Condividi su

01 ottobre 2012 • 18:20 • Scritto da emanuele.r

Roma Fiction Fest 2012: David S. Goyer incontra il pubblico e Screenweek

Lo sceneggiatore della nuova trilogia di Batman è arrivato al Roma Fiction Fest per presentare Da Vinci's Demons, la sua nuova serie targata BBC. Per l'occasione, Goyer ha incontrato il pubblico in una masterclass e ha scambiato due battute con Screenweek.
Post Image
0

Da Batman a Leonardo da Vinci il passo sembra lunghissimo. David S. Goyer dimostra il contrario. Lo sceneggiatore preferito dai cinecomic è arrivato oggi al Roma Fiction Fest 2012 nell’ambito del BBC Day per presentare Da Vinci’s Demons, la nuova serie attualmente in produzione – in onda da Aprile su Fox – che racconta i lati nascosti, oscuri e persino magici della vita di Leonardo. Non un dramma biografico, come ha dichiarato lo stesso Goyer, ma una sorta di fantasy storico in cui scavare nei diari, le biografie, nei racconti propri e altrui sulla sua vita, narrata in modo mitologico ed esagerato già 50 anni dopo da Vasari nelle Vite.

“Ho raccontato Leonardo come fosse Indiana Jones o Sherlock Holmes – ha detto Goyer in conferenza stampa – e ho avuto la fortuna di poter girare in Galles, uno dei luoghi più ricchi di castelli al mondo, grazie al governo che oltre ad ampi sgravi fiscali ci ha assicurato la possibilità di girare in ognuna di quelle magioni”. Da Vinci’s Demons è stato girato anche a Firenze, durante una sessione durata una decina di giorni, e ritrae Leonardo come una figura controversa, bipolare, autodistruttiva eppure un genio circondato da una grande indulgenza, che ebbe se stesso come peggior nemico. “Ho progettato almeno altre 2 stagioni, con grandi finali per poter arrivare a 6/7. Ho un piano generale piuttosto folle che partirà con la prossima annata, se ci sarà, ma fortunatamente BBC mi ha lasciato libero sfogo alla follia”

Durante la Masterclass, Goyer ha raccontato meglio il suo progetto di Da Vinci’s Demons facendo vedere le prime immagini in assoluto della serie che restituiscono un Leonardo moderno e aggressivo, vestito in pelle come un rocker, bello e dal torso spesso seminudo, tormentato proprio come un divo, ciò che era all’epoca, in una serie che ha l’impatto kitsch e grevemente spettacolare di una serie Showtime come I Tudors. “Da Vinci è un personaggio più grande della vita, problematico e disturbato, dalla lingua tagliente, per questo ho cercato di fare uno show altrettanto ‘larger than life’ “. Goyer ha inoltre dato qualche elemento in più sulla trama: come in ogni mitologia davinciana che si rispetti troviamo segreti, codici, sette e società misteriose, ma anche le sfumature realistiche con cui Goyer ha dipinto i suoi supereroi, ambientando la serie durante lo scontro politico tra la roma di papa Sisto e Firenze. “Da Vinci è uno degli uomini che ha inventato il futuro, perciò volevo abolire gli stereotipi da classico dramma storico in virtù di una rappresentazione più fantasy, in cui il tempo e la storia sono fluidi e circolari”. Da Vinci’s Demons sarà, come altri suoi lavori, un prodotto d’intrattenimento non privo però di rilevanza sociale.

A margine della Masterclass, abbiamo scambiato due parole con Goyer, uomo colto e simpatico, che ci ha raccontato di più sul suo modo di scrivere e concepire storie.

Come si passa da personaggi iconici dell’immaginario come i supereroi a un’altra icona, ma di tutt’altro spessore come Leonardo?

Non è così diverso scrivere di Batman rispetto a Da Vinci, anche Da Vinci è un personaggio mitico, molto conosciuto ma molte leggende e conoscenze errate sul personaggio. Ho fatto lo stesso numero di ricerche su Da Vinci di quante ne ho fatte su Batman e scopri un personaggio talmente contraddittorio che i suoi stessi diari non dicono mai la stessa cosa. Ci sono buchi e omissioni, c’è un evento in particolare che ritorna spesso ma che non sviscera mai (e che abbiamo visto nelle clip, N.d.R.): quando entrò in una caverna lavorando come pastore, e accadde un evento drammatico che non racconta mai ma che aleggia spesso. La madre è ignota mentre col padre ha sempre un sacco di problemi: ci siamo presi molte libertà, ovvio, ma una buona percentuale del lavoro è reale. E’ importante porre attenzione ai fatti documentati ma ancora di più lo sono le omissioni: per esempio, pur essendo uno dei più grandi artisti del suo tempo, non lavorò mai per il Vaticano, com’era normale per un grande artista dell’epoca. E questo è curioso, perché non si racconta mai di uno scisma o di un presunto insulto. E su questo abbiamo lavorato molto.

Il suo lavoro è a metà strada tra storia e realtà ed epica: quali sono i narratori e le storie che l’hanno ispirata nel suo lavoro, e in particolare in Da Vinci’s Demons?

Le mie fonti sono perlopiù classiche anche per Da Vinci’s Demons: ho lasciato andare la mia mente e ho pensato spesso alle mie letture di Borges, al suo amore surreale per misteri e puzzle. Ho trovato che i suoi temi si avvicinassero molto al mio lavoro su Da Vinci. E poi Calvino, il mito dell’eroe di Joseph Campbell e la sua influenza per esempio su Star Wars, Tony Stark che può parere strano, ma è un personaggio molto vicino al mio Da Vinci, Steve Jobs e Alan Touring (fisico omosessuale che perseguitato si suicidò con una mela, dando vita al logo Apple, N.d.R.) e tutte le figure che hanno a che fare col genio tormentato. E poi anche i libri di meccanica quantistica.

In attesa di aprile, fan di David S. Goyer commentate questo articolo. E poi, assieme agli altri, restate su Screenweek per tutte le news dal Roma Fiction Fest 2012.

Condividi su

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *