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Venezia 69: Betrayal, la recensione in anteprima

Di emanuele.r

Dopo il Marco Aurelio d’oro vinto al 1° festival di Roma con Playing the Victim (mai distribuito in Italia), Kirill Serebrennikov torna ad affacciarsi sugli schermi italiani – forse – con Betrayal, primo film in concorso alla 69^ mostra internazionale d’arte cinematografica che racconta con toni e atmosfere seducenti una storia che, come dice il titolo, parla di tradimenti e pulsioni.

La storia vede protagonisti un uomo e la sua dottoressa, la quale gli rivela che la di lui moglie e il di lei marito sono amanti. Comincia un pedinamento alla coppia clandestina che diventa un avvicinamento tra i due: fino a che un tragico colpo di scena non cambia le carte in tavola. Scritto dal regista al suo 5° lungometraggio, Izmena (titolo originale russo) è un melodramma raffinato, quasi rarefatto come da tradizione del cinema delll’ex-URSS che cerca di arditamente di sorprendere lo spettatore con svolte continue, tocchi thriller ed erotici echi hitchcockiani.

Il film è un’investigazione tra psicologie e sentimenti di una serie di personaggi, tutto legati a filo doppio col tema del tradimento e soprattutto delle conseguenze estreme, ma più spesso quotidiane che esso comporta, andando a costruire una galleria di personaggi che, come uniti dai celebri 6 gradi di separazione, finiscono per entrare in contatto, per unirsi in un microcosmo della passione proibita. Puntando lo sguardo sulla carnalità repressa ed esplosiva dei suoi protagonisti, Serebrennikov aggiorna temi e modalità del maestro del brivido rileggendone i pedinamenti ai personaggi, le deviazioni del racconto, la musica e persino la crocchia di Franziska Petri, come se Betrayal fosse il tentativo di reinterpretare La donna che visse due volte.

Ovviamente solo in chiave spirituale, ché la sceneggiatura nel ricorrere alle ellissi (notevole quella che sposta il film avanti di 5 anni) e nel cambiare registri perde il controllo di personaggi e simboli; ma come regista, il russo mette in scena con cura, precisione e sapienza e sa ingabbiare lo spettatore in un intrigo magari poco risolto ma vincente. Anche grazie alle folgore delle due attrici, moglie e amante, perfette rappresentazioni dei poli dell’universo femminile.

Anche quest’anno ScreenWeek.it è in Laguna e seguirà da vicino la 69° edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Cliccate sul riquadro sottostante per leggere tutte le news dal Festival e le recensioni. Seguiteci inoltre su Twitter e Instagram grazie alla tag #Venezia69SW.

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