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15 ottobre 2012 • 19:30 • Scritto da laura.c

Il comandante e la cicogna – Incontro con Silvio Soldini.

Volare sopra le brutture della nostra società, osservandola dall’alto come i volatili o come le statue di poeti ed eroi. Silvio Soldini racconta la sua nuova commedia e il suo sguardo leggero sulla pesantezza della realtà. Portato sullo schermo da un ricco cast con Valerio Mastandrea, Alba Rohrwacher, Giuseppe Battiston, Claudia Gerini e Luca Zingaretti.
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“Avevo voglia di tornare alla commedia dopo due film come Giorni e nuvole e Cosa voglio di più, dove ho raccontato in maniera quasi documentaristica la realtà che avevo intorno”: così il regista Silvio Soldini spiega la genesi del suo ultimo film, Il Comandante e la Cicogna, che vuole rappresentare una riflessione leggera ma anche critica su quello che è diventato oggi il nostro Paese. Un film al tempo serio e sognante, dove a margine delle storie dei vari personaggi (interpretati tra gli altri da Valerio MastandreaAlba Rohrwacher, Giuseppe BattistonClaudia GeriniLuca Zingaretti) troviamo le statue delle grandi personalità della storia italiana come Garibaldi e Leopardi, che dall’alto e della tortura della propria fissità, scrutano e commentano gli affanni e le piccole disonestà del loro popolo. Un cambiamento consapevole rispetto ad altri titoli del filmmaker, dotati dello stesso registro:

“Si può definire una commedia morale nel senso che racconta qualcosa di diverso da altre mie commedie come Pane e tulipani o Agata e la tempesta. L’idea delle statue è stata ispirata da un film francese, Jonas che avrà 20 anni nel 2000, che iniziava con  un monumento parlante di Jean-Jacques Rousseau. Mi ha fatto pensare a quelle statue che si vedono sempre nelle nostre città, nei nostri giardini e nelle nostre piazze, anche se spesso nessuno sa bene chi siano né perché sono lì. Mi sono chiesto cosa potrebbero dire di noi da lassù, e questo forse ha contribuito più di tutto a portare il film verso la direzione che ha preso alla fine”.

Tra le tante disavventure di cui questi busti e questi monumenti equestri devono essere testimoni, ci sono anche quelle di personaggi stravaganti, come l’idraulico Leo, che ha il volto di Valerio Mastandrea. Un disperato padre di famiglia a cui è stato dato un background napoletano pensando a Totò e alla sua Livella: quella morte che il personaggio deve affrontare in quanto vedovo con due figli a carico, e una visione della moglie defunta che lo va a trovare ogni notte (Claudia Gerini). Ma anche come Amanzio (Giuseppe Battiston), un buffo signore dall’aria demodé, la cui missione è sensibilizzare gli stolti contro le brutture e le storpiature della società moderna, e che finisce per stringere amicizia con il figlio di Leo, Elia, la cui unica amica è la famosa cicogna del titolo. Un animale con un ruolo piuttosto centrale nel film, come spiega lo stesso Soldini:

“Il film non viene da idee e ricordi recuperati qua e là. Volevamo compiere un volo sopra la realtà, per questo la cicogna è un po’ la base di tutto: uno sguardo che si innalza al di sopra del mondo, della sua volgarità, delle notizie che ci arrivano ogni giorno. Volevamo volare sopra a tutto con ironia e poesia”.

Il Comandante e la Cicogna Alba Rohrwacher foto dal film 2

Anche per quanto riguarda le piazze con le diverse statue, l’idea era quella di abbracciare un Paese generico:

“La città dove abbiamo girato, Torino, è appena riconoscibile. Non si vedono la Mole o altri angoli tipici: volevamo che desse l’impressione di una generica città italiana, e se fosse stato possibile dal punto di vista produttivo, l’avrei girato in almeno sei location differenti. Piazza Garibaldi poi è inventata, e anche la piazzetta con Leopardi appare un po’ più piccola di quanto non sia davvero”.

Per i riferimenti all’attualità politica italiana, Soldini ha pure preferito mantenersi vago e concentrare tutto sulla figura dell’avvocato corrotto interpretato da Luca Zingaretti. Un faccendiere specializzato nel risolvere le rogne giudiziarie di evasori e truffatori e con un cattivo gusto davvero spiccato, riassunto nell’orribile murales che fa dipingere alla povera malcapitata artista Diana (Alba Rohrwacher):

“Se ci fossimo attenuti alla realtà politica dell’Italia, saremmo dovuti finire nel grottesco. Ma a noi interessava mantenere una certa levità, raccontare personaggi che nonostante tutto conservino dei valori. Qualche riferimento c’è nel paesaggio, come i poster elettorali attaccati ai tram, ma il resto del film è affidato a personaggi che probabilmente sono migliori di quelli che si vedono nella realtà ”.

Il Comandante e la Cicogna uscirà nelle nostre sale il 18 ottobre, distribuito da Warner Bros. Pictures Italia.

 

 

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