare. Certo è un percorso importante ma tutto questo fa anche molto ridere!

Qual è una commedia, anche straniera, che vi è piaciuta negli ultimi anni?

Fabio De Luigi: Ubriaco d’amore di Paul Thomas Anderson. In generale sono un fan della comicità fisica, di Peter Sellers, Buster Keaton e Charlie Chaplin, Jacques Tati… Le risate di pancia, insomma.

Cristiana Capotondi: Oltre a La peggior settimana della mia vita che è la più bella commedia degli ultimi anni, scherzo!, mi è piaciuto molto Il piccolo Nicolas e i suoi genitori. Adoro il cinema francese e i film teneri. E poi mi piace la comicità inglese, il loro humor nero tipo Funeral Party che in un certo senso ricorda Il peggior Natale della mi vita. Devo dire, infine, che una pellicola come Quattro matrimoni e un funerale mi fa sempre ridere.

Dopo questi due film che avete fatto insieme, con la nascita del primo figlio, ci sarebbe spazio per infinite altre storie con voi due nei panni di Paolo e Margherita. Avreste voglia di continuare e fare un terzo episodio o sentite l’esigenza di godervi questo secondo film e lasciare i personaggi soli per un po’?

Fabio De Luigi: L’affetto verso i personaggi rimane immutato. Poi se il film me lo sono goduto te lo dico dopo il week-end quando si sapranno gli incassi, ora è tensione allo stato puro. … Vorrei davvero trovarmi nella situazione di scegliere se fare o meno un terzo episodio perché vorrebbe dire che questo secondo film è andato bene.

Cristiana Capotondi: Anche per me è esattamente lo stesso.

Il peggiore Natale della mia vita (sequel de La peggiore settimana della mia vita) esce nelle nostre sale il 22 novembre. Diretto da Alessandro Genovese, nel cast ci sono anche Laura Chiatti, Diego Abatantuono e Antonio Catania. QUI trovate la nostra recensione.

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