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Code Name: War – The Hurt Locker

Di Filippo Magnifico

Code Name Geronimo Poster Italia

Inauguriamo oggi un viaggio che ci accompagnerà fino all’arrivo in sala di Code Name: Geronimo, pellicola che parla della caccia all’uomo più ricercato di tutti i tempi, Osama Bin Laden, e che sarà presentata in anteprima al Lucca Movie Comics & Games.

L’uscita del film, diretto da John Stockwell (regista di Turistas), è prevista per l’8 novembre. Fino a quel giorno vi terremo compagnia con una serie di articoli che affronteranno diversi aspetti di questo progetto, alternati a degli approfondimenti su alcune pellicole che, in un modo o nell’altro, presentano tematiche simili.

Cominciamo con un titolo che non ha certo bisogno di presentazioni: The Hurt Locker, diretto dalla grande Kathryn Bigelow (anche lei impegnata con un lungometraggio incentrato sulla cattura di Osama Bin Laden).

The Hurt Locker Jeremy Lee Renner Foto Dal Film 07

Tra i tanti soprannomi che si potrebbero attribuire a Kathryn Bigelow, quello di “donna con le palle” risulta decisamente il più calzante. Nessuna offesa, sia chiaro, ma solo la pura e semplice osservazione che farebbe chiunque dopo aver dato un’occhiata ai film che questa regista ha sul suo curriculum. Stiamo parlando di titoli come Blue Steel – Bersaglio mortale, Point Break – Punto di rottura e Strange Days. Pellicole ad alto tasso di adrenalina e dirette con una maestria degna solo del migliore Walter Hill.

Nel corso della sua carriera Kathryn Bigelow è riuscita a dimostrare che le donne dietro la macchina da presa non sono solo quelle che ti confezionano le classiche storie “soft”, destinate a fare la gioia di tutti i festival di cinema indipendente, ma sono anche in grado di gestire un blockbuster nel migliore dei modi, facendoti rimanere incollato alla poltrona per ogni secondo della sua durata e arrivando a raggiungere quel traguardo agognato da ogni regista: l’Oscar.

Questa regista è stata (finora) l’unica donna a ricevere l’ambita statuetta per la Migliore Regia. C’è riuscita nel 2010, con il film The Hurt Locker. Una storia che parla di guerra (nello specifico quella in Iraq), ma da un punto di vista decisamente diverso. Si tratta infatti di un’opera che racconta la storia di quelle persone che sono in grado di trovare la loro dimensione solo se costantemente bersagliate dal fuoco nemico e che riescono ad assaporare la vita solo quando sono sul punto di perderla. Nessun intento di propaganda, ma solo un’amara riflessione su una condizione che, a conti fatti, esiste e non si può certo ignorare.

Protagonista di questa pellicola è il Sergente William James (Jeremy Renner, anche lui nominato all’Oscar come Migliore Attore Protagonista), un artificiere che ha disinnescato un numero indicibile di bombe e che risulta talmente bravo nel suo lavoro proprio perché, apparentemente, non ha paura della morte. La prima considerazione che si potrebbe fare è che quest’uomo sia così perché, come molti altri suoi compagni di guerra, non ha niente da perdere, ma la realtà è differente. James ha infatti una moglie (interpretata in alcune brevi scene dalla star di Lost Evangeline Lilly) è un figlio appena nato che lo aspettano dall’altra parte. Ma è proprio quella vita che lo spaventa e che lo spinge a fuggire lì, dove tutto ha un senso proprio perché non esiste certezza.

The Hurt Locker è un film che alterna profonde (e silenziose) riflessioni a scene potenti e di sicuro impatto. Che procede lungo la sua strada inarrestabile, proprio come il suo protagonista, quando, avvolto nella sua tutta da artificiere, cammina verso l’ignoto pronto a compiere l’ennesimo “piccolo passo da uomo”.

Vi ricordiamo che su Amazon.it potete acquistare l’edizione home video del film.

Cinema chiusi fino al 5 marzo, QUI gli ultimi aggiornamenti.


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