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Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato – come il 48fps ha influenzato la lavorazione del film

Di Marlen Vazzoler

Quanto è cambiata la tecnologia sul set di Lo Hobbit: Un viaggio Inaspettato, rispetto alla realizzazione dei tre film del Signore degli Anelli, sempre diretti da Peter Jackson? Decisamente molto, ma il lavoro dei vari dipartimentiè stato influenzati dall’esigenza di filmare la trilogia a 48 fps (fotogrammi al secondo, ndr.), contro i normali 24 fps. La quantità delle informazioni richieste per le scene con gli effetti speciali, con questo nuovo tipo di ripresa, ha richiesto il doppio del tempo durante la lavorazione e il calcolo dei dati.

Ma vediamo in dettaglio quali sono state le sfide affrontate dai vari dipartimenti sul set. Cominciamo dalla scenografia, che questa volta lavora su una scala maggiore rispetto alla precedente trilogia. Ieri abbiamo parlato della nuova tecnica implementata da Jackson che permette di girare contemporaneamente la stessa scena con gli attori presenti in due set diversi, per poter creare delle scene in cui sono presenti dei personaggi di diverse dimensioni. Uno dei motivi per cui è stato necessario lavorare in questo modo, è stato causato dalle riprese in 3D, che non permettono di usare i trucchi per creare una finta prospettiva, che solitamente si usano nelle pellicole in 2D. Il maggior numero di fotogrammi ha inoltre spinto il dipartimento a inserire più dettagli sui set e sugli oggetti di scena, e con l’uso della cinepresa Technocrane, in grado di coprire qualsiasi area del set, anche la costruzione degli sfondi ha richiesto maggior attenzione.

“Siamo dovuti stare un po’ più attenti su come erano finite le superfici. Come erano strutturati i nostri trattamenti delle superfici, spingendo molti di più i dettagli in qualsiasi cosa. In questo modo sono stati arricchiti molto di più i set, credo, perché molto spesso usiamo materiali veri, invece di usare oggetti di plastica e simili. Penso che sia meglio dal punto di vista dell’interazione, anche per gli attori, perché devono interagire con il vetro al posto della plastica e con la ceramica invece della carta.

[Il 48fps] ha reso il nostro lavoro più interessante. Se si cammina su un set e non senti che ti trovi lì, non funziona. È così laborioso. Normalmente si può imbrogliare un po’ qui e un po’ lì.
Sono finiti i giorni in cui si poteva dire, ‘Oh, questo è solo uno sfondo, non ci si deve preoccupare troppo’”.

La Weta ha dovuto realizzare diversi test con le RED Epic a 48fps, perché si è accorta che quando metti un attore con delle protesi davanti ad una di queste cineprese, le protesi diventano giallognole e vedi dove sono state inserite. Per risolvere il problema hanno dovuto aggiungere più rosso durante il trucco.

“Già, il colore. Questo è quello che abbiamo imparato, perché anche se ho lavorato con questo materiale per circa cinque anni, non l’ho mai visto con questa velocità su una Epic. Quando abbiamo fatto [il trucco di] questi ragazzi, abbiamo visto che a occhio nudo, se mi trovo proprio di fronte a voi ed ho su una protesi, non siete in grado di vederla. Davanti alla telecamera, la leggeva, con un forte giallo. E così si può effettivamente vedere dove si trova il pezzo. Era come se la cinepresa stava raccogliendo qualcosa che l’occhio umano non è in grado di vedere, e quindi erano di un forte giallo. Quindi quello che dovevamo fare era sovra-compensare la cinepresa mettendoci più rosso.

Già. E poi quando siamo su uno schermo verde, dobbiamo forzare ancora di più rossi, perché lo schermo verde succhia i rossi. E questo succede solo sul film. Ma sì, la chiamiamo la pittura per l’occhio invisibile. Ed è una linea sottile, puoi usare troppo rosso e sembra davvero stravagante. Ma se ne metti troppo poco, hai un tipo più itterico”.

Anche i costumi sono stati influenzati, ma non a questi livelli. Il 48fps amplifica il colore e anche i dettagli, quindi il dipartimento ha dovuto tenere in meno questa particolarità nella creazione dei costumi.
La Warner ha deciso di far uscire la versione a 48 fps in versione limitata negli Usa. Non sono state fornite al momento le specifiche per l’uscita italiana. Sarà interessante provare a vedere il film in entrambi i modi, e vedere quanto cambia la pellicola, a seconda della velocità dei fotogrammi che è stata usata.

Vi ricordiamo che qui trovate il resoconto della conferenza a cui hanno partecipato il regista e parte del cast. L’uscita del primo capitolo de Lo Hobbit è prevista in Italia per il 13 dicembre 2012, Per seguire tutte le novità sul film di Peter Jackson, consultate le nostre news dal blog.

Fonte Collider

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